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Quello che il renzismo non dice (22): Esclusivo – individuato il passo di House of Cards che ha spinto Michael Dobbs a scrivere a Renzi?

Creato il 02 ottobre 2014 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
House_of_Cards_title_carddi Rina Brundu. “Quando ho saputo che Renzi ne aveva acquistato una copia in libreria a Roma, ho ritenuto opportuno mandargli una nota per ricordargli che il libro è solo intrattenimento, e non un manuale di istruzioni” ha spiegato Michael Dobbs, pochi giorni fa, durante il suo intervento all’International Communication Summit Europe 2014. Michael Dobbs è l’autore di “House of Cards”, il romanzo che ha ispirato prima l’omonima serie BBC e poi la serie televisiva americana magistralmente interpretata da Kevin Spacey,  nel ruolo di Frank Underwood.

 

Frank è un politico che non guarda in faccia nessuno e che, dopo essere stato scavalcato dall’ultimo arrivato nella corsa per diventare Segretario di Stato, alla maniera del Riccardo III shakesperiano, ha deciso di farla pagare sia al POTUS  (il Presidente degli Stati Uniti), che ai suoi cortigiani. A dire il vero, Spacey ha ripreso molta tecnicalità dalle strategie teatrali che hanno reso immortale il dramma di Shakespeare e il teatro elisabettiano in genere, inclusi gli “aside” al pubblico, vale a dire quei momenti in cui vi è una sorta di freezing temporale e il personaggio ha la possibilità di parlare agli spettatori, di spiegare il suo pensiero e quindi dettagli importanti delle oscure trame che va perpretando. Una strategia straordinaria quando si tratta di presentare un “villain” a tutto tondo, le mille sfaccettature che lo rendono ad un tempo bastardo e gigante.

Certo, non mi è chiaro cos’abbiano in comune Riccardo III, Frank Underwood e Renzi. Non ritengo affatto che i tre characters possano essere messi uno accanto all’altro: nonostante Berlusconi la pensi diversamente, Renzi non ha la “cattiveria” dei primi due, ma non ha neppure la loro personalità, né la statura. Immagino che la ragione che ha spinto Dobbs ad inviare la nota al nostro Premier sia stata la preoccupazione che possa appunto usare la sua opera come sussidio didattico.

A dire il vero, quando sento Matteo Renzi mettere continuamente, reiteratamente, la palla al centro e riportare il discorso sulla Riforma scolastica, parlare di Educazione, Formazione, Insegnanti, Cultura, Didattica, Scolarità, finanche Educazione Fisica, un dubbio mi coglie. Ecco dunque una conversazione tra Frank Underwood e Zoe Barnes, la rampante giornalista online che è diventata sua partner di carognate, che potrebbe essere molto rivelante da questo punto di vista; il passo è tratto dalla prima puntata (mi pare, vado a memoria) della prima serie e riprende il momento in cui Frank, senza compromettersi, spinge Zoe ad indovinare l’hot-issue che sta “bollendo” sul tavolo presidenziale nel dato momento, che lui, Frank, vorrebbe “sputtanare” davanti al mondo, e che di conseguenza minaccia di diventare un altro scandalo Watergate.

Frank Underwood: “Esattamente, come posso aiutarla, signorina Barnes? Lei potrebbe già conoscere l’agenda legislativa del Presidente, la prima riforma sul tavolo…”.

Zoe Barnes: “Si, potrei”.

Frank Underwood: “La svelerebbe anche a me? Quale sarebbe questa riforma secondo lei?”.

Zoe Barnes: “La riforma della scuola”.

Frank Underwood: “Perché?”

Zoe Barnes:La questione dell’immigrazione è troppo spinosa. Le tasse non sono sexi abbastanza. Sì, tutti possono mettere dietro ai problemi dell’insegnamento. Si tratta della riforma della scuola, non è vero, ho indovinato?”.

Frank Underwood: Sì, si potrebbe pensarlo, ma non posso commentare…****

 

Uhm, che sia questo il punto della politica renziana che ha impensierito Dobbs?

ConfessoLO, il dubbio mi assilla.

 

***** libera traduzione

 

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