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Reattori francesi, nessuna “possibile conseguenza catastrofica”

Creato il 17 febbraio 2011 da Lorenzo_gigliotto

Reattori francesi, nessuna “possibile conseguenza catastrofica”Negli ultimi giorni la rete è stata bombardata da una notizia proveniente dalla Francia: l’associazione ambientalista Sortir du nucleaire ha denunciato un’anomalia in 34 dei 58 reattori d’oltralpe. L’allarme parte dall’ultimo rapporto dell’ISRN (Institut de radioprotection et de sûreté nucléaire) sulla sicurezza delle centrali nucleari, realizzato in collaborazione con l’ASN (Autorité de sûreté nucléaire) . Sotto accusa un problema ai circuiti di raffreddamento, nello specifico i generatori di vapore, che potrebbe portare a “conseguenze catastrofiche” (cito le parole dell’associazione), come la fusione del nocciolo.
Criticata anche l’età degli impianti, che per Sortir du nucleaire sarebbe troppo “avanzata” (alcuni reattori sono entrati in funzione più di 30 anni fa).

Ci troviamo ancora una volta di fronte ad allarmi basati su informazioni  inesatte? Purtroppo sì. Non è molto difficile dimostrarlo. Innanzitutto sarebbe opportuno identificare meglio il problema: è stata la stessa EDF a trasmettere ad AFP, agenzia di stampa francese, una nota informativa in cui si parla di un problema di misurazione della portata dell’acqua (http://www.edf.com/fichiers/fckeditor/Commun/En_Direct_Centrales/Nucleaire/General/Actus/Note%20information_fevrier2011.pdf): il margine di incertezza (calcolato intorno al 20%) non consente di avere la sicurezza che non ci siano differenze importanti tra i vari circuiti. Tralasciando un attimo le argomentazioni tecniche, il discorso è un altro: si tratta di un evento collocato al livello 1 della scala INES ( la scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici), un’anomalia generica collocata tra i guasti. Non un “incidente”, dunque, come lo ha sbrigativamente definito gran parte delle fonti di informazione. La differenza non è da poco:gli incidenti sono collocati a un livello più alto (dal quarto al settimo), con conseguenze di gran lunga più rilevanti. Né tantomeno si può parlare, come spiega il rendiconto AFP, di “un difetto del sistema di iniezione di sicurezza per sé”.
Certo, è un’anomalia rispetto al normale funzionamento dell’impianto, ma è una questione apertamente sollevata dalla stessa  EDF, ma interpretata in modo forzato dagli ambientalisti.

I membri dell’associazione hanno purtroppo usato un’unica chiave di lettura, tralasciando “stranamente” altre informazioni importanti del rapporto: ad esempio il fatto che a partire dal 2005 si sia registrata una significativa diminuzione degli incidenti e di come ben l’85% di essi sia dovuto a fattori umani e non a un malfunzionamento degli impianti. Tanto che ci si sta muovendo verso una sempre maggiore digitalizzazione dei dispositivi.

Ancora una volta si utilizzano impropriamente delle informazioni per screditare il nucleare:a quanto pare neppure la smentita alla denuncia sulle condizioni degli operai di Flamanville della scorsa settimana ha insegnato qualcosa.



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