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"Il Volto del '900" in mostra a Palazzo Reale a Milano

Creato il 04 ottobre 2013 da Damt

Dal 25 settembre 2013 al 9 febbraio 2014 sono in mostra a Milano, presso Palazzo Reale, alcune delle opere più belle di sempre sul genere del ritratto.

Nel corso del XX secolo, il genere del ritratto non è sfuggito alle diverse rivoluzioni estetiche, in particolare a quelle moderniste. Eppure dipingere un volto cubista non ha la stessa portata di un paesaggio cubista. Non si può, impunemente, fare un ritratto come si vuole: qualsiasi allontanamento dalla figurazione o anche solo una semplice deformazione, provoca subito congetture filosofiche, religiose, mitiche o metafisiche. Il volto è collegato al sacro: decostruirlo può assumere una dimensione sacrilega. Il XX secolo produrrà così numerosi e memorabili ritratti, alcuni dei quali sono diventati autentiche icone del ’900. Il soggetto trasfigurato consacra un io dilagante che assume in questo modo una portata universale.
Cubista, futurista o surrealista, il ritratto è un manifesto estetico; per questo non sembra mai allontanarsi completamente dai suoi obblighi nei confronti del modello. La sembianza trascende la forma; l’allontanamento dalla figurazione è di fatto una trasfigurazione. Quando arriva la disillusione della Storia, il ritratto porta in sé, tutte insieme, la violenza, la barbarie e la tragedia dell’umanità contemporanea.

Marie Laurencin, Ritratto della Baronessa Gourgaud con mantilla nera, 1923

Questa mostra, concepita partendo dalle prestigiose collezioni del Centre Pompidou di Parigi intorno al tema del ritratto e dell’autoritratto, raggruppa ottanta capolavori eseguiti dai maggiori artisti del XX secolo: Pablo Picasso, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Henri Laurens, Fernand Léger, Alberto Giacometti, Francis Bacon e ancora Antonio Saura...
Dopo la prima rivoluzione moderna, rappresentata dai ritratti degli umanisti prodotti da Dürer, Jan Van Eyck o Frans Hals, dopo la frattura dell’Impressionismo che rivendicò un’autonomia per il pittore, l’artista moderno si è dedicato al ritratto superando l’obiettivo dell’espressione del modello per andare incontro al suo “io interiore” e alle proprie intenzioni artistiche, per mezzo del soggetto.
L’artista si è inoltre affrancato dalle restrizioni fino ad allora legate al ritratto e fissate dai committenti – che un tempo si aspettavano una rappresentazione lusinghiera e, grazie a un insieme di segni ben codificati, anche una messa in scena della propria posizione sociale.. (dal sito ufficiale della mostra)

Joan Mirò, Testa d’uomo, 1935

ORARI

  • Lunedì 14.30-19.30

  • Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30-19.30

  • Giovedì e Sabato 9.30-22.30

La biglietteria chiude un’ora prima

Amedeo Modigliani, Ritratto di Dédie(1918) Olio su tela;92 x 60cm

INFOLINE

02.92800375

(dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30)

Buon fine settimana a tutti

Daniela


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