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RdC:proteste per la vittoria di Tshisekedi a Kikwit con due morti e parecchi feriti

Creato il 10 gennaio 2019 da Marianna06

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È di almeno due morti e diversi feriti il bilancio delle proteste scoppiate questa mattina nella città di Kikwit, nel sud-ovest della Repubblica democratica del Congo (Rdc), dopo la proclamazione dei risultati provvisori delle elezioni presidenziali che hanno sancito la vittoria del candidato di opposizione Felix Tshisekedi. È quanto riferisce l’emittente francese “Rfi”, secondo cui gli scontri sono scoppiati dopo che la polizia ha aperto il fuoco per disperdere la folla dei sostenitori dell’altro candidato dell’opposizione, Martin Fayulu, il quale ha parlato di “colpo di stato elettorale”. Intanto la Conferenza episcopale congolese (Cenco) terrà a breve un punto stampa, probabilmente per rendere noti i propri risultati che potrebbero divergere da quelli annunciati dalla Commisisone elettorale, mentre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà un briefing nella giornata di domani.
Nel frattempo, il portavoce del governo, Lambert Mende, ha risposto alle accuse del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian che nelle scorse ore ha sollevato dubbi circa la legittimità dei risultati proclamati. “Qualunque decisione possa venire fuori dalle deliberazioni della Corte costituzionale, disapprovo totalmente il fatto che un rappresentante di un governo straniero si permetta di fare tali osservazioni. È un tipico caso di interferenza che noi respingiamo fermamente. Non accettiamo interferenze straniere. Il Congo non fa parte della Francia”, ha detto il portavoce, che ha definito “presuntuose” le dichiarazioni di Le Drian. “Bisogna fare chiarezza su questi risultati, che sono l'opposto di quello che ci aspettavamo”, ha detto Le Drian all’emittente “Cnews”. “La Chiesa cattolica del Congo ha fatto il suo conteggio e ha annunciato risultati completamente diversi”, ha aggiunto. Nel frattempo il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha “preso atto” dei risultati provvisori diffusi dalla Commissione elettorale, congratulandosi con il popolo congolese e con gli attori politici per lo svolgimento delle elezioni legislative, presidenziali, nazionali e provinciali “che hanno visto una partecipazione ampia e inclusiva dei partiti politici”.
In una nota diffusa dal suo portavoce Stephane Dujarric, Guterres ha quindi invitato tutte le parti interessate ad “astenersi dalla violenza e a canalizzare eventuali controversie elettorali attraverso i meccanismi istituzionali stabiliti, in linea con la Costituzione della Rdc e con la legge elettorale”. Il segretario generale ha quindi auspicato che le autorità elettorali congolesi, il governo, i partiti politici e la società civile “si assumano ciascuno la propria responsabilità nel preservare la stabilità e sostenere le pratiche democratiche” nel paese, ribadendo infine l’impegno delle Nazioni Unite, in collaborazione con attori regionali e i partner internazionali, per il consolidamento della pace, della stabilità e dello sviluppo nella Rdc. La scorsa notte la Commissione elettorale congolese ha dichiarato Tshisekedi vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 30 dicembre, ma il secondo classificato, Martin Fayulu, ha respinto l'esito definendolo un “colpo di stato elettorale”.
Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale, Tshisekedi ha ottenuto il 38,57 dei voti contro il 34,83 conquistato da Fayulu e il 23,84 per cento di Emmanuel Shadary, candidato del Partito del popolo per la ricostruzione e la democrazia (Pprd) del presidente uscente Joseph Kabila. Il tasso di affluenza alle urne è stato pari al 47,56 per cento. I risultati, ancora provvisori, gettano le basi per il primo trasferimento democratico del potere nel paese, ma rischiano di acuire ulteriormente lo scontro politico nel paese, sulla falsa riga di quanto accaduto nel 2006 e nel 2011, quando l’esito del voto fu contestato. In un'intervista all’emittente francese “Rfi”, il secondo classificato, Fayulu, ha infatti già parlato di “colpo di stato elettorale” da parte di Tshisekedi e di risultati che “non hanno nulla a che vedere con la verità delle urne”, alludendo ad un presunto accordo di trasferimento del potere con il presidente uscente Kabila e il suo candidato Shadary.
Nei giorni scorsi il segretario generale del partito d’opposizione Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps), Jean-Marc Kabund, aveva peraltro dichiarato che i sostenitori del candidato Felix Tshisekedi avevano incontrato l’entourage di Kabila per garantire un “pacifico trasferimento del potere” allo scopo di favorire la riconciliazione nazionale. “I due leader (Kabila e Tshisekedi) hanno interesse a incontrarsi per prepararsi ad un trasferimento pacifico e civile del potere”, aveva detto Kabund nel corso di una conferenza stampa tenuta nella capitale Kinshasa. Il portavoce di Tshisekedi, Vidiye Tshimanga, aveva da parte sua precisato che Kabila e Tshisekedi non si sono mai incontrati personalmente dopo le elezioni dello scorso 30 dicembre, ma che i loro rappresentanti si sono riuniti diverse volte. Nei giorni scorsi la Commissione elettorale congolese aveva annunciato il rinvio della proclamazione dei risultati preliminari delle elezioni, inizialmente previsti per la giornata di domenica scorsa. (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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