R4 ❂ circondata da eunuchi

Creato il 01 gennaio 2013 da Plabo @PaolaBottero

Mettiamola così. Arriva un momento in cui anche il primo dell’anno assume significati diversi da quelli che si era abituati ad attribuirgli. Complici, forse, un’influenza di quelle difficili da dimenticare, oltre che da superare, nonché i 45 appena compiuti, che certamente segnano un giro ben definito in questa parentesi che qualcuno ha chiamato vita, mi sono scoperta allergica a qualcosa cui, fino ai giorni scorsi, ero solo intollerante.
Un’allergia complessa, totale, che impone sceglie nette. Un’allergia che mi creerà non pochi problemi, perché non smetterò più di produrre anticorpi: l’ipocrisia è ovunque, come contenere le reazioni spropositate del mio organismo?

Un mio conterraneo, Arrigo Cajumi, dedicò alcuni “Pensieri di un libertino” all’ipocrisia. Questo è il passaggio che amo di più: “L’ipocrisia è il preludio alla castrazione intellettuale”. E non lo amo solo perché sono circondata da eunuchi, tutti affannati a ribadire il proprio vigore intellettuale senza accorgersi di esserne totalmente – e visibilmente – privi, ma soprattutto perché ha pensato di scomodare Voltaire e Freud, per spiegarlo: “«Le peuple – è scritto nelle Lettres d’Amabed – les suivit en criant: cazzo, cazzo!»”.
In quella “gente che li seguì gridando cazzo cazzo” e nella continuazione del suo pensiero (“Oggi, o ci si appoggerebbe su non so quale prurito freudiano, o di culo; oppure, si salterebbe a piè pari la sconcia espressione. La naturalezza se n’è ita”) trovo tutto il mio sconforto, nato dall’osservazione dell’intreccio inanellato di comportamenti e dichiarazioni opposti e antitetici, che cambiano con il semplice cambiare del destinatario del  pensiero o dell’azione.

Non mi sono mai piaciute le persone che cambiano atteggiamento e posizione con la stessa rapidità con cui uno schizofrenico cambia umore. Non ho mai imparato a comprendere le ragioni di chi ha bisogno di criticare e mortificare gli assenti, adulati fino a quando erano presenti. Ma oggi, con questo inizio 2013, non mi sento più disponibile a fingere di non vedere o di non sapere.
Da oggi dichiaro guerra alla castrazione intellettuale e all’ipocrisia. Con buona pace di tutti di finti dotati di sacro vigore. E con i migliori auguri ai pochi rimasti illesi e non contagiati.


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