Racconto di notte

Creato il 08 marzo 2013 da Frafiori

Qualcuno mi ha detto di scriverlo e ve lo presento, è un racconto. Si chiama Tacchi Rossi, enjoy.

Tacchi rossi

Camminare sui tacchi, ogni giorno ogni ora, ogni fottutisimo istante che passo in piedi io lo vivo sui tacchi. Credete sia bello, che sia giusto, che sia una specie di scelta, insomma che lo faccia di proposito?

La risposta è no. Lo faccio solo per vedervi sbavare e conquistarmi quel po’ di considerazione che papà non mi ha mai dato tanto era occupato a guardare quel pirla di Paolo giocare a pallone. Insomma io sto bene in ciabatte, meglio ancora scalza a camminare sulla spiaggia, sui sassi bollenti di Varazze, mica che mi aspetto niente di che io, Varazze mi basta.

Alla fine ho raccolto il quinto matrimonio però con ‘sti tacchi, bastano loro e mi ci tiro a campare, lui guarda gli altri scimmioni che mi seguono col collo e decide che mi sposa perché che così quelli la smettono. Quando capisce che non funziona così mi dice di togliere i tacchi, ma io non lo faccio e allora cominciano i cazzi.

Gli uomini son divisi in due grandi categorie: ci son quelli che picchiano gli scimmioni che guardano e quelli che picchiano me. Dipende dal tipo. Credo che quelli che picchiano me in fondo siano del tipo che non gli piacciono le donne davvero, quelli diversi insomma, però menano che fanno male ‘sti froci.

Io intanto sui tacchi ci invecchio come al circo e nonostante quattro matrimoni e due figli, di cui uno che mi ruba la borsa una volta al mese perché sa che non lo denuncio, ancora mi ci guadagno da vivere. Proprio ier sera ho alzato un ebreo fuori dal circolo che è rimasto ancora una volta impigliato nei miei tacchi rossi. Che ci volete fare, in fondo le gambe a questo servono: a farsi sposare o a farsi menare, spesso a entrambe le cose. Comunque questo l’ho preso sfigato son quasi sicura che non resiste per tanto, perché è uno che gli piacciono le donne e finirà per farsi spaccare la faccia. Io lo so e dopo che, primo nella storia, mi ha chiesto il permesso prima di sborrarmi in faccia, ho quasi pensato di togliermi i fottuti tacchi una volta per tutte e metterci in salotto insieme a guardare fuori dalla finestra e commentando sitcom newyorkesi il sabato sera. Invece poi no, una coi tacchi ci nasce.

Le donne sono divise in due grandi categorie: quelle coi tacchi e quelle senza, io sto nella prima squadra e hanno bene da dire che noi siamo quelle più troie, non è vero, siamo solo più oneste, non fingiamo che a quelli interessino le mani.

Come previsto anche il quinto marito è passato in fretta, l’ha massacrato Vito il pizzaiolo, uno che pensa sia diritto urlarmi culo profondo ogni volta che mi vede passare. Io mica me la prendo ma il povero trapassato sì. Ora mi tocca rimettere al lavoro i tacchi, ma Vito non lo sposo mica eh che è uno di quelli che gli piacciono gli uomini e alla mia età va bene i tacchi, ma le botte basta.


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