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Racconti: Ordinaria Amministrazione Pt.2

Da Shadowriter1303

Continua il racconto della scorsa settimana. Buona lettura! Commentate se volete!

Ordinaria Amministrazione Pt.2

Quando finalmente l’ingresso fu aperto videro di fronte a loro un uomo con un lungo cappotto che copriva perfettamente la figura alta e slanciata. Il suo volto non si vedeva, era coperto da un grande cappello che non lasciava intravedere il minimo dettaglio.

“Così intendete accogliere i potenziali avventori?” domandò con voce calma e profonda.

“Quando si presentano a quest’ora sì. Chi è lei, se posso chiedere?” domandò Harry non abbassando il fucile.

“Mi chiamo Silas McGregor. Sono un uomo di Dio. Non credo che lei vorrebbe lasciare un uomo che porta la parola di Nostro Signore in giro per l’America al freddo e al gelo.”
“Mi faccia vedere il crocifisso.”
“Il dubbio si insinua quando il demonio alberga nella nostra anima” disse Silas mentre frugava nel colletto della camicia. Qualche secondo dopo la mano destra ne uscì con un crocifisso d’argento.

“E va bene. Può entrare.”
“La ringrazio molto. Harry” disse McGregor mentre entrava senza indugiare oltre sulla soglia.

“Come conosce il mio nome?”
“Conosco il suo nome perchè era scritto sull’insegna lì fuori.”
“Oh, giusto.”
L’uomo si avvicinò all’attaccapanni mentre il vecchio richiudeva la porta con la sbarra. Si tolse il cappotto e lo appese con un gesto fluido e sicuro. Poi prese il cappello e lo mise sopra alla giacca. Quando si voltò apparve un uomo abbastanza giovane, forse trent’anni, con una folta barba ben curata. Aveva occhi verde smeraldo, quasi ipnotici. Capelli di media lunghezza perfettamente puliti. Era alto e slanciato, sembrava molto atletico a giudicare dal fisico. Una cintura con due pistole pendeva dai fianchi.

“Che cosa ci fa un uomo di Dio con quelle?” domandò il vecchio.

“Posso sapere il suo nome prima di rispondere?”
“Mi chiamo Bob” rispose l’uomo per niente ammorbidito da quello scambio di battute.

“Prima di diventare un uomo di Dio, come dite voi, ho avuto una vita diversa. Una vita fatta di pericoli e che non poteva lasciare spazio alla disattenzione” disse mentre si sedeva sulla panca di fronte al ragazzo, che lo guardava ipnotizzato.

“Che cosa intende?”
“Intendo che ero un Pinkerton.”

“Un Pinkerton è diventato prete. Ora le ho proprio sentite tutte” rise il locandiere mentre cercava tra le bottiglie qualcuna adatta all’occasione.

“Devo ammettere che sembra una strana storia” disse Bob mentre si sedeva accanto al prete.

“Ho trovato una via diversa da quella della morte. Ma le pistole, in un mondo del genere, mi servono. Ho bisogno di difendermi da chi non prova rimorso nell’uccidere un uomo.”

“Non avevo comunque mai visto un uomo di Dio armato di pistola, mi permetta di dirlo” concluse Bob stizzito.

“Immagino. In molti pensano che io le usi come un comune bandito. Ma io le uso per intimidire. Non uccido mai, nemmeno i peccatori.”

“Cosa desidera da bere, padre?” domandò il locandiere.

“Un brandy, se possibile.”
“Vada per il brandy. Fortunatamente ne ho ancora una bottiglia” disse mentre prendeva tre bicchieri.

“Che cosa la porta da queste parti?” domandò Bob scrutandolo insistentemente.

“Sono stati richiesti i miei servigi in un piccolo paesino di agricoltori. Pentleton. Una comunità di pochi e onesti lavoratori che coltiva la terra. Il vecchio capo della comunità potrebbe tornare alla casa del padre presto per una grave polmonite. Così sono stato contattato da un mio amico che vive lì.”
“Pentleton. Ah, sì, ora ricordo. Non è molto lontano da qui” disse il locandiere mentre tornava con i bicchieri.

“Sono molto stanco di viaggiare a cavallo ma è l’unico modo. Speravo di poter risalire un fiume o qualcosa ma non è possibile. Inoltre il tempo rende difficile dormire all’addiaccio. Tutta questa acqua ha rovinato il mio tabacco.”
“Fuma la pipa?”

