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Recensione di Il giorno che aspettiamo di Jill Santopolo

Creato il 01 novembre 2017 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di Il giorno che aspettiamo di Jill Santopolo

Titolo: Il giorno che aspettiamo
Autore: Jill Santopolo
Pubblicato: Maggio 2017 da Nord
Genere: Narrativa Contemporanea Collana: Narrativa Nord
Formato: Copertina Rigida Pagine: 400

Recensione di Il giorno che aspettiamo di Jill Santopolo

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Una mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s'incontrano all'università, a New York, e s'innamorano. Sembra l'inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l'11 settembre 2001 e, mentre il mondo cambia per sempre, Gabe e Lucy si giurano amore. Ma la vita sceglierà per loro strade diverse fino, tredici anni dopo, a condurre Lucy ad un bivio che le farà ripercorrere con Gabe la loro storia, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse, inevitabilmente intersecate l'una all'altra.

Preferisco camminare con te che correre da solo.
Approfondimento

11 settembre...dove eravate? Eravate in treno, stavate rientrando dal lavoro, eravate al telefono o stavate guardando un programma in tv...Lucy e Gabe erano due giovani studenti universitari e soli sul tetto del campus guadavano il mondo sgretolarsi e cambiare per sempre. Ci sono date e momenti che non dimenticheremo per a volte segnano un inizio, a volte una fine. Per Gabe e Lucy l'11 settembre è l'anno zero della loro vita, la fine di un mondo e l'inizio di un amore...per Lucy sarà sempre legato a Gabe, il fotografo dai ricci scuri che amava il bello e lo cercava ovunque. Poi la vita, come al solito, mischia le carte ed incrocia i destini dei due e, per un intero decennio, Gabe apparirà e scomparirà dalla vita di Lucy, lasciando ogni volta una profondissima traccia del sul passaggio. Nel frattempo da Groud Zero si passa all'ascesa di Obama per arrivare alla cattura di Bin Laden ed al conflitto di Gaza, i rumori della storia si confondono a quelli della vita, e Lucy si trasforma, torna ad amare, si sposa, fa figli, ma poi la storia d'amore mai sopita con Gabe torna a chiedere il conto, torna a chiedere il perché di tante scelte e Lucy lo fa scrivendo una lunga lettera a Gabe, il custode, il suo complice di quell'11 settembre..il giorno più brutto e più belle delle loro vite.

Nella lunga lettera a Gabe, Lucy ripercorre la loro storia e lo fa con nostalgia, con tenerezza, ma anche con rabbia, con disillusione, con una chiarezza che solo i grandi amori possono dare. Nonostante la strade percorse da entrambi, nonostante le esperienze che li hanno formati e plasmati in modo diverso, Lucy e Gabe sanno di poter contare sempre l'uno sull'altra, il loro amore è il termine di confronto di tutte le altre esperienze, è il paradigma di un appartenenza assoluta che rimane lì, fermo nel tempo e nello spazio, come se mai nulla possa scalfirlo.

Romina Celani

Il giorno che aspettiamo è un romanzo molto emozionale, difficile staccare gli occhi dalla lettura e impossibile non invidiare Lucy per aver conosciuto un amore tanto assoluto e completo, ma allo stesso tempo aver apprezzato e scelto un amore rassicurante, un amore che cura e consola. I protagonisti di questa storia, ciascuno a modo suo, rappresentano al lettore alcune delle mille forme di amore, di come sia possibile amare ed appartenersi, di come sia difficile rimanere se stessi e donarsi all'altro, di come mai nulla sia giusto o sbagliato...ma come tutto sia sempre e comunque amore.

L'amore di Lucy e Gabe va oltre il tempo e lo spazio, va oltre le convenzioni, va oltre i loro limiti ed i loro bisogni, scavalca i confini del quotidiano, del sicuro, del certo ed irrompe e scardina le certezze di una vita, è quel fuoco che brucia, divampa, incenerisce tutto all'intorno, ma scalda....infiamma di una calore che mai nessun focolare potrà mai eguagliare, niente sarà mai così.

E ho sentito il bisogno di essere la tua cura, il tuo cerotto, il tuo antidoto. Ho sempre cercato di aggiustare le cose per te. Lo faccio ancora. È il mio tallone d'Achille. O magari il mio seme id melograno. Come per Persefone, è ciò che mi spinge a tornare da te.

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