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(Read-back di un post del Tafanus del 25 Aprile 2006) - Il 25 Aprille visto da destra

Creato il 23 marzo 2020 da Tafanus

Prodi: un 25 aprile per difendere la Costituzione
di red (l'Unità)
Una grande manifestazione nel segno della difesa della Costituzione. Per questo Romano Prodi, martedì 25 aprile, parteciperà al corteo milanese organizzato dai sindacati, dalle istituzioni locali e dalle associazioni combattentistiche. 20060425

Una festa di piazza per celebrare la Resistenza e la Liberazione con un occhio al prossimo futuro: «Questo 25 aprile rammenta a tutti noi l’urgenza di difendere la nostra Costituzione», scrive il prossimo presidente del consiglio sul suo sito internet. E l’urgenza sta tutta nella necessità di dire no alla «riforma costituzionale che la destra ha portato a conclusione senza un confronto parlamentare», una riforma che «stravolge il senso del lavoro della Costituente del 1947 che seppe far prevalere l’interesse generale su quello delle parti e il bene di tutti sulle divisioni ideologiche».

Da Milano, dunque, inizia una nuova campagna per l’unità nazionale che si concluderà, quasi sicuramente a giugno, con il referendum sulla devolution. Di questa campagna, che deciderà l’equilibrio politico e istituzionale del Paese, Prodi vuole essere da subito protagonista. Con un duplice obiettivo: «Che la partecipazione popolare al prossimo referendum sia la più ampia possibile e che il no a questa sbagliata riforma costituzionale arrivi da ogni parte d’Italia».

Il leader dell’Unione, alla vigilia della festa della Liberazione, parla del «bene supremo della democrazia, di «una memoria che unisca e non divida. Una memoria che guarda al futuro, non alle recriminazioni e agli odii del passato».

Parole che non significano molto per la Cdl. D’altronde il post fascista Ignazio La Russa ritiene che del «senso del 25 aprile ne abbiamo tutti le scatole piene» e difende lo sfascio leghista della Costituzione. La forzista Isabella Bertolini se la prende con «la retorica stantia ed ammuffita delle sinistre», e vorrebbe sentir parlare delle «tante ombre di quegli anni». Gli anni nei quali gli italiani riconquistarono la libertà e abbatterono un regime. L’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli chiede addirittura di mettere le «bandiere a mezz'asta» perché «da festa della liberazione, la giornata di domani, rischia di diventare la tragica festa dell'occupazione da parte di un regime». ...buon vino non mente...

Al corteo di Milano, insieme ad oltre 100mila persone, sarà però presente anche il candidato sindaco del centrodestra Letizia Moratti. Ci sarà con timidi distinguo («Spero di vedere più tricolori possibili perché il tricolore unisce») e accanto al padre deportato a Dachau nel 1943. Ma ci sarà, nel corteo chiuso dalle parole del presidente della provincia Penati, di Epifani e del vicepresidente del Csm Rognoni. Segno che questa festa è molto più popolare di quello che i suoi avversari vorrebbero far credere.


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