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Recensione di Camerata Neandertal di Antonio Pennacchi

Creato il 10 dicembre 2019 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Camerata Neandertal di Antonio Pennacchi
Titolo: Camerata Neandertal

Autore: Antonio Pennacchi
Pubblicato: Ottobre 2019 da Baldini&Castoldi
Genere: Narrativa Contemporanea Formato: Brossura Pagine: 284
ISBN: 9788893882330
Recensione di Camerata Neandertal di Antonio Pennacchi

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Recensione di Camerata Neandertal di Antonio Pennacchi Pagina o Sito ufficiale

Camerata Neandertal è un intreccio tra la narrazione autobiografica dell’autore e il racconto della storia d’Italia della seconda metà del Novecento. Tra presente e passato però c’è anche il posto per elementi di un passato remoto: la preistoria dell’uomo. Il tutto è collegato e fuso creando tre strade che corrono insieme, che raccontano la complessità dell’uomo e la vita e la formazione culturale di Pennacchi.

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Antonio Pennacchi mette a nudo la sua vita, racconta a fondo gli eventi che lo hanno condizionato di più e che lo hanno portato ad essere chi è oggi. Iniziando con gli anni giovanili, quando era iscritto al MSI (Movimento Sociale Italiano) e, pian piano, guadagnava spazio nel movimento fascista guidato da Ajmone Finestra: questa esperienza termina perché viene cacciato dal partito e, rapidamente, si ritrova a frequentare i movimenti comunisti. Un passaggio non del tutto logico, ma che trova senso nella vita e nelle turbolenze del giovane Pennacchi e della sua Latina (Littoria negli anni del fascismo).

Avevo dato qualche numero; ma per il resto il mio analista dice che non ho che un leggerissimo disturbo di personalità, che solo in determinate circostanze – e più specificatamente quando mi ritrovo in qualche modo a che fare con il principio o figura d’autorità – mi porta ad assumere comportamenti, diciamo, oggettivamente antisociali.

Da qui inizia il lavoro in fabbrica e il movimento operaio, i turni e la vera fatica fisica di un mestiere logorante; finché non decide di iscriversi all’università e, con l’aiuto dei colleghi che lo coprono mentre studia, riesce a laurearsi e inizia a scrivere libri. Pennacchi racconta anche dei suoi problemi fisici (la schiena, gli infarti) e dei lutti e conflitti familiari.
Contemporaneamente viene raccontata la storia del fascismo; soprattutto del dopo Mussolini e della sopravvivenza di alcune azioni politiche, quale quella del già citato senatore Finestra, che tra il 1993 e il 2002 è stato anche sindaco di Latina. Intorno a questa figura ruotano molti avvenimenti: Pennacchi gli riconosce sempre la fedeltà ai suoi valori (soprattutto quelli militari) e l’affetto paterno.

Il terzo filone, che si mescola agli altri due, è quello del ritrovamento di un teschio risalente all’uomo di Neandertal e alle lunghe discussioni tra storici e antropologi su quanto i riti funebri, e quindi la civiltà, fosse o meno risalente a quell’epoca o a quella successiva, dominata dall’homo sapiens. Tale tema interessa particolarmente Pennacchi (che ha già scritto un libro su questo teschio), anche perché il cranio è stato ritrovato proprio vicino Latina, nel Circeo.

Approfondimento
Si apprezza di Pennacchi lo stile ironico e lo sforzo di raccontarsi con la massima onestà. Tuttavia il libro risulta talvolta poco coinvolgente e, al di là dei lettori che conoscono i libri dell’autore e ne apprezzano appieno lo stile, si può sperimentare un senso di disinteresse per alcuni eventi raccontati. Il passaggio rapido poi, dall’estrema destra all’estrema sinistra, non accresce le simpatie dei lettori simpatizzanti per questi due poli politici; inoltre gli eventi di vita e le malattie raccontate dall’autore potrebbero essere lette come un eccesso di esibizionismo o di narcisismo di Pennacchi. Diverso il discorso per le radici storiche e culturali del libro (in parte già descritte in altri testi) che risultano invece interessanti.

Gaetano Iannella




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