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#Recensi-dì “E se fosse domani?” un libro di Daniele Sbaraglia

Creato il 07 novembre 2019 da Soleeluna
#Recensi-dì  “E se fosse domani?” un libro di Daniele Sbaraglia

“E se fosse domani?”, il secondo libro scritto da Daniele Sbaraglia, è un romanzo di narrativa contemporanea.

Recensione a cura di Marianna

Sulla quarta di copertina compaiono tali domande che riassumono benissimo il messaggio del libro:

“Se scoprissimo che la vita è un sogno? Che i nostri sogni posso diventare la realtà? E se da un bellissimo sogno non ci svegliassimo più”

Il protagonista di questo romanzo è il tipico italiano medio: ha quarant’anni ed è insoddisfatto di tutto, anche del suo nome, che decide di cambiare per raccontare questa storia.

“Si dice che anche nel nome ci sia un destino: a me sarebbe piaciuto chiamarmi Manuel, e così mi chiamerò per raccontare questa storia. Manuel Fantoni era un personaggio di un film di Carlo Verdone, interpretato dal grande Angelo Infanti. Ecco, a me sarebbe piaciuto essere come Manuel Fantoni: un uomo affascinante, con tante storie da raccontare e una vita piena di emozioni. Storie incredibili di donne, viaggi in giro per il mondo in cerca di avventura.”

Ed ecco come inizia la storia, o meglio questo viaggio nella testa del protagonista, così deluso dalla sua vita, ma che non fa nulla per cambiarla.

Si definisce una persona normale, con un difficile rapporto con l’altro sesso e con difficoltà anche a instaurare rapporti di amicizia, che segue il suo impervio cammino senza preoccuparsi del giudizio altrui. Allo stesso tempo però si lamenta che avrebbe voluto una vita diversa.

Appare come un uomo che trascorre la sua vita tra i se e i ma e così perde ogni occasione.

Anche quando parla della sua grande passione, il disegno, appare vittima di questa insicurezza di fondo che non gli permette di vivere la vita.

La prima parte del libro parla proprio di questo, del suo disagio a essere se stesso e dal grande bisogno di cambiare. Un flusso di coscienza dove l’autore rigurgita tutti i suoi pensieri.

Finalmente, dopo un po’, arriva la svolta, rappresentata dalla lettera di licenziamento, giunta in un momento in cui la passione per la fotografia comincia a dare le prime soddisfazioni. Ed ecco che il protagonista si chiede se può diventare “un fotografo nomade”, vivendo della sua passione e vivendo quelle avventure che aveva tanto sognato. Ed ecco che, zaino in spalla, parte.

Pure così però appare insoddisfatto e un sogno continua a tormentarlo.

“I giorni si susseguono con una routine agghiacciante, non faccio altro che fotografare tutto ciò che attira la mia attenzione.”

Un giorno, però, a Galway, incontra Eilis e sua figlia Elan, una bambina con spettro autistico. Ed è con loro che inizia davvero a vivere. Le due figure femminili saranno gli unici personaggi a essere descritti, oltre al protagonista, in quanto saranno fondamentali per lui.

Eilis è un donna forte, che è riuscita a crescere sua figlia da sola, nonostante il suo problema.

Elan è una bambina adorabile, che riesce subito a ritagliarsi uno spazio nel cuore del nostro Manuel.

La vita scorre e continui salti temporali ci regaleranno la vista di un Manuel, soddisfatto del suo rapporto platonico con Eilis e innamoratissimo della sua bambina. Un giorno però tutto cambierà e il sogno e la realtà s’invertiranno, riportando il nostro protagonista al punto di partenza e con un mistero a tormentarlo.

Le descrizioni disseminate nel libro sono diverse, ma sono solo accennate, in modo da lasciare lo spazio alla fantasia del lettore. Ecco un esempio:

“I colori di questa natura incontaminata sono difficili da riprendere, anche con la migliore macchina

fotografica a disposizione. È l’ora del tramonto e ci sono sfumature che io da artista riesco a cogliere… ecco che un attimo dopo la luce si infrange su altre rocce, che colora in modo diverso. Tira vento e lo fiuto, tutto ha una magia strana mai provata prima.”

Lo stile dell’autore è semplice, dinamico e bravo a imprimere la nota di mistero, che spinge tutto il romanzo. La scelta di dare al protagonista il ruolo centrale con i suoi pensieri, se da un lato aiuta a comprendere meglio il personaggio, dall’altro può, però, stancare il lettore.

Inoltre i vari salti temporali possono rendere confusa la narrazione e destabilizzare ancor più il lettore.

Detto ciò, l’idea principale del libro è mirabile e rispecchia benissimo la società di oggi ed è stata utilizzata una modalità di narrazione che evidenzia e sottolinea le insicurezze del protagonista.

Un libro che, se si legge fino alla fine, si rimane sorpresi e spiazzati.

Un libro che ho fatto fatica a leggere inizialmente per l’antipatia che mi ha suscitato il protagonista, che alla fine si è rivelato solo molto fragile. Lui, un povero sognatore, a cui il mondo ha tarpato le ali, si è fermato a guardare la sua vita e ha finito per sognare (o forse no?) di cambiarla. A quanti di noi non è mai successo? Ma sarebbe davvero ciò che ci rende felici? Ecco, a questo risponderà l’autore con il suo libro.

Buona lettura.

Recensione a cura di Marianna

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