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Recensione: Claustrofollia

Da Flautodipan @miriammas
Recensione: Claustrofollia
Titolo: Claustrofollia 
Titolo originale: Clusterfuck (2013) 
Autore: Carlton Mellick III 
Traduzione: Daniele Bonfanti 
Revisione: Alessandro Manzetti 
Proofreading: Miriam Mastrovito 
Illustrazione di copertina: Giampaolo Frizzi 
Editore: Independent Legions Publishing 
ISBN (Edizione Cartacea) 978-88-99569-80-8 
ISBN (Edizione Digitale) 978-88-99569-81-5 
Pubblicazione: Dicembre 2017 
Formato Cartaceo ed eBook 
Pagine: 260 (edizione cartacea) 
Lingua: Italiano 
Prezzo di copertina edizione cartacea: € 16,00 
Prezzo di copertina edizione eBook: € 3,99
Recensione: Claustrofollia
Sinossi:
Prima edizione italiana del breve romanzo ‘Clusterfuck’.
Un completo idiota ossessionato da tutto ciò che è ESTREMO; il maschio alfa della confraternita; l’amicone sempre sballato; l’afroamericano simbolico – in realtà più ricco e viziato di tutti gli altri. Sono loro i quattro figli di papà universitari che si mettono in testa di lanciarsi, senza la minima esperienza, in una gita di speleologia ESTREMA in una grotta proibita. E possono mancare le ragazze? Certo che no: si rischierebbe di passare per finocchi. Ecco quindi a bordo del SUV anche un’oca con la voce da Chihuahua in calore, una dea brasiliana in jeans e maglietta aderente e la sua sorella balenottera. Coi baffi. La loro destinazione? Turtle Mountain. Proprio lì, nel cuore zotico dell’America rurale, dove qualche anno prima sono scomparsi misteriosamente sei ragazzi, lasciandosi dietro solo una baita piena di sangue e un’auto distrutta in fondo a un burrone. E quando le cose, inevitabilmente, vanno a puttane, cos’è che conta davvero se si vuole tentare di sopravvivere? Rispettare il codice della confraternita, naturalmente.
L’Autore:
Carlton Mellick III (Phoenix, 2 luglio 1977) è uno dei principali autori del sottogenere bizarro fiction. Dal 2001 i suoi libri hanno avuto grande seguito internazionale, diventando dei veri cult, nonostante il fatto che non siano stati messi a disposizione dalla maggior parte delle biblioteche e in vendita nelle principali librerie. Ha vinto nel 2009 il Wonderland Book Award per il suo romanzo, Warrior Wolf Women of the Wasteland. Suoi racconti so-no apparsi in Vice Magazine, The Year's Best Fantasy e Horror # 16, The Magazine of Bizarro Fiction, and Zombies: Encounters with the Hungry Dead, e in diverse altre antologie e magazine. Tra i suoi romanzi: Satan Burger (2001), Electric Jesus Corpse (2002), Punk Land (2005), Warrior Wolf Women of the Wasteland (2009), Zombies and Shit (2010), Tumor Fruit (2012), Hungry Bug (2014). Sue opere sono state tradotto in Italiano, Tedesco, Spagnolo e Rus-so. Si è laureato a Clarion West e vive a Portland, la Mecca della bizzarro fiction.
La recensione di Miriam:
Per un divertimento estremo occorre un’avventura al limite. Così la pensano i fra della Sig Alp, che per garantirsi un weekend da sballo decidono di esplorare una grotta sperduta nella Turtle Mountain, non senza assicurarsi la presenza di qualche passerina che ravvivi la compagnia, s’intende. Le cose però non sembrano andare per il verso giusto, e non solo perché al gruppo si unisce, Giant Gonzales, una bestiona più che una passerina con cui nessuno dei ragazzi vorrebbe avere a che fare. I veri guai cominciano quando gli esploratori  ̶  peraltro del tutto inesperti in materia di speleologia, a dispetto di quanto affermano  ̶  scoprono che la grotta delle meraviglie, in realtà, è un antro infernale, una trappola in cui resteranno prigionieri fra strani maiali sotterranei, pipistrelli e cannibali mutanti. La gita, a quel punto, si trasformerà in un’assurda prova di sopravvivenza. Chi sarà tanto cazzuto da superarla? Lo sbruffone Dean Extreme con i suoi pettorali da urlo e la sua mania per l’estremismo? Il super macho Trent, più interessato a esplorare i corpi delle compagne che la grotta? Gravy, perennemente sballato? Lance, timido figlio di papà, afflitto da problemi di claustrofobia? O le ragazze, magari munite di doti nascoste sotto le curve sexy, o sotto i chili di troppo nel caso della grassona? L’incredibile storia che prende vita nel sottosuolo è un folle mix di comicità e gore, un carosello di orrori e situazioni esilaranti in cui è un vero spasso perdersi. L’esagerazione non è solo un limite a cui tendono i protagonisti, identificandola con il divertimento assoluto, ma è un po’ l’elemento distintivo del libro stesso che ne è quasi un manifesto. Tutto, dagli elementi splatter a quelli comici e grotteschi, viene spinto al limite e gonfiato fino a sfociare nel surreale, nell’assurdo. È anche per questo che l’universo in cui Mellick ci proietta non finisce mai di stupire, al suo interno non esistono regole razionali o paletti che tengano, tutto può succedere e tutto può essere messo in discussione innescando un ciclo continuo che sollazza come un infinito giro di giostra. “Claustrofollia è pura stupidità. È un film di serie B in formato libro” annuncia l’autore nella sua prefazione e, in effetti si offre come la parodia di un horror speleologico che ambisce più che altro a divertirci trascinandoci in un clima cameratesco in cui si perde la voglia di prendersi sul serio. Il set è cupo, inquietante  ̶  siamo in una caverna buia e fitta di pericoli sempre in agguato  ̶ , i mostri sono reali e letali, ma gli attori sono completamente svalvolati, al punto da scatenare ilarità anche nei momenti più critici, fra arti mozzati e budella rivoltate.    Spacconi, sessisti, fancazzisti, i personaggi maschili sono la versione caricaturale  ̶  ma non troppo, perché ci sono davvero tipi così  ̶  di una gioventù viziata e annoiata, sebbene non completamente priva di valori. A guidarli e sorreggerli nella gita infernale sarà infatti il codice della confraternita che rappresenta il loro punto di riferimento. Devi capire che essere un fra significa qualcosa. Certo, può voler dire che sei cazzuto in qualunque sport immaginabile, e che hai assolutamente tutte le tipe che vuoi senza nemmeno doverti sbattere, e significa essere l’incarnazione della fichezza più pura in ogni momento. Ma c’è anche qualcosa di più. Significa lealtà. Significa dedizione” spiega Dean Extreme in uno dei suoi rari momenti di serietà, mettendo bene in chiaro quali sono le cose che contano. Un romanzo sopra le righe, claustrofobico e folle, in cui la satira si veste di splatter per un’esperienza di lettura ESTREMA!


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