Il compianto Stieg Larsson
Eppure, la riflessione che mi ha inchiodato alla lettura non è relativa alla scelta stilistica o alla qualità della narrativa e della trama: quello che mi ha colpito fortemente è stata la capacità dei personaggi principali di sopravvivere al suo autore. Mikael Blomkvist, giornalista di reportage ci si presenta mentre è alla ricerca di una storia che risollevi le sorte di Millennium, la rivista sua creatura in crisi di vendite e costretta ad accettare il contributo di un grosso gruppo editoriale. E – esattamente come nei primi tre episodi della saga – il lettore si vede quasi costretto al supporto etico e morale, avverte la distanza fra le logiche del mercato e quelle del puro giornalismo d’inchiesta, soffre e tifa per un personaggio complesso, eccessivamente rigido, fortemente amico. Quando appare Lisbeth Salander, poi, le pagine sembrano prendere vita: magari adesso hai in testa Noomi Rapace e non il viso ricostruito durante le prime letture, ma la forza immensa della super hacker con pronunciata psicolabilità è immensa, e non puoi fare a meno di continuare a leggere.Noomi / Lisbeth
Quindi, di nuovo, sì: se avete amato Larrson, se rimpiangete Mikael e Lisbeth, se non vi spaventa una ulteriore immersione negli abissi della mente e della perversione umana, Quello che non uccide è una buona scelta. Alfonso d’Agostino P.S. L’uscita di un eventuale Millennium 5 non è neppure quotato a 1,01.SCHEDA LIBRO
Autore: David Lagercrantz
Titolo: Quello che non uccide
Traduzione: L. Cangemi, K. De Marco
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Pagine: 503
ISBN: 978-8831721998