Recensione anime "Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko)" di Rumiko Takahashi

Da Valentinabellettini
Recensione anime "Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko)" di Rumiko Takahashi




Dopo l'inverno nel cuore, la primavera.
Ho finito per la terza volta di guardare questo anime; sì, per la terza volta. Complice l'orario "pausa pranzo" della programmazione (l'anno scorso sul canale "Man-ga" di Sky, quest'anno su "Anime Gold" del digitale terrestre) la tentazione di guardarlo è stata troppo forte, pur conoscendo la storia a memoria e pur avendo letto il manga; e pensare che fino a un paio d'anni fa nemmeno lo conoscevo... "Maison Ikkoku" ("Cara dolce Kyoko" in Italia) è una commovente storia sulla vita e sulla morte, ma soprattutto, sulla rinascita
Il protagonista della storia è Yusaku Godai, un ronin (ossia uno studente che deve ripetere l'esame d'ammissione all'università, tradotto nell'anime semplicemente col termine "matricola") squattrinato e sfortunato, tanto da essere oggetto di continuo scherno da parte dei tre inquilini della pensione Maison Ikkoku, ossia la pettegola signora Ichinose (col figlio Kentaro), la scostumata Akemi Roppongi e lo scroccone Yotsuya; se il povero Godai non riesce a prepararsi agli esami è anche a causa delle continue feste a suon di birra e sake che gli inquilini svolgono nella sua stanza, senza il suo consenso, ovviamente. Davanti all'ennesima nottata in bianco, Godai decide di lasciare definitivamente la Maison Ikkoku, ma quello stesso giorno (e in quell'esatto momento) incontra una ragazza con le valigie in attesa sull'uscio: il suo nome è Kyoko Otonashi ed è la nuova amministratrice; porta con sé un grosso cane dal nome Soichiro, nome che lei pronuncia in occasioni tali da far sembrare che ne sia innamorata, o che addirittura si tratti del suo compagno, ma la verità (rivelata dopo alcuni episodi) è che il cane porta il nome del suo padrone, Soichiro Otonashi, il marito di Kyoko.  Godai, innamorato di Kyoko a prima vista, un giorno accompagna la ragazza e il vecchio Otonashi (suocero di Kyoko e proprietario della Maison Ikkoku) a visitare una tomba, ed è proprio in quell'occasione che scopre che Kyoko ha soli ventitré anni ed è vedova; Soichiro è morto per una malattia ad appena un anno dalle nozze. Così poco tempo insieme... ma la vita va avanti, pensa Godai, e prima o poi lei dovrà dimenticarlo per fare spazio a lui!  Godai è di due anni più giovane della vedova, ancora ingenuo e immaturo per comprendere che in realtà Kyoko non dimenticherà mai Soichiro, men che meno così facilmente e in breve, ma ciò nonostante ci prova, specie all'inizio, ma in modo talmente impacciato da sembrare prepotente, specie perché si trata di continui tentativi per baciarla. Kyoko, però, è un tipino bello tosto, testardo e spesso aggressivo, che non esita a mollare un ceffone anche quando tale reazione, ehm, è un pelino esagerata! Vista la drammaticità della situazione, infatti, l'abile sensei Takahashi inserisce nella sua storia dell'ironia, portando lo spettatore ad assistere all'evoluzione del loro rapporto giorno dopo giorno, superando gli ostacoli uno alla volta come nella vita quotidiana. Ma non è tutto qui. La vita è caratterizzata da scelte, occasioni che dal momento in cui le cogliamo portano a delle conseguenze, ed è proprio