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Quello che il renzismo non dice (57):… non c’é bisogno che lo spieghi Michele Santoro col gesto dell’ombrello. E su “Viale del tramonto” di Billy Wilder.

Creato il 23 gennaio 2015 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
Sunset_Boulevard_16di Rina Brundu. Sconcerta pensare che ieri sera, mentre RAI3 trasmetteva lo straordinario documentario “Night Will Fall” di Andre Singer – un cortometraggio che ha mostrato come mai è stato mostrato prima, l’orrore dello sterminio perpetrato dai nazisti – su La7, Michele Santoro era impegnato in un altro dei suoi “celeberrimi” incipit, preamboli, prologhi al suo “Servizio Pubblico” corredandolo questa volta con tanto di gesto dell’ombrello al Premier.

Com’é triste la via del tramonto! Dato il titolo di questo scritto, penso sia difficile accusarmi di simpatie renzistiche, questo non vuol dire però che chi non si rassegna al ruolo di pecora rincretinita dentro un gregge mediaticamente addomesticato, si arroghi il diritto di mancare di rispetto alle nostre istituzioni democratiche. Istituzioni che non ha creato Matteo Renzi, ma per le quali hanno combattuto e hanno dato la vita i nostri padri. Il valore aggiunto della “critica” dentro contesti democratici é dato dal fatto che “critico” e “criticato” comprendono la necessità di muovere dentro perimetri guardati da paletti che non possono essere spostati: da nessuno!

Meraviglia e – mi ripeto – sconcerta scoprire che un professionista di lunga data come Michele Santoro, questo fondamentale passaggio autoesplicativo non lo abbia ancora capito. A dire il vero neppure io ho capito troppo il suo scoglionante incipit (visto in registrata) nazional-popolare, supportato da cotanta filosofia sordiana:”Tu li lasci un attimo ‘sti senatori dell’opposizione, compresi quelli miei del Pd, e loro che fanno? Ti scrivono 35mila emendamenti alla legge elettorale. Così tutto finisce a pu…ne… (….)…. Se non ti vuoi arrendere ai frenatori, ai gattopardi, ai gufi e ai sabotatori devi trovà un trucchetto, un supercangurotto…. (bla bla bla bla)…. TIEEE’!!! (gesto dell’ombrello)”. Tuttavia, il danno che può procurare questa mia “deficienza” di understanding è minimo. Peggiore, di gran lunga, è il danno che può fare un presentatore noto su un programma comunque seguito.

Premesso che non ho nulla in contrario all’utilizzo, anche dentro contesti mediatici di primo piano, di un linguaggio colorito, forte – che un tempo sarebbe stato considerato decisamente scurrile – perché lo ritengo più adatto alle necessità di “immediatezza” della scrittura online, penso però che a tutto ci sia un limite. Quindi mi chiedo: ma che tipo di modello civile ha in mente Michele Santoro per l’universo derenzizzato che speriamo diventi il nostro nel più breve tempo possibile? Se queste sono le premesse non ho dubbi nel dire che quel tipo di universo io non lo sottoscrivo.

Può essere però che Michele Santoro stia semplicemente applicando alla politica e alla “professione”, alla società che lo circonda, le regole del cinema che valevano per il personaggio di Norma Desmond (Gloria Swanson) del celeberrimo film Viale del tramonto di Billy Wilder (1950). Joe Gillis: Mi ricordo di voi, siete Norma Desmond, eravate grande! Norma Desmond: Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo!

Featured image, Gloria Swanson e William Holden interpretano Norma Desmond e Joe Gillis.

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