Recensione di Che ci importa del mondo di Selvaggia Lucarelli

Creato il 23 agosto 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori


Che ci importa del mondo Selvaggia Lucarelli
Pubblicato da Rizzoli
Genere: Narrativa Contemporanea
La trama:

Viola, pur essendo una bella donna di successo vive le problematiche di una donna normale, ma capace di trarne il lato comico. La ricerca dell’uomo giusto è raccontata in chiave ironica pur strappando molte risate al lettore regala anche spunti di riflessione su temi che sono lo specchio della vita moderna.

In Che ci importa del mondo Viola Agen è una madre single che cerca di gestire la sua vita , tra i doveri verso suo figlio Orlando e il suo lavoro di opinionista nel palinsesto televisivo. Il ruolo che si è ritagliata in TV e per l’opinione pubblica è quello di femminista aggressiva e sarcastica nei confronti del “sesso forte”. Questa maschera che Viola indossa è il risultato, in parte, di un matrimonio fallito, di una storia importante con il suo ex, Giorgio, ricco snob dedito alla politica, una serie di improbabili uomini che le amiche del Gruppo Testuggine la convincono a frequentare, stanche di vederla sempre da sola col figlio. L’amore arriverà, tra mille vicissitudini, a coronare il sogno di questa giovane donna ancora romantica e sensibile, nonostante l’apparire forte e combattiva. La trama di Che ci importa del mondo è semplice ed efficace, anche se ridotta all’osso e colorita da molte situazioni esilaranti e accattivanti e da dialoghi realistici. Gli aneddoti e i racconti amplificano la trama e la rendono divertente, talvolta poetica e commovente. In realtà tutto ciò che accade a Viola all’apparenza spassoso, è sostanzialmente dolce e amaro, si susseguono eventi che nella loro assurdità e forse inverosimiglianza rispecchiano una realtà che riesce a sbalordire come la storia sentimentale con un avvenente giornalista che, dopo un periodo relativamente lungo di messaggini e appuntamenti rimandati è quasi costretto ad incontrare Viola fisicamente, terrorizzato dall’idea di non essere all’altezza di questa donna così bella e intelligente, un’ ansia da prestazione che tormenta molti uomini moderni.

E’ una bella favola che ruota intorno a personaggi non banali e che possiamo ritrovare sulle cronache dei giornali come nella vita di tutti giorni. La storia di una donna normale, se pur ambientata nel contesto televisivo, con le sue debolezze e i suoi difetti. Il tema dell’amore, raccontato in modo molto ironico all’inizio del libro diviene, più avanti, affrontato in modo più profondo e trattato con rispetto. L’ironia, ma soprattutto l’autoironia, domina il romanzo per poi talvolta ammorbidirsi e lasciar posto, nella seconda parte, ai sentimenti veri, non scontati, raccontati in modo coinvolgente. L’amore filiale è un sentimento dominante, sincero, importante e spesso commovente nelle pagine di questo libro. L’amicizia vera, descritta nei momenti più esilaranti, proviene invece dal Gruppo Testuggine, dove tre donne molto diverse tra loro, hanno in comune un unico scopo: il bene della loro amica Viola. I conflitti uomo- donna, i destini che si incrociano, l’ironico sarcasmo della protagonista, portano il lettore in una dimensione molto realistica: quello della realtà dei pregiudizi verso una bella donna che non viene presa sul serio e degli schemi preconfezionati riguardo la natura umana.

L’azione della opinionista Viola è quella di un’ eroina moderna che analizza e ridicolizza una serie di personaggi maschili, prototipo del mondo mediatico o politico. E’ impossibile non trovare, leggendo Che ci importa del mondo il tratto autobiografico, essendo Selvaggia Lucarelli, l’autrice, una blogger famosa. Vi sono troppe analogie con la sua vita, lei ha tirato fuori dal cilindro un lavoro ben fatto, con una buona capacità di arrivare al cuore delle persone. Ha saputo tradurre in parole la sua ironia e la profondità della sua visione della vita, con un romanzo che lascia nel cuore la dolcezza dei sentimenti e il gusto del sorriso. Selvaggia Lucarelli travolge per la scorrevolezza delle parole dentro le frasi, per l’immediatezza dei dialoghi, molto realistici. Sembra quasi di essere trascinati nei pensieri della scrittrice ed è facile divorare le pagine velocemente. Non c’è volgarità, solo qualche sottinteso e qualche battute a doppio senso. Con il linguaggio del web, televisivo e quello di tutti i giorni comune a tutti noi, blocca il lettore nella piacevole curiosità di arrivare al finale (lieto) di Che ci importa del mondo. Lettura consigliata soprattutto per la donna che avendo raggiunto il successo lavorativo, si ritrova spesso sola a mangiare seduta sul divano, pur avendo mille amici sui Social Network.

Alessandra Alioto


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