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Quello che il renzismo non dice (190) – Sull’emergenza democratica: dai vergognosi attacchi de L’Unità a Saviano alla querela a Grillo, o dell’inizio della fine del renzismo. E difendiamo la dignità di Antonio Gramsci.

Creato il 03 aprile 2016 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

Gramscidi Rina Brundu. Dato che per mandare a casa questo governo deleterio come nessun altro Esecutivo prima non si può fare affidamento su una casta politica attaccata allo scranno e ai privilegi, la speranza la rimettiamo nel lavoro tenace e puntiglioso della magistratura che se tanto ci dà tanto, anche in considerazione del marcio che sta venendo fuori dopo lo Scandalo Guidi nonché del fatto che di norma non c’é fumo senza arrosto, potrebbe pure sorprenderci presto con novità sostanziali. Magari di quelle che faranno il giro del mondo in “a blink of an eye”,  personalmente ne sono convinta.

Nel frattempo ritengo dovere di qualsiasi uomo e donna davvero degni di questo nome prendere le difese di Roberto Saviano paragonato da “L’Unità” di Erasmo D’Angelis a un “qualungue mafiosetto di quartiere” solo perché si permette il “lusso” di criticare l’operato della ministra Maria Elena Boschi sempre più in balìa di se stessa, di quella che sembrerebbe una disinformazione imperdonabile in un membro dell’Esecutivo che si occupa di questioni molto serie (per esempio, sembrerebbe che Maria Elena Boschi non sapesse che il quasi-marito del ministro Guidi era quel Gemelli di cui è stato appena chiesto l’arresto) e del Matteo Renzi che la telecomanda a piacimento.

Difendiamo Saviano e difendiamo la dignità di Antonio Gramsci a suo tempo fondatore di un giornale che – prima d’essere okkupato dal renzismo in maniera indegna – forse aveva già perso buona parte dei lettori ma almeno conservava il prestigio del suo nome. Adesso che tutto è perduto, che un’altra parte sostanziale della nostra storia non troppo datata è stata infangata senza vergogna, non ci resta che convertirci a una sorta di guerra non-violenta di tipo gandhiano, una guerra di continuata denuncia degli scandali di un potere a suo modo abusivo, di un potere che sta seriamente mettendo in pericolo le basi fondanti della nostra democrazia e che in soli due anni ci ha relegato – da un punto di vista democratico – al ruolo di Stato canaglia.

Mai avremmo pensato che il renzismo potesse raggiungere queste bassezze con le reiterate “minacce” che nessuno potrà scalzarli dallo scranno: io resto però convinta che questo accadrà presto molto presto, e un giorno questa nazione farà vendetta, questo è solo l’inizio della fine del renzismo.


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