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R- Staffa, Staffile, Nagaica; Perle; Ribollite

Creato il 13 giugno 2019 da Chinalski

Stàffa
Dal longobardo staffa.
Sostantivo femminile.
1. Ciascuno dei due grossi anelli metallici a fondo piatto, appesi con corregge di cuoio ai lati della sella, in cui il cavaliere infila e appoggia i piedi.
Perdere le staffe: (figurato) perdere il controllo di sé, abbandonarsi all’ira.
Essere con il piede nella staffa: (figurato) pronto a partire.
Tenere il piede in due staffe: (figurato) barcamenarsi fra due partiti opposti per non compromettersi, fare il doppio gioco.
Il bicchiere della staffa: (figurato) l’ultimo che si beve, prima della partenza.
2. Nome di oggetti o parti di oggetti in cui si inserisce o s’appoggia il piede: la staffa della vanga, staffale; la staffa della calza: la parte che sta tra il calcagno e il pedule, e anche quella che copre la parte superiore del piede; la staffa del calzone, della ghetta: la striscia di tessuto o di cuoio che passando sotto il piede tiene in tensione il calzone o la ghetta.
Predellino della carrozza.
Nell’alpinismo: appoggio artificiale per un piede costituito generalmente da un anello di corda che si assicura alla parete mediante un moschettone fissato a un chiodo.
3. (tecnica) Elemento metallico, generalmente d’acciaio, piegato a U e fissato per le due estremità a un elemento diritto o a una superficie piatta, usato come rinforzo o ancoraggio di tubi, pali ecc. o come sostegno di elementi sospesi.
Per estensione, qualsiasi elemento o dispositivo generico di attacco, sostegno o appoggio.
Staffa per fonderia: telaio metallico in cui viene costipata la sabbia di una formatura.
4. (anatomia) Uno dei tre ossicini dell’orecchio medio a forma di staffa.
5. (banca) Prospetto per il calcolo in forma scalare degli interessi sui conti correnti bancari.

Staffìle
Da staffa.
Sostantivo maschile.
1. Sferza, specialmente formata da una striscia di cuoio.
2. Striscia di cuoio a cui sta appesa la staffa, nella bardatura del cavallo.

Una (parola) giapponese a Roma

Nagàica [na’gaika]
Dal russo nagajka.
Anche nagàika.
Sostantivo femminile invariabile.
Staffile cosacco fatto con una correggia di cuoio attaccata a un breve manico.

Perle dai porci

"Facendo così, si sono dati la zampata sui piedi."
Sentita in una conversazione e proposta da Roberto Giai Meniet e da Emanuela Gastaldi, una coppia molto propositiva.

Storie ribollite

Mauro Cociglio ha indovinato la ribollita della settimana scorsa, e anche Piero Fabbri, subito dopo.
Ecco il punteggio al momento:
Piero Fabbri 9, Mauro Cociglio 7, chinalski 7, Giovanni Fracasso 4, Marco Marcon 2.

Sul sito in questa pagina, e qui di seguito, potete leggere la settima sotria ribollita proposta dal produttivissimo Piero Fabbri.

Settima storia ribollita

È che diventa rossa, lei. Non ci avevo mai fatto caso, ma lei arrossisce di continuo: e io trovavo la cosa scema e noiosa, finché un mio mio amico mi ha fatto notare che arrossisce quando è eccitata. Eroticamente eccitata, diceva. "Ma sei scemo?" – ribattevo – "Quella l’erotismo non sa manco dove sta di casa…" – e lui che invece sorrideva, e mi diceva che ero io a non saper leggere: "Leggi il libro pensando a quel che ti ho detto, e vedrai."
E aveva ragione, per la miseria. Il tizio che si accompagna con lei è scemo, d’accordo: ma lei è proprio un’acqua cheta. Tutta casa e chiesa, e però manda fuori di testa l’altro tizio, quello coi baffi, che poi non lo so se aveva davvero i baffi. Prima me lo figuravo vecchio e laido, dopo ho cominciato a figurarmelo giovane e belloccio. E assatanato. E a lei la cosa non dispiaceva, infatti eccola, che diventa sempre rossa. Vestita di tutto punto, costume tradizionale e acconciatura acconcia, lui la guarda e lei diventa rossa. Mica come l’altra che si incontra avanti nella storia, che ad una prima lettura sembra una supermaiala e invece, stringi stringi, è solo una sfigata.
Tutto ruota intorno a lei, che sembra sempre sullo sfondo e invece si accaparra metà del titolo. E intorno la gente si dà da fare, si mobilita, poi muore, persino. Minacce e paure, e poi il gran casino finale che la spagnola del 1918, al confronto, era una mezza passeggiata. E lei sempre pudica e santa, alla prima lettura. Ma quello coi baffi l’aveva capita, e infatti non rinuncia, ci prova, ci prova, fino a schiattare. Schiatta, povero tizio, e lei non glie l’ha poi neanche data. Se la prende lo scemo, sembra. Ma solo fin dove arriva il libro, secondo me. Perchè poi, ci giurerei, anche dopo sposata, quella tizia continua a diventare rossa. Rossa di fuoco passionale, e allora sai che travagli per il marito


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