ciò che accade a Kyoko quando decide, sotto consiglio della Signora Ichinose che la vede sempre in casa, d'iscriversi a una scuola di tennis; qui incontra lo "scapolo d'oro" Shun Mitaka, che un po' come il ricco Mendo che in "Urusei Yatsura (Lamù)" è rivale di Moroboshi, diventa il rivale di Godai nella conquista della bella Otonashi (precisamente, si tratta di amici/nemici). L'aitante giovane ha però un punto debole, la paura per i cani, per questo non riesce ad avvicinarsi più di tanto alla Maison Ikkoku, almeno fino a quando non trova il modo di superare questa sua fobia. Nel contempo, però, anche Godai stesso complica le cose: a causa della sua mancanza di coraggio e costante indecisione, non chiarisce mai i suoi sentimenti con Kozue Nanao, una ragazza conosciuta grazie a uno dei suoi lavori part-time dove entrambi erano colleghi. Kozue è una ragazza molto ingenua, che fraintende i comportamenti di Godai aiutata dal fatto che lui si comporta sempre in modo molto gentile con lei per non farla soffrire, ma questo causa la gelosia di Kyoko; è infatti grazie alla sua presenza che capiamo come Kyoko provi qualcosa di più per Godai, altro che dovere d'amministratrice! Oltre al triangolo Godai-Kyoko-Mitaka, vediamo quindi che l'intreccio si complica con la presenza di Kozue, cui si va ad aggiungere quella della prepotente studentessa Ibuki Yagami, che s'innamorerà di Godai durante il suo periodo di supplenza nella stessa scuola femminile in cui Kyoko s'innamorò di Soichiro (anch'egli era un professore), e la timidissima Asuna Kujo (che nel doppiaggio italiano è diventata Atsuko) appassionata di cani e la cui famiglia è tra i maggiori correntisti della banca dello zio di Mitaka, per cui egli realizzerà un matrimonio combinato senza l'approvazione del nipote (nonostante la fama da playboy, infatti, non vede altre che Kyoko).
La serie si compone di 96 episodi ed è abbastanza fedele al manga, a parte il grosso errore commesso nell'adattamento italiano a proposito del vero nome di Godai che è Yusaku: il protagonista è infatti chiamato per cognome (Godai) persino da quel vulcano di sua nonna e dagli stessi genitori; questa confusione deriva dalle forme di cortesia usate in Giappone che prevedono che oltre a dare del lei, ci si rivolga agli altri chiamandoli per cognome (per questo abbiamo Signora Ichinose, Signora Otonashi, e l'appellativo "Amministratrice" riferito a Kyoko), e se si segue attentamente l'anime capita anche di sentire che Godai sia chiamato col nome proprio da un professore (un paradosso), oppure come Yukari, che è il nome della nonna (no comment!).  Poi ci sarebbe un'altra questione che può essere una sottigliezza per noi occidentali ma che ha un gran significato nel contesto giapponese: nel manga, Kyoko e Godai (continuo a chiamarlo così per non fare confusione) si danno del lei più o meno fino alla fine, infatti cominciano a darsi del tu solamente dopo che fanno chiarezza sui propri sentimenti e diventano più intimi; è un fatto di rillievo, specie se consideriammo che la storia si sviluppa in ben cinque anni e questi continuano a trattarsi come degli estranei nonostante tutto quello che succede!
A parte queste due cose che dipendono dalla traduzione italiana, qualche piccola differenza tra anime e manga c'è, e siccome mi piace fare queste ricerche, comincerò ad elencarle.
