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Quello che il renzismo non dice (221) – Contro l’incredibile campagna Boschi da Banca Etruria, facciamo come Alessio antieroe della casta radical-chic, difendiamo la Costituzione. E i partigiani.

Creato il 22 maggio 2016 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
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Ma in che mani siamo? 1

di Rina Brundu. “Ma come si permette? Chi si crede di essere?” queste parole le avrebbe dette Pierluigi Bersani all’indirizzo di Maria Elena Boschi da Banca Etruria nell’aftermath dell’ultima esplosione dialettica di costei, “esplosione” offensiva della dignità dei tanti che hanno contribuito a costruire questo paese prima, durante e dopo gli sfracelli procurati dalle due ultime guerre. “I partigiani veri votano sì al Referendum” avrebbe detto infatti il giovane ministro delle Riforme aggiungendo il danno alla beffa che produce la sua determinazione a non dimettersi dopo i vari scandali che l’hanno vista diretta-indiretta interessata e quindi a non restituire decoro alle istituzioni che rappresenta.

Ma non si vergogna? Sarebbe una terza domanda retorica da suggerire al suo ex Segretario di Partito. E ancora: come si permette questa signora dal sorrisetto Durbans di buttare fango sulla memoria dei tanti che sono morti in Africa, in Russia, e dovunque in un’Europa profanata dalla guerra, per regalarle la libertà di parola di cui adesso lei sta abusando apparentemente senza vergogna alcuna? E cosa ne sa questa signora dal sorrisetto Durbans di quando i ragazzi del 1899 lasciarono la Sardegna ancora adolescenti per andare a combattere in prima linea le battaglie di un Paese immaginario, che non conoscevano e di cui non parlavano neppure la lingua? Come si permette questa signora dal sorrisetto Durbans di sputare sentenze sulle sofferenze inennarrabili di tutti quegli uomini e di tutte quelle donne? Di quelli che dal fronte non sono mai tornati, di quelli che dal fronte sono scappati incapaci di testimoniare un minuto di più l’orrore quotidiano, di quelli che sono sopravvissuti, magari da vincitori, ma cambiati per sempre? Perduti per sempre.

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Che poi la Boschi non è neppure nuova a simili “stravaganze” dialettiche. Di fatto è solo di ieri la “lectio magistralis” che ha ricevuto da Alessio, studente di Catania, il quale ha demolito la sua “riforma” senza faticare neppure troppo e ha dato dimostrazione plastica degli actual bounderies del know-how tecnico “ministeriale”.

Fossimo ancora nel ventennio berlusconico, Alessio adesso sarebbe l’eroe della casta intellettuale repubblichina e radical-chic, ma sfortunatamente siamo in epoca di perbenismo e leccaculismo renzista e quindi si dovrà accontentare di fare l’antieroe. Si dovrà accontentare della gratitudine (specie per averci consegnato speranza in una Italia giovane, preparata e migliore), della simpatia,  del sostegno dei tanti italiani che come lui pensano che la Costituzione sia una cosa seria e non un dettame scritturale da cambiarsi a scazzo e con insostenibile leggerezza stile gentil farfallina dal primo governo non eletto che passa.

Back to square one, il ministro Boschi ha comunque garantito che se vince il NO al Referendum anche lei lascerà: ottimo! Per il Paese è un poco come dire che non c’é mai notte troppo lunga da impedire al sole di sorgere ancora…. mentre i Partigiani… tutti… ringraziano. E noi con loro.

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In calce video-link a una canzone “partigiana” australiana, la mitica WALTZING MATILDA


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