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R- Realismo, Permalloy; Marchi: Dacron; Verbo

Creato il 04 marzo 2020 da Chinalski

Newsletter originale del 8/5/2005

Realìsmo
Derivato di reale; nel terzo significato sul modello del francese réalisme.
Sostantivo maschile.
1. Ogni dottrina filosofica che ritenga l’oggetto della nostra conoscenza, il mondo esterno, come esistente in sé, indipendentemente dalla nostra attività conoscitiva (si contrappone a idealismo).
In particolare, nella scolastica medievale, dottrina che, in contrapposizione al concettualismo e al nominalismo, attribuisce ai concetti universali un’esistenza propria ed esterna al pensiero.
2. Atteggiamento di chi considera la realtà nella sua concretezza, senza lasciarsi guidare dal sentimento o da considerazioni astratte: affrontare una situazione con realismo.
3. In arte e in letteratura, ogni indirizzo che ispira la rappresentazione alla realtà, evitando di deformarla o idealizzarla: il realismo di Courbet; il realismo della narrativa francese dell’Ottocento.
Realismo magico: corrente letteraria e artistica del Novecento italiano, che mirava a conciliare le due opposte esigenze del realismo e della trasfigurazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Permalloy [‘permalOi]
Voce inglese; composto di perm(eable) ‘permeabile’ e alloy ‘lega’.
Sostantivo maschile invariabile.
(metallurgia) Nome comune a varie leghe di ferro, nichel, manganese e molibdeno, caratterizzate da alta permeabilità magnetica e usate nella fabbricazione di componenti elettronici.

Marchi, non parole

Dàcron
Nome commerciale
Sostantivo maschile invariabile.
Fibra sintetica poliestere usata nell’industria dell’abbigliamento e per fabbricare vele, cordami, cinghie ecc.

Marco Marcon.

Strano ma verbo

I verbi possono essere classificati secondo le seguenti categorie:

GENERE:
transitivo (lavare [qualcosa]);
intransitivo (andare).

FORMA:
attiva (io lavo);
passiva (io sono lavato);
riflessiva (io mi lavo).

PERSONA
prima (chi parla: io, noi);
seconda (chi ascolta: tu, voi);
terza (altri: lui, loro).

NUMERO
singolare (un soggetto);
plurale (più soggetti).

TEMPO
presente (azione contemporanea);
passato (azione anteriore);
futuro (azione posteriore).

MODO
finito (fornito di desinenze personali: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo);
indefinito (privo di desinenze: infinito, participio, gerundio).

FUNZIONE
ausiliare (forma i tempi composti: io sono andato);
predicativo (funge da predicato verbale: io mangio);
copulativo (unisce il soggetto al nome del predicato: il cielo è azzurro);
d’appoggio (ad esempio: io posso parlare).

CONIUGAZIONE
regolare (prima, seconda, terza coniugazione);
impersonale (piove);
difettiva (solere);
sovrabbondante (compiere, compire);
irregolare (andare).


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