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"King Crimson. Islands - Testi commentati" di Donato Zoppo.

Creato il 08 ottobre 2013 da Pjazzanetwork

:: KING CRIMSON. ISLAND
Le beibe beibe a gambe spalancate care ai Led Zeppelin, i pruriti e gli sberleffi di casa Zappa, i diavolacci su di giri a zonzo con i Black Sabbath, i mattoni in caduta sui Pink Floyd, le strade di tuono per raggiungere Springsteen: i King Crimson sono davvero lontani.
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Uomini schizoidi, divinità marine, risvegli di principi e isole lontane, lingue di allodola, grandi ingannatori e incubi rossi, chiacchiere da elefante, nevrotiche e uomini modello, dinosauri, luci in costruzione e curve pericolose. Altro che musica leggera.
Qui ci sono anomalie dentro altre anomalie, una matrioska rock tutta da smontare. Se il progressive rappresenta una grande "deviazione" nella storia popular, i King Crimson – che del prog sono stati gli artefici e tuttora la massima incarnazione – sono una cellula impazzita a dir poco sorprendente.
Hanno inventato un genere, se ne sono distaccati senza abbracciare i suoi opposti, hanno un padre-padrone-fondatore-demiurgo senza il quale non esisterebbero, ma i testi delle varie incarnazioni del Re Cremisi sono opera di personalità esterne come Peter Sinfield e Richard Palmer-James, o di un alter ego conflittuale e pacifico come Adrian Belew.
Un gruppo/progetto che cammina tra esoterismo e humour, letterature e surrealtà, razionalismo e follia, allegorie e clare loqui. Un’isola nel mare magno del rock, una piccola unità collettiva dove si parla con il vento e si attende il ritorno di me, Neal e Jack.
:: DONATO ZOPPO
Nato a Salerno ma beneventano d’adozione, instancabile divulgatore di musica rock, è autore di Premiata Forneria Marconi 1971-2006. 35 anni di rock immaginifico (Editori Riuniti, 2006), Lingalad. Da Tolkien ai segreti della Natura (Bastogi, 2008), Amore, libertà e censura. Il 1971 di Lucio Battisti (Aereostella, 2011) e Cotto e suonato. La musica immaginifica in cucina (Aereostella, 2011). E’ presente anche in Oschi loschi, la nuova antologia di racconti sanniti (Never Mind, 2011).


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