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Recensione di Hamburg La sabbia del tempo scomparso di Marco Lupo

Creato il 23 maggio 2020 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Hamburg La sabbia del tempo scomparso di Marco Lupo


Titolo: Hamburg La sabbia del tempo scomparso

Pubblicato: Settembre 2018 da Il Saggiatore
Genere: Narrativa Contemporanea Collana: La cultura
Formato: eBook, Rilegato Pagine: 239
ISBN / EAN: 9788842825029
Recensione di Hamburg La sabbia del tempo scomparso di Marco Lupo

Vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2019, Hamburg ci trascina sotto le macerie della Seconda Guerra Mondia-le in compagnia di personaggi appena tratteggiati, a cui possiamo aggiungere dettagli seguendo le suggestioni tra le pa-gine. "Era stato un brigante, un rivoluzionario, un assassino, un fuggitivo, un boia, un principe ereditario, un soldato co-dardo, un uomo di legge, un medico, un pittore di ex voto e un prete senza Dio. Invece era stato un contadino per tutta la vita, con le mani e i piedi immersi nell'acquitrino, punto da migliaia di insetti e scorticato dal sole in estate e dal vento in inverno".

Recensione di Hamburg La sabbia del tempo scomparso di Marco Lupo

Sin dalle prime pagine incontriamo, o meglio intravediamo, il libraio. Subito a seguire vediamo le ombre - perché di questo si tratta, non di figure definite - di un gruppo di lettori che si incontra ogni settimana in una sorta di "club del libro" decisamente insolito: non ci si parla, non si fa conoscenza, semplicemente a turno si legge quello che si desidera leggere. E poi si torna a casa. In questa situazione già di per sé irreale si inserisce la figura, appena un po' più definita delle altre, del lettore che ad uno degli incontri si presenta con pagine sparse trovate chissà dove di alcuni romanzi di M.D., scrittore sconosciuto. Appena inizia a leggere ci troviamo in guerra. Amburgo, 1943.

Una volta che ci accingiamo ad "ascoltare" queste pagine, il racconto si fa un po' meno fumoso e ci trasporta nelle situazioni più crude che la guerra, ogni guerra, presenta all'uomo. Con lessico crudo e frasi spezzettate come singhiozzi veniamo trascinati in un rifugio antiaereo, in un campo di lavoro, in una città rasa al suolo. Facciamo la fugace conoscenza di personaggi che intravediamo appena, prima di abbandonarli per passare al prossimo "girone" e alle sue sciagure.

Il romanzo ci saluta con una riflessione finale sulla memoria, quella del singolo che si unisce a quella di un'intera epoca, così come la storia di un solo uomo ci sa raccontare quella di tutti noi come umanità.

Approfondimento
Hamburg è un libro difficile, sia per i contenuti sia per l'esposizione. I fatti sono narrati come avviene nei sogni: si passa da una scena all'altra senza un nesso logico, ma forse il nesso necessario qui è solamente quello spirituale. Spesso non si capisce se nel racconto sia intervenuto un nuovo personaggio o se stiamo ancora parlando del precedente, ma sembra che tutto ciò all'autore non interessi, come se ci volesse dire che quello che conta veramente è la suggestione, non la banale successione degli avvenimenti. Sembra che l'obiettivo che l'autore si è posto sia quello di farci assaggiare nel-la maniera più cruda possibile cosa sia la guerra, cosa comporti per l'animo di chi l'ha vissuta, indipendentemente dall'epoca storica.

Le travi di quella locanda avevano ospitato migliaia di giovani uomini che avevano lasciato un segno nella cultura tedesca. Eppure, erano tutti morti. Una volta seduti a un tavolo, mio padre mi chiede che cosa sento. Che cosa sento? Che cosa senti, qui, ora? Senti che stai vivendo? Senti la forza di queste assi sulla tua pelle? Senti le voci di generazioni di uo-mini che hanno scavato nella terra arida per trovare una fonte?
Maria Beatrice Böhm Recensione di Hamburg La sabbia del tempo scomparso di Marco Lupo

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