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Raccolte di racconti ne abbiamo?

Creato il 25 marzo 2019 da Anncleire @anncleire

Perdersi in un romanzo è decisamente molto facile e resta sempre la mia tipologia preferita di libro da prendere in mano e in cui perdermi. Una storia che si sviluppa in centinaia di pagine, in cui i protagonisti si avviluppano intorno ad un tema centrale con la possibilità di viaggiare nelle sottotrame. Eppure ultimamente mi sono capitate per le mani diverse raccolte di racconti. Vuoi perché spinta dalla curiosità, vuoi perché una volta che mi sono fissata con un autore devo assolutamente leggere tutta la sua produzione, vuoi perché sono pubblicate dalle mie case editrici indipendenti preferite, mi sono imbattuta in tante piccole chicche di cui mi sono innamorata. Siccome non sono capace di scrivere una recensione, ve ne parlo velocemente in questo post in cui vi raggruppo le raccolte che ho letto negli ultimi mesi:

- Storie assassine di Bernard Quiriny - Angeli minori di Antoine Volodine - A tutto c'è rimedio di Helen Phillips - Piccola guida tascabile agli animali pericolosi in letteratura - Cat person di Kristen Roupenian Storie assassine di Bernard Quiriny Raccolte di racconti ne abbiamo? La comunità scientifica cerca una risposta. Che si tratti di una tossina? O di un ormone? O la causa non sarà piuttosto soprannaturale? Quest'ultima possibilità, pur incompatibile con i principi della scienza come la conosciamo e nonostante la ferma opposizione dei ricercatori, diventa con il passare del tempo, sempre più popolare. Ripercorriamo brevemente i fatti a beneficio di quanti ancora li ignorano: da sei mesi a questa parte l'accoppiamento ci fa diventare azzurri. In questo trattato di assurdologia c'è di tutto: cose che prendono la parola, amanti che si azzurrano, critici che si fanno un punto d'onore di ammazzare i loro scrittori, sconcertanti diari di bordo, rigorose relazioni antropologiche su tribù lontane, carcerieri ossessionati, bevitori incalliti, casi clinici, rettifiche che rettificano rettifiche. Una collezione molto particolare di racconti sorprendenti, venati stavolta da un composto humour nero che provoca risate aperte, sorrisi a denti stretti e qualche ghiaccio brivido.

Bernard Quiriny è stata la scoperta letteraria dello scorso anno, da quando ho scoperto per caso " La biblioteca di Gould" sulla pagina facebook de L'orma editore. Si tratta di una serie di racconti da un lato macabri, dall'altro sorprendenti che mi hanno confermato la bravura di Quiriny. Ogni racconto parte da un assunto assurdo e lo porta all'estreme conseguenze. Esploratori di scienza, di fatti, di malattie, geografici, alla ricerca di una verità più o meno scientifica, più o meno illusoria. Quiriny dipinge un mondo in cui niente è stabilito e anche le sue ricerche dall'altro lato dell'oceano, tra popoli bizzarri e oggetti che parlano delle loro vite, sono solo la punta dell'iceberg del suo mondo di carta. Uno dei mie racconti preferiti parla di rettifiche, una serie di lettere che rettificano le rettifiche, che correggono errori, dimenticanze, torti, in un circolo vizioso che si consuma a botte e risposte. Neanche lasciarsi andare ai piaceri della carne è una faccenda semplice per lo scrittore belga.

Angeli minori di Antoine Volodine
Raccolte di racconti ne abbiamo?
Avevo voglia di rispondere a Nayadja Aghatourane, di urlare attraverso la notte calda, che la stranezza è la forma che prende il bello quando il bello è disperato, ma restavo a bocca chiusa e aspettavo. La civiltà è da tempo tramontata, e alcune vegliarde immortali guardano con occhi delusi il nipote Will Scheidmann: lo hanno creato con pezzi di stoffa e incantesimi, ma ne sono state tradite. Pronto a essere giustiziato dalle proprie nonne, Will le intrattiene come un novello Sheherazade con una particolarissima forma di racconti intessuti di storie e figure stranianti, allucinate: sono i narrat, "istantanee romanzesche" di sua invenzione, nelle quali tutte le trame di un'unica tela narrativa si incrociano, si sfilacciano, si riuniscono. L'umanità di cui narra è ormai quasi estinta, e solo sparute voci si levano da una terra ridotta a un ammasso post-apocalittico di tendopoli e rovine. Le strade sono, però, ancora vive di una piccola e folle masnada di musicisti, scrittori, vagabondi e sciamani, che pur nella disperazione non rinuncia alle speranze dell'amore e al piacere di un humor nero feroce e vitale.

