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Recensione di Città sommersa di Marta Barone

Creato il 25 maggio 2020 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Città sommersa di Marta Barone

Pubblicato: Gennaio 2020 da Bompiani
Genere: Biografia, Narrativa Collana: Narratori italiani
Formato: Brossura, eBook Pagine: 304
ISBN / EAN: 9788845299421
Recensione di Città sommersa di Marta Barone

"Avrei voluto che questa storia me la raccontasse lui. Avrei voluto avere il tempo di sentirla. Ma in un certo senso sono consapevole che il libro esiste perché non c'è più l'uomo."

Recensione di Città sommersa di Marta Barone

Marta ha 26 anni, abita a Milano ed è una scrittrice. Il romanzo che ha cominciato a scrivere però è fermo da un pezzo, le sembra sempre di non riuscire a "vedere" veramente la protagonista, e se lei che deve entrare nel mondo che crea non riesce a scorgerne per bene tutte le sfumature come può dar vita a una storia? Aspetta Marta, aspetta di riuscire a definire nella sua interezza la figura della donna avvolta dalla foschia e intanto si occupa di leggere dattiloscritti in inglese e francese per la narrativa straniera di una grande casa editrice.
I suoi giorni passano tutti uguali, nella solitudine del suo piccolo appartamento milanese, tra le strade della città, tra i ricordi dei suoi anni passati che riaffiorano nel suo presente con una netta precisione di contorni.

Vedevo il tempo dietro di me come una sorta di unica, lunga giornata, nella cui luce chiara e piana tutto quello che era stato la mia vita sembrava avvenuto poche ore prima...Non avevo bisogno di ricordare. Il passato era una distesa uniforme.

La sua vita così prevedibile e lineare però subisce una svolta inaspettata. Sua madre, in vena di pulizie, riesuma, tra foto, libri e documenti di vario genere, un fascicoletto appartenuto a suo padre. Leonardo Barone, suo padre appunto, era morto qualche anno prima, ma Marta non ne sentiva tanto la mancanza. Il rapporto tra loro due non era mai stato idilliaco. Forse complice la lontananza ( i Suoi vivevano separati da quando lei era piccola), forse la scarsa compatibilità dei loro caratteri, con suo padre Marta aveva sempre avuto un rapporto molto controverso; da un lato lui era l'uomo che s'interessava a lei, con cui condivideva le passioni per la lettura, l'uomo sempre pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno quando serviva, dall'altro era una persona incostante, spesso capace di collere esplosive e parole crudeli nei confronti dei suoi affetti più intimi, quello che come un camaleonte si adattava alle situazioni per ottenere l'ammirazione incondizionata di chi aveva di fronte

Trovavo molto irritante il contrasto tra la sua personalità nel privato - intendo quando c'ero solo io e non avevamo spettatori di nessun genere - e il comportamento posticcio, artefatto, che a volte assumeva quando c'erano altri; era come se interpretasse, sovraccaricandola, l'immagine che pensava o desiderava loro avessero di lui. A seconda della circostanza lo guardavo scivolare dietro una maschera diversa.

Non lo aveva visto spesso negli ultimi anni. Di lui sapeva poco e nulla e non lo aveva mai capito. Era sfuggente, misterioso, un uomo senza passato.
Non avrebbe mai immaginato che prendere in mano quel fascicolo l'avrebbe aiutata finalmente a conoscere quell'uomo indecifrabile che aveva avuto accanto per tanto tempo senza minimamente sospettare chi fosse. L.B., come lo chiamerà lei da questo momento in poi in tutto il libro, aveva avuto una vita piena, sicuramente non insignificante e senza dubbio molto diversa da quella che lei si aspettava.
Dall'accusa di partecipazione a banda armata, a leader del movimento studentesco negli anni universitari, a militante di Servire il Popolo (formazione politica di sinistra che pretendeva che i suoi membri si sottomettessero all'ingiunzione di rendersi identici ai proletari che volevano aiutare tramite le rivoluzione); passo dopo passo, documentandosi e intervistando le persone che lo conobbero, partendo da quelle a lui più vicine, Marta ricostruisce non solo la vita di suo padre ma anche la grande Storia degli anni Settanta di cui L.B. fu senza dubbio uno dei protagonisti.

