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Recensione di I tempi nuovi di Alessandro Robecchi

Creato il 12 giugno 2019 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di I tempi nuovi di Alessandro Robecchi


Titolo: I tempi nuovi

Autore: Alessandro Robecchi
Pubblicato: Marzo 2019 da Sellerio
Collana: La memoria
Formato: Brossura, eBook Pagine: 428

Recensione di I tempi nuovi di Alessandro Robecchi
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Recensione di I tempi nuovi di Alessandro Robecchi

Filippo Gelsi viene trovato morto sul sedile della sua auto. Un'esecuzione in piena regola. Sull'omicidio indagano i sovrintendenti di polizia Ghezzi e Carella. Troppi indizi, nessuna logica. Ben presto il caso si trasforma in un viaggio dal purgatorio all'inferno, direzione sola andata. Un caso in stallo finché, nella camera della vittima, viene rinvenuto del denaro nascosto tra le pagine di un libro.

Gloria Grechi, donna seducente e a tratti ambigua, è alla ricerca di suo marito scomparso nel nulla. Gloria si affida all'agenzia investigativa di Oscar Falcone. Niente polizia.

Cos'è la dignità dell'uomo? Non è forse la forza che ci oppone al sopruso? Non è forse la schiena dritta l'unico antidoto invincibile all'ingiustizia?

Due casi da risolvere. Due indagini separate. Due linee a prima vista parallele che a un certo punto si intersecano e si confondono l'una nell'altra.

Ed ecco farsi strada la figura di Carlo Monterossi, amico di Oscar e autore televisivo, di una tv così trash che oramai lui stesso detesta. Carlo, qui investigatore quasi per caso, un bonario Sherlock Holmes meneghino sprovvisto di assistente al seguito. Senza intenzione e volontà alcuna lui si ritrova sempre in mezzo al caos, che si tratti di omicidi o scomparse non importa. E, in qualità di tipo qualunque, cerca di destreggiarsi in questa lotta tra ciò che è giusto e sbagliato, tra ciò che è bene e ciò che è male. Lo fa a modo suo, un po' goffo, un po' tipo qualunque appunto, ma sempre conservando quel pizzico di charme e di velata ingenuità che lo contraddistingue. Per questo ci si affeziona subito a Carlo, specchio dell'uomo comune, in cui ognuno può immedesimarsi.

C'è stato un momento in cui ho creduto il mistero si dissolvesse senza verve alcuna. E invece ciò che sembrava essere il nodo centrale del libro diventa espediente per portarci più in là. L' iceberg della malavita giace nebuloso sott'acqua pronto a emergere.

Non conoscevo la scrittura di Alessandro Robecchi, è stata un'esperienza di lettura coinvolgente.Mi è piaciuto molto lo sviluppo dei personaggi, talvolta mi sembrava di esserne risucchiata, quale presenza invisibile e silenziosa dentro la scena. I dialoghi sono ben costruiti, a tratti comici, e già questi da soli svolgono un ruolo primario nella caratterizzazione dei personaggi.

Ci sono momenti in cui cambia tutto, pieghe che separano un prima da un dopo. Io dico che andrà bene... Ricorda? "Tutto quello che esiste, prima non esisteva".

In I tempi nuovi, sesto episodio della saga di Carlo Monterossi l'autore ci narra una Milano nascosta, dove si respira un' alba di violenza e illegalità, e un tramonto di moralità e pudore. Si perde il vecchio senso di comunità, il valore della vita stessa quando questa riguarda gli altri. Prospera un individualismo sociale che nasconde l'insidia di un tempo in decadenza. Anche la brava gente si lascia ammaliare e arriva a un bivio: cedere o non cedere di fronte al guadagno comodo. A volte va male, come a Filippo, a volte va meglio. Ma il gioco della roulette russa non sceglie a priori il vinto e il vincitore.

I tempi nuovi sono anche questo: si dicono in pubblico parole che una volta ci si vergognava a pensare in privato, il "perché no?" sostituisce il "perché no".

L'espressione I tempi nuovi viene spesso ripresa nel corso del testo. Immersi nella tecnologia e nelle comodità dei nostri giorni questi tempi nuovi ci infondono da un lato una sterile idea di speranza, dall'altro il rimpianto per un passato dai valori radicati e da una dimensione più umana.

Stefania Ferri

Chi è Alessandro Robecchi

Recensione di I tempi nuovi di Alessandro Robecchi

È stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. È stato critico musicale per L'Unità e per Il Mucchio Selvaggio. In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuito Urban. Attualmente scrive su Il Fatto Quotidiano, Pagina99 e Micromega. Ha scritto due libri: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011). Il suo primo romanzo, Questa non è una canzone d'amore, è uscito per i tipi Sellerio nel 2014.


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