Magazine Cultura

Recensione di Fuga di Clive Cussler

Creato il 01 febbraio 2017 da Leggere A Colori @leggereacolori

Recensione di Fuga di Clive CusslerTitolo: Fuga
Autore: Clive Cussler
Pubblicato: Novembre 2016 da Longanesi
Genere: Thriller Collana: La Gaja scienza
Formato: Copertina Rigida Pagine: 367
Recensione di Fuga di Clive Cussler Le opinioni su Goodreads
Recensione di Fuga di Clive Cussler Acquistalo al prezzo più basso
Recensione di Fuga di Clive Cussler Acquista l'eBook al prezzo più basso
Recensione di Fuga di Clive Cussler Acquista l'eBook su Amazon al prezzo migliore
Recensione di Fuga di Clive Cussler Acquista su Amazon al prezzo migliore

Stati Uniti, inizio del '900: una spettacolare quanto complicata competizione aerea coast-to-coast; una giovane pilota, Josephine Josephs, affascinante e testarda; un uomo senza controllo deciso a farsi giustizia da solo e che solo la morte sembra poter fermare; una serie di inquietanti sabotaggi che funestano la gara. Al detective Isaac Bell, dell'Agenzia Van Dorn, il compito di proteggere Josephine dalla furia incontrollata del marito Harry Frost e scoprire al tempo stesso quali misteri si celino dietro gli strani incidenti che coinvolgono i partecipanti alla sfida.

Bell assimilò tutto questo con una certa dose di stupore. Gli piacevano i giovani e prendeva spesso sotto la sua ala protettrice apprendisti detective, ma non ricordava di aver mai parlato con un ventenne che sembrasse più preparato e più sicuro di sé di quella giovane donna, figlia di un allevatore, proveniente dalle regioni selvagge della North Country.

È il 1909, e nella natura selvaggia dei monti Adirondack Josephine Josephs, giovane graziosa ma dal carattere ribelle, si diverte a volare sopra i boschi che circondano la fattoria in cui vive col ricco marito Harry Frost, a bordo di una macchina volante progettata dall’ingegnere italiano Marco Celere. I due uomini si stanno cimentando in una battuta di caccia e, proprio mentre Josephine li scorge dall’alto, Frost punta il fucile contro Celere e spara, per poi rivolgere l’arma anche contro l’aeroplano tentando, senza però riuscirci, di eliminare l’unica testimone del crimine appena commesso.

Intanto a San Francisco fervono i preparativi per l’inizio della Whiteway Atlantic-to-Pacific cross country air race, o più semplicemente la Whiteway Cup, un’incredibile competizione che attraverserà da est a ovest tutta la nazione, riservata agli eroi dell’aria e organizzata dal magnate dell’informazione Preston Whiteway. Il tycoon ha chiaramente voluto che l’attrazione principale della corsa fosse proprio Josephine Josephs (di cui è palesemente innamorato), tanto da sponsorizzarla personalmente e nascondere a fatica la speranza di un suo successo. Ma Harry Frost, che nel frattempo si è dato alla fuga, è ancora in agguato: temendo per l’incolumità della donna Whiteway ha deciso di allestire un servizio di protezione in grande stile e si è rivolto all’Agenzia Van Dorn, il meglio che si possa trovare sulla piazza. Al detective capo Isaac Bell, forse il più in gamba tra tutti gli agenti in servizio, spetterà dunque il compito di vegliare personalmente su Josephine, tanto da dover prendere lezioni di volo per poterla seguire anche nel vivo della gara.

Bell è perfettamente cosciente di quanto la sfida sia ardua: Harry Frost è un vecchio avversario, forte, scaltro e senza scrupoli. Per quanto il cerchio di protezione costruito attorno a Josephine possa essere imponente, il detective sa che potrebbe non bastare. Ma c’è anche altro a cui dover dare attenzione: l’intuito e l’esperienza di Bell gli suggeriscono che sia necessario scavare nel legame tra la giovane pilota e Marco Celere – il cui corpo del resto non è mai stato ritrovato – e sul passato del costruttore italiano, che sembra farsi sempre più intricato a ogni passo compiuto dalle indagini. E cosa dire poi degli strani incidenti e sabotaggi che, fin dalle prime battute, mettono a repentaglio l’incolumità dei partecipanti e spesso bagnano di sangue la competizione? Fra sospetti, minacce, assalti frontali, inseguimenti in volo e sulla terraferma, la Whiteway Cup procederà di Stato in Stato, trasformandosi presto da folkloristica intuizione di un ricco imprenditore a confronto all’ultimo sangue tra i protagonisti di una vicenda che mescola sogni di gloria, desideri di rivalsa e cinici interessi personali.

Il nome di Clive Cussler è ormai un sigillo di garanzia per il romanzo di avventura contemporaneo e anche in questa circostanza l’ormai attempato narratore americano non si smentisce. Fuga è di certo un libro avvincente e ben scritto in cui la perizia e la precisione delle descrizioni tecniche non fa scemare – anzi amplifica – suspense e adrenalina. La narrazione è dettagliata ma asciutta e i personaggi, seppur con qualche stereotipo di troppo (pensiamo soprattutto a Marco Celere, classico italiano genio e mascalzone), sono resi con toni vividi e per nulla piatti. È ovvio, occorre mettere in conto qualche evitabile esagerazione – come Bell che atterra su un molo bestiame e si lancia all’inseguimento di Frost salendo in groppa a un toro, o ancora come il tentativo di spengere la miccia di un ordigno a colpi di pistola – e un finale che poteva lasciare qualche spazio in più a eventuali sorprese, ma l’effetto complessivo è senza dubbio soddisfacente.

Approfondimento

La grande passione di Clive Cussler per navi e aerei è risaputa e in questo libro trova il modo di dar sfogo alla sua estesa conoscenza in fatto di macchine volanti: la puntualità con cui vengono ricostruite le soluzioni tecniche adottate dai pionieri del volo per risolvere i problemi di stabilità e sicurezza dei primi prototipi, così come l’attenzione per le questioni fisico-dinamiche di cui ingegneri, meccanici e piloti dovevano tener conto oltre un secolo fa, contribuiscono a rendere particolarmente interessante la lettura di Fuga, che, pagina dopo pagina, diventa non solo un bell’esempio di narrativa d’avventura, ma anche un peculiare affresco di un’epoca ancora totalmente e forse ingenuamente fiduciosa nel progresso tecnico e in un futuro radioso per l’umanità.

Andrea Chiari



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines