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Recensione di Affari di famiglia di Francesco Muzzopappa

Creato il 18 settembre 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori

39 Flares 39 Flares × Recensione di Affari di famiglia di Francesco MuzzopappaAffari di famigliaFrancesco Muzzopappa
Pubblicato daFazi
Data pubblicazione in Italia:
Formato:
Collana:Le meraviglie
Genere:Umoristico
Pagine:
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Trama:

Son finito dentro a un libro con tutte le risate che avevo.

Stai a vedere che magari ci finisci pure tu..


Questa estate sono entrato in contatto con la simpatia di Francesco Muzzopappa e per farla breve una settimana dopo questa formidabile scoperta sono entrato in contatto anche con il suo libro. Un’altrettanta meravigliosa esperienza, dedica a parte. Vi voglio parlare di questo libro che vi prometto, con la formula solenne del soddisfatti o rimborsati, vi farà ridere. Non sorridere. Ridere. La storia imbastita da Muzzopappa è incentrata sulla micidiale ironia della contessa Maria Vittoria del Pozzo della Cisterna simbolo di una vera aristocrazia piemontese decadente, accompagnata dalla perfetta imbecillità dell´unico figlio erede che dilapida il patrimonio restante non avendo capito la differenza tra i soldi e le noccioline. E poi l´impeccabile maggiordomo reso umano dalle sue orripilanti poesie, un rapinatore convinto di essere una star e un ragazzino spacciatore con la propensione per i lavori domestici. Se frulliamo queste cose otteniamo un racconto surreale. “Surreale ma bello”, come dice una battuta di Julia Roberts in Notting Hill, per non essere troppo originali. Ma torniamo a noi.

“Nel caso di Emanuele”, figlio della contessa, “sembra che il buon dio, quando si è trattato di fornirlo di un cervello, abbia esclamato qualcosa come sono stanco, passando alla creazione di elementi più complessi come le spugne di mare”. Ed è questa la vera sciagura della famiglia. Il giovane si innamorerà perdutamente di una ragazza che lo userà, come da copione, per arrivare ai suoi soldi. La goccia che farà traboccare il vaso della pazienza della contessa sarà l´estrema leggerezza con cui lui le regalerà il cimelio più prezioso di famiglia, il diamante Koh-i-Noor, una delle gemme più preziose al mondo, senza la quale la condizione finanziaria già in bilico scivolerà verso la povertà

Se non fosse che la contessa, sessantotto anni suonati, non si vuole arrendere all´evidenza, almeno per potersi permettere ancora le gocciole al mattino e non finire con vergogna sulle bocche di tutti al Rotary. Così, quando si presenterà l´occasione propizia, ideerà un piano malefico per riappropriarsi del diamante e levarsi quella spugna di donna che prosciuga il figlio.

La storia è davvero esilarante, la nostra contessa dal cuore duro che ne ha per tutti conoscerà l´esilio forzato, quello che a tutti sembra un sequestro, dal quale combatterà un’estenuante battaglia per costringere il suo patrimonio a fare un balzo indietro e tornarne a casa. Nonostante il carattere ambiguo della contessa, tollerante ma tagliente, la trama ci offrirà anche una storia di amicizia nella quale, sì, è concesso pure ammorbidire il cuore.

L´accostamento dei caratteri ai personaggi è una delle chiavi del successo di questa ironia: semplicemente non penseresti mai una vecchietta di tale forza, un rapinatore di tale ingenuità, un piccolo gangster così premuroso e casalingo. La storia scivola veloce, con le dovute pause per riprendersi dalle risate. Colpisce l´ironia intelligente, incastrata in pensieri a mio parere originali, unici, che per questo non stanca.

Comincio a capire il perché Fazi l´abbia pubblicato nella collana “Le meraviglie”. Certo, bisogna amare il genere. Oppure bisogna avvicinarvisi. Il punto è che Affari di famiglia, che siate già lettori predisposti a questo tipo di narrativa o lo possiate diventare, vi toglierà delle soddisfazioni. Non lo so com´è, ma quando volti l´ultima pagina ti senti felice.

Regalatevi l´opportunità. Perché è un libro e i libri non sono mai sprecati, perché ve la dovete guadagnare in 234 pagine e perché volendo potete anche voltare cento volte l´ultima pagina.



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