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Recensione di Confidenza di Domenico Starnone

Creato il 17 febbraio 2020 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Confidenza di Domenico Starnone
Titolo: Confidenza

Autore: Domenico Starnone
Pubblicato: Novembre 2019 da Einaudi
Genere: Narrativa Italiana Collana: Supercoralli
Formato: eBook, Rilegato Pagine: 152
ISBN / EAN: 9788806243562
Recensione di Confidenza di Domenico Starnone

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Recensione di Confidenza di Domenico Starnone Pagina o Sito ufficiale

Pietro, insegnante universitario e scrittore di successo, vive un amore tribolato con Teresa, sua ex-allieva. In seguito a tale rapporto travagliato, i due finiranno per lasciarsi, siglando però una sorta di patto che, in qualche modo, li terrà legati per sempre: raccontarsi reciprocamente un segreto inconfessabile, che, se svelato, potrebbe compromettere le loro vite e le loro carriere. In seguito a questo, Pietro, ormai in relazione con un’altra donna, tornerà a sentirsi attratto da Teresa, non smettendo mai di cercarla. Ma dietro questa spada di Damocle, che pende inesorabile sulla testa dei due, si nascondono sentimenti complessi e profondi. Più articolati di quanto Pietro credesse.


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Sentii che finito l’amore, miracolosamente non era finita l’amicizia, o almeno non l’amicizia che si nutre di una passata intimità fisica e che permette, a volte senza imbarazzi, una confidenza intramontabile.

Oggi parliamo del libro Confidenza, di Domenico Starnone. Questo romanzo si pone tra i generi di narrativa meglio riusciti, esempio di racconto ben costruito e originale. Pietro è un insegnante che durante il proseguo della storia diverrà uno scrittore di successo. Ma un’ombra del suo passato rischia di travolgere tutte le sue certezze. Quest’ombra porta il nome di Teresa, sua ex allieva, donna intelligente e di carattere, con la quale Pietro ha condiviso una relazione travagliata. Prima di lasciarsi i due, in una sorta di patto, si sono scambiati segreti che, se rivelati, potrebbero creare scompiglio nelle loro esistenze. Pietro è il personaggio che sembra soffrire maggiormente questa situazione, in quanto teme che Teresa possa portare la sua confidenza allo scoperto. Questo lo indurrà a cercarla ancora, e gradualmente, Pietro scoprirà un ritorno di fiamma per la donna, – forse mai davvero sopito, – nonché fragilità e contraddizioni concernenti la sfera psicologica dell’uomo. Emblematico è anche il personaggio di Nadia, con la quale Pietro formerà una famiglia, che metterà l’uomo alle strette a causa di forti sentimenti di invidia, gelosia e competizione da lei covati. Questo romanzo è molto psicologico, in quanto ha il merito di saper indagare a fondo le sfumature dell’animo umano e di farlo con una complessità e con una scorrevolezza particolarmente apprezzabile in ambito letterario.

Approfondimento:

Una cosa è la persona amata, altra cosa è la persona reale che finché l’amiamo non vediamo mai davvero. Quanto tempo, mi dissi, sprechiamo nei rapporti amorosi. In questi anni ho felicemente inventato una persona.

In questo romanzo riscontriamo molteplici elementi che meriterebbero particolare approfondimento. Tuttavia, una caratteristica specifica che a mio giudizio andrebbe posta in risalto è il meticoloso ritratto psicologico dei personaggi, in special modo di Pietro, l’insegnante. In esso vediamo fedelmente trasposti tutti i caleidoscopici aspetti che formano l’animo umano, con le sue esaltazioni, depressioni e contraddizioni. Aspetti che, per quanto analizzati in un contesto prevalentemente relazionale, spingono a porsi importanti domande anche sulla vita in generale. Ăˆ infatti molto presente, a mio parere, la tematica sul raggiungimento della felicità e della soddisfazione personale, che non può essere perseguita solo attraverso un transitorio ed effimero amore idealizzato. Nel personaggio di Pietro infatti, ravvediamo una persistente frustrazione di fondo. Frustrazione che lo spinge di continuo a chiedersi, più o meno direttamente, se la sua esistenza si sarebbe rivelata più felice su una linea piuttosto che su un’altra. In sostanza, viene abilmente resa una sensazione di scontentezza di fondo, propria della natura umana, che spinge verso una perpetua ricerca della felicità, senza mai realmente raggiungerla.

Alessandro Testa




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