Recensione "Acqua dal sole" - Bret Easton Ellis

Creato il 07 aprile 2011 da Maryg90
Sto per concludere la lettura di tutta la bibliografia del controverso Bret Easton Ellis e, più mi avvicino alla fine, più mi faccio delle domande su quale sia il confine tra umanità e cinismo. Sono quasi le 9 di sere e vorrei evitare di entrare in dispute filosofiche, quindi ecco a voi la mia recensione di "Acqua del sole".
Bret Easton Ellis
Acqua del sole
2006
Super ET
pp. 228
€ 10,50
ISBN 9788806184698
TRAMAFigli ricchi e viziati di genitori mai cresciuti, rockstar invasate in tour mondiale, star della televisione effimere e vacue, lettere scritte per non ottenere alcuna risposta, amori impossibili vissuti nei brevi momenti di una gita allo zoo, vampiri che guidano la Porsche, malviventi maldestri e apatici ma non per questo meno crudeli, ragazzi morti in un incidente stradale o ragazze che stanno per morire di cancro. Come in una galleria - in cui il decennio maledetto che ha travolto ogni certezza viene catturato nella sua posa venefica - questi ritratti spettrali, freddi e precisi come un videoclip, ricostruiscono l'iconografia di una umanità assediata dall'indifferenza, tra droghe, sesso e abusi a non finire.
RECENSIONEBoh. Forse la peggiore parola per esordire, ma è esattamente quello che ho pensato finita la lettura di questa serie di racconti. Ellis ha la capacità di lasciarmi talmente perplessa che, ovviamente, mi spinge ad andare a fondo nell'analisi di ciò che scrive. Ormai, è una lotta personale tra me e i suoi romanzi, un vero rapporto di amore ed odio partito con "American Psycho".
Anche in questo caso, l'autore ci presenta piccoli scorci di "vita quotidiana" nella corrotta e luminosa Los Angeles e, come da copione, non risparma dettagli disturbanti di individui letteralmente immersi nella filosofia di vita "sex & drugs & rock 'n roll". Questa volta, però, i personaggi e le situazioni sono molteplici e, benchè i racconti siano più o meno legati da un filo conduttore, possono essere letti singolarmente. Singoli, sì, ma tutti uguali. Uguali non perchè Ellis manchi di originalità, ma perchè volutamente l'autore vuole sottolineare l'inedia e la monotonia di una vita così apparentemente eccitante e divertente. I protagonisti sono tutti belli, giovani e abbronzati, tutti ben vestiti, tutti con macchine costose, tutti guardano MTV. Sono tutti uguali. E quando non sono giovani, sono adulti intrappolati in questa disturbata e disturbante mentalità da adolescenti.
Sono ritratti cinici, impietosi, crudi, come lo sono d'altronde i personaggi. Se questa raccolta fosse una canzone, il ritornello sarebbe una sequenza di marche di lusso e nomi di farmaci (mi piacerebbe sapere quante volte è stata utilizzata la parola Valium) e droghe. Detto questo, perchè è così interessante? Paradossalmente perchè è noioso, rivoltante, cinico, crudo e maledettamente reale. Ellis ha vissuto in quel mondo, la scintillante Los Angeles, e pur probabilmente amplificando qualche aspetto, si può percepire questa opprimente presenza di realtà. Una realtà che vi viene sbattuta in faccia senza nessun impegno per abbellirla.
Ci sono due racconti che mi hanno particolarmente colpita: il capitolo 8, una serie di lettere inviate da Annie a Sean che raccontano la sua trasformazione da normale ragazza a fotocopia di tutti gli altri ragazzi ricchi di L.A. e il capitolo 10, la storia del vampiro (o psicologicamente instabile) Jamie.
Come tutti i romanzi di Ellis, non è un romanzo che consiglio a tutti, ma se l'orrore e il disgusto (in tutti i sensi) non vi spaventano, questo è certamente un ritratto molto potente di una generazione x.
VOTO:

3 1/2 STELLE


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