Antoine Volodine è uno dei padri del post-esoterismo e ogni lettura che approcci il suo mondo è un'immersione in atmosfere complicate, oscure, a volte incomprensibili, un viaggio attraverso la steppa, attraverso le suggestioni dei suoi personaggi. Il fil rouge della raccolta è Will Scheidmann un uomo sconfitto, che si ritrova di fronte ad un plotone di esecuzione, composto dalle donne anziane che lo hanno creato, a giustificare le sue azioni, in una scena da "Mille e una notte". O meglio il fallimento del suo tentativo di riportare il potere del passato in un mondo calpestato dall'apocalisse. I racconti sono brevissimi e punteggiati da figure irreali, vive nelle parole e nelle azioni. Volodine dipinge con tratti decisi un intero universo, nato dalla mente stessa di Scheidmann che un po' ricorda e un po' inventa, mentre il tempo trascorre lentissimo e le sue madri/nonne pretendono di conoscere la verità. Trovare la verità nel gomitolo di racconti dello scrittore francese è un'impresa disperata, perdersi nel labirinto di paesaggi spazzati dalla tempesta è molto più facile.

A tutto c'è rimedio di Helen Phillips
Raccolte di racconti ne abbiamo?
È impossibile sapere, finché non ti trovi in una determinata situazione, se sei buono o cattivo. Ho visto il lato cattivo delle persone, e poi ne ho visto anche il lato buono. Certe persone hanno pensato solo a sé stesse. Spintonavano i vecchi. Eppure si pensi alla punizione: per il resto della tua vita non sarai segno di un solo bicchiere d'acqua, anche se sai bene che i giovani hanno il diritto di salvarsi. Nei mondi distopici in cui si muovono gli indimenticabili personaggi dei racconti di "A tutto c'è rimedio" - partner robotici pronti a soddisfare i più inesprimibili desideri, inquietanti neomamme sosia, conoscitori di impossibili domande, individui pronti a fondersi con la propria anima gemella aliena, tutti impegnati a rimediare alle difficoltà delle indistricabili relazioni umane e a trovare il loro posto nel mondo naturale - troveremo le emozioni più autentiche che attraversano ognuno di noi: l'inevitabilità dell'amore, lo humour e la meraviglia del tessuto della vita come possibile risposta alle più grandi domande che siamo chiamati ad affrontare.

Helen Phillips è una visionaria che si aggrappa a pretesti della nostra realtà per immaginare delle storie incredibilmente interessanti e ricche di spunti di riflessione, ma incredibilmente amare. "A tutto c'è rimedio" è una raccolta di racconti distopici che investigano molte delle relazioni umane, eppure sempre vagamente inquietanti, pubblicato dai fantastici amici di Safarà Editore. Ogni racconto ti impone una riflessione più profonda, su argomenti controversi, un incanto terribile capace di scuotere le fondamenta e illuminare un'intera generazione di incertezza e lavoro precario. La Phillips infatti parla di temi universali, ma soprattutto di amore e di relazioni umane, il fulcro della nostra vita. Ne voglio citare solo uno, "L'apicoltore" per la mia notissima fissa sulle api, in questo universo controverso, le api stanno scomparendo, nonostante il terrore che generano a causa del loro pungiglione, in realtà regalano il miele, bisogna solo avere cura, pazienza e attenzione.

