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R- Fricassea, Chablis; Appunto: Mica

Creato il 13 agosto 2019 da Chinalski

Fricassèa
Adattamento italiano del francese fricassée, propriamente participio passato di fricasser ‘cuocere in salsa’.
Sostantivo femminile.
1. Vivanda fatta di carne, verdura o altro, sminuzzata e cotta in stufato e condita con salsa a base di uova e limone: cucinare in fricassea; pollo in fricassea o fricassea di pollo.
2. (figurato) Disordinata mescolanza di cose diverse.
Scritto, discorso confuso.

Una (parola) giapponese a Roma

Chablis [Sa’bli]
Voce francese, dal nome della località d’origine (Chablis, in Borgogna).
Sostantivo maschile invariabile.
Vino bianco secco pregiato, delicato e fragrante, che si produce in Borgogna con uve del vitigno Chardonnay.

L’appunto

Mìca
Latino mica(m) ‘briciola’.
Anche, anticamente, mìcca.
Sostantivo femminile.
(antico, letterario) Briciola; briciolo, parte piccolissima.

Avverbio.
1. (familiare) Affatto, per nulla, come rafforzativo di una negazione, di solito posposto al verbo: non sto mica male; non era mica in casa.
In espressioni dubitative o interrogative, per caso: non ti sarai mica offeso?
Unito talora direttamente alla negazione con valore enfatico: ero solo come un cane, e non mica perché non ci fosse più Amelio (Pavese).
2. (familiare) Usato senz’altra negazione, con valore di per sé negativo: sono cose vere, mica storie.
Mica male: indica condizione o giudizio favorevole: «Come stai?» «Mica male», discretamente; mica male questo film!, abbastanza bello.
Mica tanto: non tanto, poco: «Ti sei divertito?» «Mica tanto».

Nell’uso corrente capita spesso che l’avverbio mica sia accompagnato o meglio preceduto da "non": ciò accade per dare l’impressione di un rafforzamento della negazione. La grammatica però insegna che due negazioni danno un’affermazione, quindi mica deve sempre essere usato singolarmente.


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