“Sì. Purtroppo è un vizio che non sono riuscito ad eliminare del tutto. Questo è disdicevole per un uomo di Dio, me ne rendo conto, ma non sono come Nostro Signore” disse mentre beveva un sorso di brandy.

“Capisco. Non è facile eliminare i vizi. Come vede, stavamo giusto fumando un sigaro. Vuole unirsi a noi?” domandò il locandiere tendendogliene uno.

“Grazie mille. Siete molto ospitale.”
“Sono sempre così con i miei commensali. Siamo in una locanda, ma non sono un lurido porco attaccato ai soldi.”
“Come ti chiami ragazzo?” domandò il prete mentre accendeva il sigaro.

“Paul. Mi chiamo Paul.”
“Che siete suo padre, Bob?”

“Sì, è mio figlio.”
“Che cosa fate da queste parti?”
“Stiamo andando alla fattoria di mio fratello. Se la passa male ultimamente. Così mi ha chiesto, finchè non si rimette, di badare alle sue bestie e ai suoi campi. Questo è stato un lungo viaggio ma sono sicuro che a casa vada tutto bene. Mio figlio maggiore bada a tutto. Ha la testa sulle spalle.”
“Certo. Quindi ha pensato di far imparare qualcosa al più giovane portandolo con sè.”
“Sì, credo che sarà molto importante per lui.”
“Quando ero piccolo mio padre mi insegnava molte cose. Una di quelle che so fare meglio è occuparmi dei maiali.”
“Ne abbiamo alcuni alla nostra fattoria. Danno da mangiare a tutta la famiglia” disse Bob sorridendo.

“Sono animali nobili, i maiali” continuò Silas guardando nel vuoto.

Il locandiere lo scrutò per qualche istante. Improvvisamente qualche oscuro pensiero era passato per la mente dell’uomo. Doveva essere così. Si era rabbuiato come colpito da un qualche dettaglio. L’uomo posò lo sguardo su Bob. Anche egli era diventato più nervoso. Non riusciva a capire che cosa stesse succedendo.

“Io amo i maiali. Ma esistono uomini che non sono degni di essere nemmeno chiamati maiali per non far torto alle bestie” disse Silas guardando il ragazzo e il vecchio.

“Che cosa intende dire?”
“Intendo dire che…” la frase non finì mai. In un lampo le due pistole erano fuori dalla fondina. Bob, che aveva colto il movimento, aveva fatto lo stesso. Ma il prete era stato più veloce del vecchio. Si era udito un solo sparo. Due erano stati i tonfi sordi. Paul e Bob giacevano a terra senza vita. Un rivolo di sangue usciva dal cranio. Il locandiere inorridito si alzò di scatto.

“Ma che cosa ha fatto” urlò mentre correva verso il bancone.

“Si fermi. Non ho intenzione di farle del male” disse Silas mentre posava le pistole sul tavolo, il sigaro ancora in bocca.

“Si fermi lei. La farò fuori se muoverà un solo muscolo. Metta le mani sul tavolo. Ben distanziate dalle pistole” disse puntando il fucile contro il prete.
“Se mi permette di spiegare, Harry. Le farò capire tutto.”
“Che cosa diavolo c’è da capire. Avete ucciso due uomini a sangue freddo. Dovrei farla fuori all’istante” urlò l’uomo. Il volto contrito. Stava lottando contro tutto sè stesso per non cedere all’istinto.

“Prenda il foglio che ho nella tasca interna del cappotto.”
“Questo è un suo trucco per farmi fuori?”
“No. Prenda pure le pistole” rispose Silas impassibile.

L’uomo sospirò e si avvicinò alle pistole. Le prese e le portò al bancone. Lontane da mani indiscrete. Poi si diresse verso l’attaccapanni e frugò nel cappotto. Uscì con un foglio. Si sedette di fronte all’uomo che lo guardava con ansia.

“Un manifesto?”
“Esattamente. Legga e guardi bene i due volti.”
“Tom e Fred Cunningham. Due pericolosi fuorilegge, padre e figlio, accusati di molteplici reati tra i quali furto, rapina e stupro. Da catturare vivi o morti. Quattromila dollari di ricompensa per la cattura vivi, duemila per quella morti.”
“Guardi quei due e i due cadaveri.”



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