Nella storia svolgono un ruolo piuttosto importante anche i genitori di Kyoko, col padre geloso che si era opposto al matrimonio con Soichiro e che, visto com'è finita, non vede di buon occhio nemmeno ora una nuova unione, anzi, preferirebbe che la figlia tornasse a vivere con loro, mentre la madre, già a un anno dalla scomparsa di Soichiro, desidera che Kyoko si sistemi con un altro uomo, e in questo è veramente molto insistente (in tali occasioni emerge il lato più duro e testardo di Kyoko; è una lotta all'indipendenza, la sua, anche considerando il lavoro che svolge alla Maison Ikkoku, anche questo non approvato dai genitori perché la vedono continuare a stare legata alla famiglia Otonashi). Ebbene, proprio la madre, incontra Mitaka nel volume 6 del manga, con largo anticipo rispetto all'anime e in maniera diversa, poiché nell'anime l'incontro avviene quando Kyoko e le famiglie Otonashi e Chigusa si riuniscono davanti alla tomba di Soichiro per l'anniversario della morte; ai fini dello sviluppo della storia non è che sia di per sé una grossa differenza, ma con questo fatto, dove la madre conosce anche Godai ed egli passa addirittura un bel po' di tempo col padre di Kyoko, si rafforza come il ragazzo non sia minimamente preso in considerazione dalla famiglia Chigusa, specie considerato che anche verso la fine non ricordano nemmeno il suo nome: lo chiamano ancora matricola (se lo ricordano giusto per gl'insuccessi, poverino)! In più, nel corso di un altro incontro tra la madre di Kyoko e Mitaka (con Godai sempre nel mezzo!) si arriva a parlare di figli, oltre che di matrimonio, e ne nasce un capitolo molto carino dove infine emerge il desiderio di maternità di Kyoko, desiderio che trova un breve accenno anche nell'anime nell'episodio dei due bambini lasciati in custodia a Godai da una delle ragazze del Cabalet (locale notturno dove lavorerà, anche qui, part-time).
La maternità di Kyoko ha comunque il suo piccolo spazio in un'altra occasione: pochi fotogrammi, ma tra i più importanti. Uno dei motivi per cui preferisco il manga, è che nell'anime è riservato troppo spazio alla studentessa Yagami, personaggio che non sopporto. Un'ulteriore piccola differenza, infatti, è che nella prima parte dell'anime sono stati omessi alcuni capitoli del manga, e tali capitoli sono stati riportati successivamente
aggiungendo l'insolente Yagami perché entrata a far parte del cast (in realtà la sua è solo una parentesi, seppur determinante per il rapporto tra Kyoko e Godai, in particolare per "smuovere" la signora Otonashi). Ad esempio, nel manga Yagami entra a far parte, per un brevissimo tempo, delle "conigliette" del Cabalet, oppure ancora, nell'episodio della partita di baseball, sostituisce la nipote di Kyoko, la piccola Ikkuko, e si aggiunge anche Kozue, quando in realtà l'incontro tra le due contendenti avviene nell'appartamento di Godai (e rimangono ugualmente interdette dalla reciproca presenza).  Più che Yagami, infatti, c'è da dire che il manga riserva qualche capitolo in più al rapporto tra Kozue e Godai, ad esempio, capita più volte che Godai tenti di baciarla tanto per provare (è alla prima esperienza), e poi c'è un capitolo sui fiori "non ti scordar di me", significativo per far riflettere Kyoko sui sentimenti di Godai per Kozue; possiamo però notare che nell'anime c'è sempre un vaso di "non ti scordar di me" nella stanza dell'amministratrice. Tra gli esclusi dall'anime, risalta subito la mancanza del quarto inquilino che occupa la stanza numero tre della Maison Ikkoku, ossia Nikaido Nozomu, un ragazzino che entra a far parte della combriccola dal quattordicesimo volume in poi (su 27 totali); al suo posto nell'anime vediamo alloggiare per un brevissimo tempo e nella stessa stanza, un uomo di mezza età anche lui vedovo, per cui Kyoko proverà una forte simpatia dovuta al fatto che le ricorda il marito.
Nell'anime manca anche la ragazza con gli occhiali che Godai incontra quando va in campeggio (Godai parte dopo l'ennesimo litigio con Kyoko, avvenuto in piscina; i due fuggono spesso pur di non affrontarsi, ma così non riescono mai a chiarirsi), e la cugina di Godai, Akira, che appare nel manga per due capitoli quando lui finisce all'ospedale per via di una frattura alla gamba (molte volte vedremo come la Maison Ikkoku necessiti di una ristrutturazione...).
Le mancanze dell'anime che si fanno più sentire, però, riguardano un paio di episodi di Kyoko e Godai.
