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R- Orrido, Pied-a-terre; Paesi; Accento; Lasai!; Canzone

Creato il 30 ottobre 2017 da Chinalski

Òrrido
Dal latino horridu(m) ‘ispido, incolto, orrendo’, derivato di horrìre ‘diventare irto’ (detto dei capelli), quindi ‘provare orrore’, vedi orrendo.
Aggettivo.
Che desta orrore per la bruttezza o per l’aspetto aspro o selvaggio: orrido mostro; un’orrida valle; d’orridi muggiti Commosse rimbombar le arcate volte (Parini); Ma non senza de’ Persi orrida pena Ed immortale angoscia (Leopardi).
(letterario) Irto, ispido: barba orrida e incolta; La chioma rabuffata, orrida e mesta (Ariosto); Macchia d’elci e di pruni orrida e folta (Caro); deposta l’orrida Maglia il guerrier sovrano Scendea del campo a tergere Il nobile sudor (Manzoni).

Sostantivo maschile.
1. Aspetto orrido; ciò che è orrido: il gusto dell’orrido.
2. Precipizio o canalone a pareti aspre ed erte originato dall’azione erosiva di un torrente: l’orrido di Foresto in Val di Susa.

Una (parola) giapponese a Roma

Pied-à-terre [pjeda’tEr]
Voce francese; propriamente ‘piede a terra’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo alloggio usato non come normale abitazione, ma per brevi soggiorni.

Nomi di paesi, la parola

Schiavo
Latino medievale sclavu(m), slavu(m), propriamente ‘(prigioniero di guerra) slavo’.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. Si dice di chi è privo della libertà personale e dei diritti civili, e appartiene ad altri come una cosa: gli schiavi dell’antichità; la tratta degli schiavi. Alla schiava, si dice di braccialetto liscio, alto, pesante, simile all’anello che gli schiavi portavano alla caviglia; anche, di un tipo di sandali legati al piede da lacci che salgono oltre la caviglia.
2. (estensione) Si dice di chi è soggetto alla volontà o alla forza altrui e non può disporre liberamente di sé; di chi si lascia dominare da una determinata condizione o consuetudine: un popolo schiavo; non voglio essere schiavo di nessuno; essere schiavo delle passioni, delle convenzioni sociali, dell’alcol, della droga.
Schiavo!, schiavo suo!, antica forma di saluto, da cui il diffusissimo ciao.
3. (antico) Della Schiavonia, regione sulla costa orientale dell’Adriatico; slavo: Sì come neve… /… si congela, / soffiata e stretta da li venti schiavi (Dante, Purgatorio XXX, 85-87).

Zarzuela [sar’swela]
Voce spagnola; dal nome di una piazza di Madrid, dove si tenevano spettacoli teatrali.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Rappresentazione drammatica spagnola di antica tradizione e a carattere popolare.

Schiavo e zarzuela di Marco Marcon.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sàtrapo, ma anche, anticamente o poeticamente, satràpo.

La sai l’ultima!

Un uomo si butta dal novantesimo piano, lui cade, dopo 5 minuti arriva anche il suo scalpo. Come mai?
Aveva applicato una lozione che ritarda la caduta dei capelli.

Un classico offerto da Marino Trani.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Questi sono i risultati della cinquantesima canzone: Bettyblu (5+5), Giuly (5+4), Piero Fabbri (5+3), Francesco Caiazzo (5+2), Alby (5+1), Fermassimo, M.Fisk, Mario Cacciari, Alberto Cacciari, Michele, Nando Tomassoni (5).

Per giocare con la cinquantunesima canzone dovrete attendere fino al lunedì 6 novembre.


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