Non avevo bene idea di cosa ne avrei ricavato; speravo che mettendo insieme i loro frammenti, le cose diverse che ognuno di loro sapeva o credeva di sapere, avrei capito meglio qual era la storia.

Approfondimenti
Libro scritto davvero bene, non a caso candidato al Premio Strega 2020. Il lessico ricchissimo riesce a far cogliere al lettore ogni sfumatura, la scrittura scorrevole rende quella che potrebbe essere una pagina di storia una lettura piacevole anche per i non appassionati. Romanzo autobiografico senza dubbio dove però gli avvenimenti storici si inseriscono con naturalezza, si mescolano a quelli della vita dell'autrice stessa che li vive col lettore riempiendoli di impressioni, sensazioni ed emozioni. Attraverso le sue parole si riescono a cogliere non solo i fatti che caratterizzarono gli anni Settanta, ma anche l'entusiasmo prima e la delusione poi di chi a quei fatti partecipò, gli uomini e le donne che lottarono per un'idea per loro giusta, il volto di chi si nascondeva dietro una pistola.
Ma è sul rapporto figlia-genitore che si incentra tutto il racconto. Percorrendo la vita del padre Marta si rende conto di non essere mai riuscita ad andare oltre la maschera che lui indossava, a squarciare il velo tra i suoi giorni passati e quelli più prossimi. Più va avanti e più la sete di conoscenza si fa sentire, sete di conoscenza che si tramuta nel bisogno della ragazza di ritrovare le sue origini, di risentire suo quel padre che si nascondeva nei suoi silenzi, tra le frasi appena accennate spazzate via da un cambio repentino di umore che però suonava sbagliato alle orecchie della bambina di allora.

Ora non le basta più saper cosa lui ha fatto, vuole capire anche il perché di ogni sua azione, come si sentisse in quelle circostanze, quali erano le idee che gli riempivano la testa, le sue emozioni, le sue paure. Attraverso le foto che riesce a recuperare cerca di entrare nei suoi sguardi, nei suoi sorrisi, cosa che mai aveva fatto quando lo aveva avuto vicino.
Ripercorrendo le strade da lui percorse cerca indizi del suo passaggio, ricerca le tracce dei suoi amori perduti, le donne e gli amici che per un breve periodo fecero parte della sua vita, la sua infanzia

Mi sentivo, per quanto possa sembrare assurdo, come se dovessi avere conferma che mio padre era davvero esistito; che la sua giovinezza era stata; che da qualche parte in un tempo lontano lui aveva compiuto un gesto, anche banale, di cui fosse rimasta una traccia, e quel gesto potesse arrivare fino a toccarmi.

E soprattutto, scavando nella storia, cerca in cuor suo di riabilitare la sua figura, di scioglierlo per sempre dalle accuse che gli vennero rivolte nel processo in cui venne incriminato, e, soprattutto, dalle accuse che lei stessa le aveva rivolto, certo senza rilevanza dal punto di vista giuridico, ma che tanto pesarono all'interno del loro rapporto.
Come la Kitez sulle sponde del lago Svetlojar, inabissatasi per non essere invasa dai tartari ma ben visibile ai viandanti più attenti, così la vita di suo padre era stata nascosta ai suoi occhi finché non aveva deciso di guardare anziché di vedere soltanto. Ora che quegli stessi occhi osservano, Marta può andare oltre le acque che sommergono gli edifici di quella città, sentirne suonare le campane e unirsi al loro concerto cantando con gioia. Il suo viaggio attraverso il passato ha spazzato vie le nubi che la separavano dalla luce e ora, finalmente, il cielo limpido è davanti a sé e suo padre lo guarda con lei tenendola per mano.

E davanti al vulcano, nella notte...non sentivo la stanchezza e nemmeno la noia...non pensavo a nulla. Ero solo il mio corpo presente. Ero con mio padre sulla piccola altura, e guardavamo il mistero.
Aira Ria

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