Magazine Diario personale

Ragazze

Da Mizaar

Ragazze

Mi capita spesso di pensare a te, specie quando ho in mente quelle canzoni che hanno punteggiato i nostri anni insieme. Erano parole che mandavamo a memoria e le cantavamo nelle notti delle nostre uscite, sempre fuori, sempre per strada, impossibile per noi rimanere nella stanza dove si viveva e dove ci eravamo conosciute. Il caso ci aveva fatte incontrare, entrambe in cerca di un posto dove dormire. Avevamo trovato, tramite un annuncio su “ La Nazione “, il letto gemello nella stessa stanza. Tu venivi da Londra dove avevi fatto la ragazza alla pari, avevi necessità di studiare la lingua, volevi provare a fare la hostess. Io ero iscritta all’accademia di belle arti, corso di scenografia, volevo provare a fare cosa, non so. A pelle ci siamo trovate giuste e comunque non avevamo scelta, eravamo lì e non sapevamo dove altro cercare un posto per vivere. Ricordo la tua prima affermazione “ Scusami se non sono molto espansiva, ma ho mal di denti “ detta a una che di mal di denti aveva una certa esperienza. Così, facendo considerazioni di quanto male facesse il trapano del dentista, più del mal di denti stesso, cominciò la nostra storia. Ti feci parlare tanto, facendoti domande infinite sulla tua vita londinese, su quello che facevi a Firenze mentre aspettavi di cambiare la tua vita in meglio. Alla fine mi confermasti quello che sapevo per esperienza, il mal di denti era stato dimenticato. Così, in quella stanza essenziale, abbiamo lasciato una parte di noi, una parte di una storia che torna, difficile da dimenticare.


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