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#Recensi-Dì: Gli stregoni di Orius Necromanti – Aurelio Dumar

Creato il 03 maggio 2018 da Soleeluna

#Recensi-Dì: Gli stregoni di Orius Necromanti – Aurelio DumarSiete pronti per una recensione speciale?

Aurelio Dumar ci ha fatto compagnia con “Gli stregoni di Orius Necromanti“.

Curiosi?

Ma io vidi, fra ombre indistinte, una nera angosciante torre, estranea alle mie memorie. Eppure, sapevo che quella torre era la mia casa. Cieli tempestosi e martoriati la sovrastano, e dagli squarci fra le nubi, avvolti da un furente bagliore purpureo, esseri infuocati si riversavano ad attanagliarla, mentre altri, giunti dai meandri della terra, si univano ad essi.

Inizio così questa recensione, perché vi sia chiaro fin da subito l’intensità con cui Aurelio Dumar ci presenta il suo fantasy, a metà fra un gotico, un fantasy e una favola.

Trama:

Ed ecco, infine la vedo: vedo l’alba di un’immensa battaglia alzarsi a tingere i cieli delle Pianure, una battaglia spirituale fra signori del misticismo e poteri arcani. Personaggi sinistri s’aggirano per queste lande; reietti ed esuli volontari, identità ancora anonime che presto diverranno i condottieri attorno ai quali s’alzeranno le bandiere della giustizia.

L’oscurità e la luce non sono vie diverse, ma luoghi d’approdo: le vite di Maghi e Stregoni s’intrecceranno in una tela di scontri e legami, e solo alla fine si potrà dire chi fosse nel giusto.In questa città pacifica mi ha condotto la sorte, in questo luogo di mercanti e botteghe. Ma è soltanto una facciata: nelle ombre di Maindale si cela ben altro.

Anime titaniche si confondono nella folla, entità misteriose dimorano nell’immediato orizzonte, arcane leggende si sussurrano con reverenziale timore e popoli crudeli si agitano impazienti lungo i confini.Chi sono io? Oh, soltanto un mago fallito con un fardello nel cuore, in cerca di qualcuno che saprà dare un senso alla mia esistenza.

Ma questo non conta, perché adesso si deve tacere, ché lo scontro incombente è soltanto un sommesso sibilo, e potremmo non accorgerci di cosa ci attende. Una guerra senza eserciti, una guerra di anime. La battaglia dei pochi, per le sorti dei molti.Rodam Ir’Tase.

Aurelio descrive con semplicità un mondo medievale, di boschi e di maghi, capace di trasportarti nelle avventure di un giovane stregone alla ricerca del suo mentore.

Un ragazzo, Rodam, che viene definito da tutti i suoi coetanei, persino da sua madre “strambo”, capace di grandi cose però, come parlare ai fiumi, ascoltare gli alberi. Un’avventura che si sussegue in modo inaspettato, che offre squarci incantati, da perdere il fiato e desiderare di essere un maghetto.

Il libro risulta di facile lettura, scorrevole e conciso. Non ci sono divagazioni che distolgono dalla storia, anzi ogni parola è usata minuziosamente affinché il lettore resti incollato alle vicende del piccolo Rodam.

Un libro consigliatissimo per gli amanti del genere e per chi ancora non ha scoperto il fantasy, allora correte a leggere questo.

Recensione a cura di Rosanna Sanseverino

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