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Recensione di Esercizi di sepoltura di una madre di Paolo Repetti

Creato il 12 aprile 2019 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Esercizi di sepoltura di una madre di Paolo Repetti


Titolo: Esercizi di sepoltura di una madre Autore: Paolo Repetti
Pubblicato: Gennaio 2019 da Mondadori
Genere: Narrativa Contemporanea Formato: Brossura, eBook Pagine: 159
Recensione di Esercizi di sepoltura di una madre di Paolo Repetti

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Recensione di Esercizi di sepoltura di una madre di Paolo Repetti

Esercizi di sepoltura di una madre racconta le vicende familiari di una famiglia con origini ebree, ma che da anni ha fatto di Roma la propria casa.

Ci si abitua a mentire come ci si abitua a fumare e bere. Ti crei mondi alternativi, fantasticherie cui finisci per credere, e soprattutto cominci a usare la bugia per manipolare la realtà e le altre creature. Mai dire la verità: che sarebbe poi invece il modo più cristallino per presentarti nudo e innocente davanti al mondo.

A narrare in prima persona le vicende di questa sitcom comica è lo zio Paolo che introduce la storia raccontando parte della sua vita per poi arrivare ai suoi tre nipoti, figli di Ester sua cugina. Lo zio ha vissuto la sua infanzia venerando sua madre, ex ebrea convertita al Cristianesimo per amore del marito, padre di Paolo, il quale ha sempre avuto un rapporto molto distaccato con lui privandolo di quelle tenerezze che un padre dovrebbe dare al proprio pargolo. Ciò che rimane della famiglia matriarcale dopo la morte della madre

è Zia Sara, ebrea convinta che pensa al passato come simbolo della purezza ebraica, definitivamente inquinato dalla scelta della madre di Paolo di convertirsi. Per certi versi razzista e sempre pronta a criticare chiunque non segua le sue idee e regole.

E poi ci sono i nipoti: Isaac, Davide e Saretta. Il primo, amante incondizionato di numeri, algebra, chimica e teorie evoluzionistiche. Sempre pronto a distruggere ogni momento con formule algebriche e calcoli che fanno perdere la magia per qualsiasi cosa, ma lui è così: razionale, concreto e mai scomposto. Poi c'è Davide, la cui filosofia di vita è semplicissima: ragazze e calcio, più precisamente la Juve. Non ha mai letto una riga della Bibbia e non ama avere confronti verbali, considera i parenti che vivono in Israele come una strana specie animale di cui lui è discendente. È allegro e spensierato, ha un senso dell'umorismo involontario e sotto certi aspetti è anche un po' ignorante. Infine Saretta, sempre alla ricerca di qualcosa per cui combattere, non resta un momento senza farsi domande esistenziali profonde di cui cerca sempre la risposta, è priva di pregiudizi e non si imbarazza mai. È vivace, allegra e spensierata ma sa essere anche caparbia e irremovibile se pensa che la sua idea è giusta.
Esercizi di sepoltura di una madre è davvero esilarante, ho riso spesso e volentieri durante i dialoghi tra lo zio e i nipoti, rivela vicissitudini familiari con ironia e autoanalisi. L'autore è riuscito a sdrammatizzare su argomenti seri grazie a un dialetto romanesco che ti invoglia a continuare e alle voci dei nipoti, tanto diversi tra loro, quanto simili per l'amore che provano verso lo zio.
Per certi versi è un racconto che provoca il lettore a immedesimarsi in una famiglia del genere, con tutti i pro e i contro. Si percepisce uno sfondo critico sulle personalità dei protagonisti ma, allo stesso tempo, divertente per alleggerire il tutto.

Il personaggio che più ho apprezzato è senza ombra di dubbio Saretta, la cui curiosità non ha limiti e il suo sapere vuole sempre essere soddisfatto dalla sete che prova. Il suo precoce interesse al sesso poi, dove metteva in difficoltà lo zio con domande specifiche, è stato esilarante. Il suo amore verso Gesù, messo in discussione dalle teorie di Isaac e dal menefreghismo assoluto di Davide, la rendevano ancora più tenera.

Tutti e tre comunque mi hanno lasciato qualcosa perché ognuno, a modo suo, rivelava il rispetto e l'amore verso lo zio, in cura da sempre da analisti per ansie e fobie assurde, come la salute del gatto.

Mi è piaciuto lo stile di scrittura di Paolo Repetti, satirico, divertente, ironico ma anche serio e preciso quando affrontava questioni più complesse. Probabilmente l'autore voleva far capire di prendere la vita con leggerezza, che non bisogna vedere le cose unicamente bianco o nero perché ci sono tante variabili e soprattutto di non lasciare questioni irrisolte, i fantasmi del passato possono sempre tornare se non si sconfiggono definitivamente.

Coraglia Lara

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