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R- Mero, Jet society; Lettori: Ambaradan

Creato il 12 agosto 2019 da Chinalski

Mèro
Dal latino meru(m).
Aggettivo.
1. (letterario) Puro, schietto, non mescolato: così scintilla / come raggio di sole in acqua mera (Dante).
Propriamente, non mescolato con altre sostanze, si diceva presso i Romani soprattutto del vino non stemperato con acqua (quindi, sostantivato, merum era spesso usato come sinonimo di vinum).
(figurato) Nell’uso odierno, di solito preposto al sostantivo, di cui riduce il significato ai suoi limiti più stretti e più proprî: per mero caso (per puro caso, per un semplice caso); lo voglio sapere per mera curiosità (per nient’altro che per curiosità); questo è un di più, un mero di più (Manzoni); fantasmi, intendo, Son la gloria e l’onor; diletti e beni Mero desio (Leopardi), nient’altro che irrealizzabile desiderio.
(non comune) Riferito a persona, con senso limitativo: è un mero letterato; io non sono e non voglio essere un poeta mero (D’Annunzio).
2. (antico) Lucente, sfaviliante: E vidi le sue luci tanto mere (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Jet society [‘dZEtso’saiti ]
Locuzione inglese; composto di jet e society ‘società’, in senso classista di ‘alta società, oppure set ‘associazione’.
Anche jet set, di genere maschile.
Locuzione sostantivale femminile.
L’alta società internazionale, che si sposta dall’uno all’altro dei suoi ritrovi esclusivi viaggiando in jet.

I lettori ci scrivono

Finalmente rispondiamo a uno dei nostri lettori più affezionati ed esigenti che chiedeva il significato e la derivazione della parola ‘ambaradan’.

Si tratta di un sostantivo maschile invariabile, usato per lo più in tono scherzoso, con il significato di grande confusione, guazzabuglio.
Deriva da ‘Amba Aradam’, massiccio montuoso dell’Etiopia settentrionale presso cui gli italiani sconfissero gli abissini nel febbraio 1936 in una battaglia così sanguinosa e confusa che ancora oggi non è chiaro cosa avvenne.


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