Il primo è, incredibile ma vero, il primo bacio tra i due, che avviene in maniera accidentale (o almeno così sembra) dopo che il bacio di un'Akemi ubriaca (bacia tutti e due!) ha scatenato in entrambi sogni agitati e il desiderio improvviso di riceverne un'altro dalla persona cui sono interessati (forse è più che altro "bisogno", nel caso della gliovane vedova), cosa che poi inaspettatamente si realizza. Nell'anime, questo capitolo è stato completamente trasformato in un episodio concentrato sulla vita sentimentale di Akemi dal titolo "Fine di un amore"; niente attrazioni fatali né baci, purtoppo.
L'altro episodio "incriminato" è il 92: "La dichiarazione". Dopo che Godai insegue Kyoko fino alla metropolitana e si ritrovano in un viale alberato dove infine lui si dichiara con dolci parole d'amore,
inspiegabilmente, nella scena successiva vediamo che Kyoko è tornata alla Maison Ikkoku mentre Godai è tornato a lavorare al Cabalet; ebbene, manca una scena! Anzi, un episodio. Prima di tutto, Godai e Kyoko non si ritrovano in un viale alberato bensì in una via davanti a un "love hotel" (albergo a ore), e Godai, invece di fare quella dichiarazione romantica, esasperato dall'atteggiamento di lei fa una dichiarazione molto più esplicita, e lo fa gridando! Poi si rende conto di ciò che si è lasciato sfuggire ed è pronto ad andarsene, ma lei gli afferra la manica del giacchetto e, sorpresa, acconsente. Entrano quindi in una stanza d'albergo, entrambi imbarazzati e incapaci di proferir parola, se non una, precisamente un nome, che anche se riferito all'omonimo cane, finisce con il compromettere la situazione; nella loro unione c'è ancora, pesante, l'ombra di Soichiro, e Godai non riesce a rilassarsi. Sicuramente è meno romantico, ma è senz'alto anche più realistico perché non dimentica di considerare ciò che rappresenta Soichiro per Kyoko, ma anche cosa rappresenta per Godai, infatti non sono poche le occasioni in cui emerge come il ragazzo tema di non essere all'altezza, pensando più a sostituire il defunto marito invece di sperare che lei lo accetti così com'è.
"Maison Ikkoku" è una storia di rinascita, ma anche la rivincita dei "falliti", con Godai e la sua lotta, non solo alla conquista di Kyoko, ma per trovare il suo posto nella società, prima con l'ammissione all'università, poi con la ricerca di un lavoro stabile che gli consenta la tanto sudata indipendenza economica; anche in questo la serie è piuttosto realistica, e tratta anche il tema della "raccomandazione", poiché nelle grandi aziende del Giappone non è possibile entrare se non si hanno conoscenze.
Riguardo all'aspetto tecnico, la serie ha visto succedersi due doppiaggi diversi; personalmente preferisco il primo cast con la voce di Monica Ward a interpretare Kyoko, e Alessio Cigliano per Godai (stesso discorso per Mitaka e Akemi), senza contare che, a discapito del secondo cast, c'è anche il fatto che molto spesso non si sentono le parole, e talvolta l'interprete di Kyoko parla con tono talmente basso e dimesso che devo alzare il volume per capire cosa dice! Ottime, invece, le tante sigle (giapponesi) e le musiche, tanto che quando leggo il manga mi capita di sentirne la mancanza, o addirittura di ricordare la melodia che si sente nell'anime in quella determinata situazione, perché ogni situazione è associata a un brano, ad esempio quando Kyoko ricorda Soichiro... comunque, in generale sono tutte melodie toccanti, a parte quelle più gioiose dei bambini mentre giocano, del ritmato jingle bells, del lugubre motivo dello strano Yotsuya... insomma, l'anime ha una colonna sonora splendida che lascia il segno, come quest'indimenticabile storia che, una volta finita, non riesco a fare a meno di sentirne già la mancanza, anche se è la terza volta che la riguardo.
Non ho resistito, ho dovuto almeno inserire la prima opening, col testo tradotto in italiano *.*

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