Piccola guida tascabile agli animali pericolosi in letteratura
Raccolte di racconti ne abbiamo?
Animale (s.m.). Organismo che richiede un gran numero di altri animali per il proprio sostentamento, dimostrando così in modo inoppugnabile quanto siano generosi i disegni della Provvidenza nel preservare la vita delle sue creature. Ambrose Bierce A vederlo così, un libro è l'immagine della tranquillità, ma non tutti i suoi abitanti rispecchiano la sua placida natura. Perché lupi, serpenti, ragni e altri abomìni non abitano solo tra i merli diroccati di antiche torri, o nelle tremende selve dimenticate; essi sono soprattutto frequenti tra le pagine ingiallite di splendidi racconti, spesso dimenticati. Esistono terre abitate da creature abominevoli; altre, docili all'apparenza, lo diventano allo scatenarsi di forze oscure. E questa magica energia plasmatrice altro non è che la scrittura. E allora cosa aspettate? Questo libro è per noi, Indiana Jones in bermuda, Jacques Cousteau in ciabatte e calzini, Lara Croft con copertina termica e guantini. Per sopravvivere anche alle più spaventose creature che la natura (o la letteratura) abbia immaginato... senza bisogno di alzarsi dal divano.

I bestiari sono una delle mie ossessioni, li amo tantissimo e me ne lascio incantare, soprattutto se sono illustrati in maniera esemplare come questo volume pubblicato da Abeditore. Anche perché in effetti questo è più di un bestiario. È una di quelle raccolte che superano i confini definiti del genere e approdano in una dimensione sospesa, tra il fantastico e il paranormale. Io me ne sono lasciata incantare perché era presente Il lupo di Guy de Maupassant che è uno dei miei autori realisti francesi preferiti, per tematiche e stile, ma ammetto che ogni racconto è un concentrato di inquietezza. Scimmie che esaudiscono i desideri senza guardare in volto nessuno, serpenti stritolanti, ragni votati a divinità che scavano nell'animo e strani essere arroccati in torri o nascosti in squallidi sotterranei. La bellezza del volume però risiede nelle curatissime illustrazioni che accompagnano la raccolta e soprattutto nelle curiosità che presentano l'animale protagonista del racconto. E naturalmente non manca anche un regalo extra che di animalesco ha davvero poco.

Cat person di Kristen Roupenian
Raccolte di racconti ne abbiamo?
Forse il problema dell'età adulta era che valutavi troppo attentamente le conseguenze delle tue azioni, tanto da ritrovarti con una vita che ti disgustava. Una coppia ossessionata dal proprio inquilino, senza il quale non riesce più a fare l'amore. Il compleanno di una ragazzina che ha una svolta inaspettata quando la festeggiata decide di desiderare qualcosa di "cattivo". Una donna che morde, ama mordere e morde da sempre, protetta dal perbenismo imperante. Sono solo alcuni dei dodici, provocatori, racconti su sesso, amicizia, piacere e rimpianto compresi in questa raccolta. E poi c'è Cat Person, la short story diventata un vero e proprio fenomeno della rete perché capace di raccontare, senza scrupoli o ipocrisie, la verità sulle relazioni di questo inizio millennio.

La Roupenian è divenuta famosa grazie al racconto omonimo pubblicato sul New Yorker. Cat person è una raccolta di racconti che descrive le difficoltà delle relazioni della nostra epoca, mostrando un lato oscuro velato di inquietudine. Pubblicato da Einaudi lo scorso mese, è una di quelle raccolte che uniscono più piani narrativi, perché non solo descrive una quotidianità che racchiude le scelte di personaggi che si mettono in gioco, ma sfiora i limiti dell'assurdo. Molti degli aspetti della nostra società che guidano le relazioni dei millennials vengono esplorate, dalle relazioni via chat alla mancanza di empatia, dalla scusa classica del "ma io non so amare" alla voglia di uscire dagli schemi, con i morsi, con l'esporsi, con lo smettere di essere passivi e attaccare per sopraffare gli altri. Perché infondo sono situazioni apparentemente normali che lasciano indispettiti e soli, incerti e feroci, inconsapevoli e ignori. La Roupenian scava e mette in luce ogni aspetto, anche quelli più controversi.

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