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Recensione di Il coltello di Jo Nesbø

Creato il 11 dicembre 2019 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Il coltello di Jo Nesbø
Titolo: Il coltello

Autore: Jo Nesbø
Pubblicato: Settembre 2019 da Einaudi
Genere: Thriller Collana: Stile libero big
Formato: Brossura, eBook Pagine: 632
ISBN: 9788806242473
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Recensione di Il coltello di Jo Nesbø Pagina o Sito ufficiale

Per il detective Harry Hole è difficile tenersi lontano dai guai. I suoi problemi d’alcolismo sono tornati e con essi la solitudine, i black-out, la confusione. Come quando una mattina si sveglia, coperto di sangue e senza la minima idea di quello che sia successo la notte precedente. E la sensazione di aver commesso un danno irreparabile.

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I giorni di spensieratezza e felicità di Hary Hole, detective norvegese, sono ormai un ricordo lontano. Aveva promesso che si sarebbe tenuto lontano dal bicchiere, dalle vecchie tentazioni, eppure era bastato poco per rovinare tutto e tornare alla vecchia situazione. CosĂŹ, dopo una ricaduta la decisione della moglie Rakel, l’unica che sia mai riuscita a fare breccia nel cuore di Hole e a fargli decidere di voltare pagina, è di cacciarlo di casa, e quindi l’uomo si ritrova solo, allontanato, una condizione a lui dolorosamente familiare. L’unica ragione per cui non perde la testa sono i suoi amici e colleghi, come Bjørn, o il figlio acquisito da Rakel, Oleg, che Hole definisce assieme alla donna che ama l’unica ragione per cui non è ancora morto. Eppure il detective ancora non lo sa, ma le brutte notizie non arrivano mai da sole, e quello che sembra un brutto periodo, una semplice ricaduta, si trasformerà in un incubo, un’allucinazione da cui sembra impossibile risvegliarsi. E infatti quando una mattina riapre gli occhi dopo una nottata di bevute, non ricorda assolutamente nulla, ha il cervello completamente vuoto e annebbiato. Però si accorge immediatamente di avere i vestiti incrostati di sangue, le nocche scorticate e una generale sensazione di malessere che vuole dire solo una cosa: guai, guai grossi. Cosa è successo la sera prima? Ha veramente superato il limite questa volta?

Abbiamo guadagnato la salvezza e la vita eterna uccidendo Gesù. Dio poteva fare ben poco. Dio non sacrificò suo figlio. Se è vero che Dio ha dotato gli uomini di libero arbitrio, allora abbiamo ucciso Gesù contro la volontà di Dio. E il giorno in cui ce ne renderemo conto, che possiamo sfidare la volontà di Dio, sarà il giorno in cui saremo liberi, Madsen. E allora potrà accadere di tutto.

Le sorprese per Harry Hole non sono ancora finite e quando si reca al lavoro riceve una notizia sconvolgente, che stravolgerà la sua vita completamente e aprirà le porte per il caso più difficile che abbia mai affrontato. Il detective inizia a mettere in discussione i suoi comportamenti, le sue scelte, arrivando a domandarsi se in fin dei conti non sia davvero un mostro, se in fin dei conti Rakel non abbia fatto bene ad allontanarlo dalla sua vita. Circondato da nuovi e vecchi amici, vecchi amori, soppesando il proprio presente e passato e, spesso, perfino il proprio futuro, Hole prosegue le indagini in questo thriller appassionante e sorprendente firmato Jo Nesbø.

Prima di conoscerti ero spesso solo, ma non soffrivo mai di solitudine. La solitudine è nuova, la solitudine è‌ interessante. Quando ci siamo messi insieme tu non hai riempito un vuoto, ma quando te ne sei andata ne hai lasciato uno immenso, insondabile, veramente. E questo potrebbe essere un argomento a sostegno del fatto che l’amore è un progetto fallito in partenza.

Approfondimento

Jo Nesbø ha affermato di essere stato spesso duro con il suo personaggio, ma questa volta si è superato. Harry Hole è costretto a mettere in dubbio ogni sua certezza, a valutare il peso di ogni sua azione e fare i conti con il lato più oscuro di sé. Ecco perché questo libro, pur essendo un thriller dal ritmo serrato, in cui i colpi di scena si succedono pagina dopo pagina, è in molte parti introspettivo, riflessivo, quasi una profonda analisi della personalità del personaggio. Sicuramente “Il coltelloâ€� si distacca in modo rilevante dal resto della serie del detective norvegese proprio per questo lato interiore e personale, quasi uno spaccato della psicologia del personaggio, o una passeggiata lungo i viali della sua memoria.

Harry era stato felice. Ma la felicità è come l’eroina, una volta che l’hai provata, una volta che hai appurato che esiste, non saprai più accontentarti della solita vita senza felicità. Perché la felicità è diversa dalla soddisfazione. La felicità non è una cosa naturale. La felicità è uno stato d’emergenza vibrante, sono secondi, minuti, giorni che non sai quanto possono durare. E il rimpianto non arriva dopo, ma insieme alla felicità. Perché la felicità porta con sé la spiacevole intuizione che niente potrà più essere uguale, e già rimpiangi quello che hai adesso, temi l’astinenza, il dolore della perdita, maledici la consapevolezza di ciò che sei in grado di provare.

Matilde Piazza




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