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» Quoziente 1000, di Poul Anderson – Recensione

Creato il 22 novembre 2019 da Marta @M_Sognatrice

» Quoziente 1000, di Poul Anderson – Recensione

Su Instragram continua la mia partecipazione alla challenge sulla fantascienza/distopia ideata da Ambra di Sono Solo Libri, ma per il mese di Novembre non mi è andata benissimo. Per questo mese il tema era: Vecchi Tempi – Un distopico/fantascientifico scritto tra il 1860 e il 1960.  Io ho provato a leggere Il Tallone di Ferro di Jack London, ma l’ho miseramente abbandonato a più o meno metà. Purtroppo è un libro che non fa per me – anche se chissà, magari in futuro gli donerò un’altra possibilità. Ho deciso di scegliere un altro libro, incuriosita dalla trama: scelta ricaduta su Quoziente 1000 di Poul Anderson, scritto nel 1955.

Mi è piaciuto? Ni.
Carina l’idea, belli alcuni passaggi, ma alla fine non mi ha lasciato moltissimo. Forse mi aspettavo molto di più o qualcosa di diverso, o forse mi ha dato l’idea di aver inserito troppe cose, partendo da un’idea davvero interessante, ma… alla fine poteva essere realizzato molto meglio. Poi, naturalmente, questo è il mio pensiero.

«Helga, mi sono chiesto se possiamo considerarci ancora degli esseri umani.»
«Certo» rispose lei. «Rimarremo sempre tali. Continueremo a conoscere l’amore e l’odio, la paura e il coraggio, la gioia e il dolore.»
«Ma attribuiremo a questi sentimenti lo stesso significato?» chiese Peter facendo una smorfia significativa. «Ho i miei dubbi.»
«Forse hai ragione» rispose lei. «Mi riesce più difficile credere a ciò in cui ero abituata a credere. Questo è il fatto.»

Quoziente 1000 parte da una domanda molto curiosa: che cosa succederebbe se sulla terra ogni forma di vita – non solo l’uomo quindi, ma anche gli animali – si accorgesse che le sue facoltà intellettive sono aumentate in maniera impressionante? Il mondo sarebbe migliore o si andrà incontro a un possibile caos? Se tutti fossimo molto più intelligenti, sarebbe meglio o peggio?
Una riflessione affascinante che dà adito a molte domande, possibili scenari, idee personali. Proprio per questo mi ha attratta.

Il libro, ad esempio, si apre con un coniglio chiuso in gabbia. La povera bestiola ha provato a liberarsi, dibattendosi disperatamente tra quelle pareti, per poi accasciarsi sfinito a terra. Ad un tratto, capisce. Ha un’intuizione che non immagineresti. Comprende come uscire, come spostare quella levetta, come aprire la gabbia. E sì, ce la fa. Scappa, libero.

È uno dei numerosi esempi di come questo evento improvviso e sorprendente influisce sulle persone e gli animali. Ma come è successo? Cosa ha provocato questo cambiamento?
Ci sono scienziati che studiano le possibile cause. Si scopre così che la Terra è uscita da un campo magnetico che attraversa la Via Lattea e nel quale l’intero sistema solare era avvolto da milioni di anni, un campo che aveva fino a quel momento limitato lo sviluppo dell’intelligenza sulla Galassia. Questo fenomeno cosmico improvviso produce profondi cambiamenti sulla Terra.

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Alcuni individui prendono bene la cosa, riescono a sviluppare pensieri più profondi, idee nuove, innovative, importanti. Si fanno così scoperte che permettono di viaggiare nello spazio a velocità impensabili, ma c’è anche lo sviluppo di nuovi linguaggi, come quello telepatico. Dall’altro lato però ci sono individui forse più ignoranti, ma anche con un sistema nervoso più “debole”, che acquisiscono sì nuove capacità intellettive, ma non sempre riescono ad assorbirle bene. Anzi, in alcuni casi, non riescono a gestirle e tutto ciò li porta alla pazzia, a una voglia incontrollabile di poter tornare allo stadio precedente. Molte persone smettono di voler compiere i lavori manuali, ma essenziali per la produzione. Si creano conflitti, rivoluzioni, la creazione di nuovi credi “religiosi”. Gli stessi animali iniziano a comprendere di essere spesso schiavi e si ribellano all’uomo, non volendo più lavorare nei terreni agricoli o più andare incontro alla morte per il sostentamento umano. Anche per gli uomini diventa molto più difficile ucciderli, provando un’empatia nuova, donando nomi a quegli esseri così tanto umani, così simili a noi.

Non è quindi facile gestire la nuova situazione che si è creata.
Tra gli scienziati c’è anche uno dei protagonisti della vicenda: Peter Corinth che dovrà sostenere anche un difficile problema familiare. Sua moglie, Sheila, infatti, è una di quelle persone che non riesce a convivere con questa nuova mole di informazioni, con questa forte intelligenza che si è sviluppata così improvvisamente, così di colpo. Ha incubi. Sembra impazzire. Accanto a lui ci sono amici e colleghi, tra cui Helga – non troppo segretamente – innamorata di lui. C’è sì, anche un pizzico di amore, anche se ovviamente non ci si concentra troppo su questo.

Esistono poi anche altri personaggi, ma quelle che mi hanno colpito di più sono sicuramente le storie di Sheila e di Archie Brock, un giovane contadino di una fattoria, che prima del cambiamento era piuttosto ignorante, e successivamente si ritrova ad avere un’intelligenza più che normale. A differenza di altri che abbandonano tutto, lui resiste, e grazie al suo profondo senso di responsabilità, riuscirà a gestire con efficienza tutte le necessità della fattoria in cui lavora, e sarà un tassello importante per lo scenario conclusivo.

Non vi svelo ovviamente il finale – anche se sul risvolto del libro praticamente dicono tutto – ma ovviamente si dovrà arrivare a una situazione ben precisa per gestire tutti questi cambiamenti, conflitti e rivoluzioni.

Ho scritto troppo, ma temo di non aver detto allo stesso tempo molto, perché come dicevo inizialmente secondo me c’è troppa carne al fuoco, ma non ben strutturata. O almeno io ho avuto un po’ di difficoltà a comprendere dove volesse arrivare. Sono poco più di 100 pagine,  troppo poche – a mio parere – per condensare tutto. Non si limita a raccontare cosa succede in America, ma anche in altre parti del mondo. Ma tutto è solo accennato, non si conosce poi come le cose narrate procedano. È come se ci fossero tante piccole storie, che restano sospese, e non so, questo mi ha fatta anche in un certo modo distrarre.

E il novantanove per cento della razza umana farà sempre cose conveniente piuttosto che cose intelligenti a prescindere dalla sua intelligenza, illudendosi di poter sfuggire alle conseguenze.

Quindi, concludendo e riassumendo il mio pensiero: è una storia molto molto interessante per il tema trattato, ci sono descrizioni che colpiscono e fanno riflettere, soprattutto nei momenti dedicati agli animali, o a Sheila, l’esempio perfetto di persona che non riesce a gestire questo improvviso aumento di Quoziente intellettivo, ma anche i capitoli su Archie. Dà la possibilità di aprire profonde riflessioni, anche sul fatto che non sempre intelligenza sta per saggezza e che intelligenti o meno gli uomini compieranno le proprie scelte e azioni sempre per convenienza.
Ma poteva essere strutturata meglio, questo sì. Almeno per me.


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Quoziente 1000
di Poul Anderson

Editore: Mondadori – Urania
Pagine: 119
Prezzo: /

Voto: ♥♥♥


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