Magazine Cultura

Recensione a: “La bambina che ascoltava i fiori” di Stephanie Knipper

Creato il 06 gennaio 2018 da Soleeluna

soleeluna

Recensione a: “La bambina che ascoltava i fiori” di Stephanie Knipper“La bambina che ascoltava i fiori” è uno di quei romanzi che ti lasciano l’amaro in bocca e non lo dico in senso positivo.

Con una punta di delusione che nasce dalla sensazione che questo romanzo avrebbe potuto essere un libro da tenere nel cuore e invece si è rivelato tutt’altro.

Non è un brutto romanzo, si legge bene e la storia coinvolge ma, a mio modesto avviso, non è riuscito a sviluppare tutte le potenzialità di cui disponeva.

Antoinette non è una bambina come tutte le altre, nasce prematura e da subito mostra di non crescere nella maniera corretta. Non parla e ha strane manie. I medici le diagnosticano una forma di autismo molto rara alla quale nemmeno loro sanno dare una spiegazione. 

Rose la cresce alla fattoria dei genitori, abbandonando tutti i sogni che aveva prima di restare incinta. Ad aiutarla, almeno per i primi anni c’è Lily, la sorella che tutti hanno sempre preso in giro per le sue strane abitudini di contare ogni cosa. Non è facile stare accanto ad Antoinette, soprattutto per Lily che accanto alla nipote sente crescere le proprie stranezze, così, quando i genitori delle ragazze muoiono in un incidente stradale, Lily lascia la fattoria.

Il rapporto fra le due sorelle si incrina, ma Rose ha bisogno di Lily. Sta morendo e non può lasciare la figlia da sola. Vuole che zia e nipote ricuciano un rapporto e che la sorella impari ad amare Antoinette al posto suo. Intanto alla fattoria è arrivato Seth, l’ex ragazzo di Lily, uno delle cause del trasferimento della ragazza. 

Rose non poteva occuparsi da sola del vivaio e della figlia, così Seth, cresciuto insieme a loro, rileva la parte di proprietà che era di Lily e aiuta Rose a tirare avanti, soprattutto prendendosi cura di Antoinette.

Fino a qui niente di strano, una storia come ce ne sono tante, ma ben scritta. Non originale, ma che che fa venir voglia di scoprire come andranno le cose. Poi però accadono cose strane…

Antoinette si dimostra ancora più speciale di quanto non sia. Lei guarisce le cose: fiori, animali e addirittura persone. Questo suo dono le causa continue crisi epilettiche e sua madre, che già era stata guarita dalla figlia, è preoccupata per la sorte che le toccherà se non le verrà impedito di utilizzare questo dono miracoloso.

L’ingresso di questo elemento magico fa perdere tutta la drammaticità della storia. Quando si inizia a leggere questo romanzo lo si fa con la certezza di avere qualcosa di reale fra le mani, ci si affeziona ai personaggi, che sono descritti davvero bene, si cerca di entrare in empatia con la piccola Antoinette, ma questo elemento destabilizza tutto.

Forse qualcuno lo troverà un colpo di scena geniale, ma a me non è piaciuto proprio. Ho continuato la lettura con molta meno partecipazione di quanto non avessi fatto nelle prime pagine.

Eppure, nonostante questo, sarebbe stato lo stesso un bel libro, senza dover scomodare la delusione, se non fosse stato per il finale.

Un deus ex machina da far accapponare la pelle. 

Qualcosa di tanto assurdo, banale, irrilevante, sciocco, prevedibile, forzato, (devo andare avanti?), che rovina ogni pagina letta in precedenza.

Peccato!

Recensione a cura di Laura Bellini

blog


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines