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Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia

Creato il 07 aprile 2020 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia


Titolo: L'altra metà di Parigi

Autore: Giuseppe Scaraffia
Pubblicato: Ottobre 2019 da Bompiani
Genere: Biografia Collana: Illustrati
Formato: Brossura, eBook Pagine: 416
ISBN / EAN: 9788830101951
Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia

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Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia Pagina o Sito ufficiale

Rive Gauche o Rive Droite? L'eterna lotta fra le due anime della città rivive fra le pagine del romanzo e ne emerge un ritratto vivido e affascinante della riva destra della Senna, centro della nuova cultura e del fervore artistico degli anni tra le due guerre mondiali.

Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia
Per André Breton, Parigi era "l'unica città francese in cui ho l'impressione che possa accadermi qualcosa che valga la pena.

La Rive Droite, racchiusa tra il Palais Royale e il Louvre, l'Opéra e la Bibliotèque Nationale, diventa, tra il 1919 e il 1939, centro culturale e letterario non solo parigino, ma europeo. I boulevard e le stradine di Montmarte, così come i cafè e le boulangerie, erano frequentati da revolté come André Breton e Céline, da viveur come Francis Scott Fitzgerald e Jean Cocteau, dagli altoborghesi Proust e Gide. Una moltitudine di artisti e letterati, affascinati e catturati dal fervore intellettuale della città, tutti consapevoli di "trovarsi nel posto giusto al momento giusto".
L'altra metà di Parigi è un romanzo diviso in 12 capitoli, uno per ogni quartiere di cui il libro tratta, più 2 capitoli rispettivamente sulle periferie di Neully-sur-Seine e Clichy. Un itinerario composto da piccoli episodi, sguardi fugaci sui vizi e le virtù degli artisti protagonisti di queste pagine. Ecco allora che, partendo dal cuore della città, ci imbattiamo nel maestoso Palais Royal, rifugio peccaminoso di Vita Sackeville-West e Violet Trefusis, nell'Hôtel de Beaujolais in cui vivevano Zweig e Malraux con l'amante Josette, nell'Hôtel Lotti, in cui si potevano scorgere Chanel, Picasso e Orwell (impiegato lì come lavapiatti), nei Jardin des Tuileries, testimoni del patto tra Jean Paul Sarte e Simon de Beauvoir per essere una coppia aperta per due anni e di molti altri artisti con altrettanti altri luoghi diventati simbolo di trasgressione e fervore intellettuale.

Giuseppe Scaraffia ci regala un quadro vivido e affascinante della città, un mosaico di fotogrammi delle vite dei più giovani e innovativi artisti del tempo, nelle cui esistenze si intrecciano vizi, perversione e genialità. Con sguardo disincantato e malizioso, Scaraffia ci regala una prospettiva del tutto diversa e ci prende per mano lungo i viali della Rive Droite, centro inaspettato della cultura francese, e non solo, tra le due guerre mondiali.
Una teoria che Scaraffia argomenta con grande dovizia di particolari e cura, una ricerca approfondita delle fonti e delle biografie degli artisti citati, una narrazione evocativa e suggestiva, capace di trasportare il lettore nelle vie parigine, di farlo "spiare" nelle vite di artisti, letterati e intellettuali del tempo, restituendo un quadro affascinante della Rive Droite e di Parigi, "l'unica città in cui valeva la pena di vivere". Questa brillante ricostruzione è però venata da una sottile malinconia, da una nube che incombe sulle luci della città, come si cita nello stesso romanzo "solo i più pessimisti si accorsero che quella che sembrava un'alba magnifica era in realtà un meraviglioso tramonto". E così tutto l'entusiasmo e il fermento di quegli anni viene inghiottito in un batter d'occhio dalla guerra che distruggerà ogni cosa.

Approfondimento
L'altra metà di Parigi è un romanzo ricco di riferimenti letterari che potrebbe risultare di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. In realtà non è necessario essere esperti di letteratura francese per apprezzare questo testo: le pagine catturano il lettore, lo trascinano quasi con forza in un'altra epoca e in un'altra città, permettendogli di "toccare con mano" i grandi artisti e intellettuali che vivevano a Parigi negli anni fra le due guerre: uomini e donne come noi, con i loro sogni, i loro colpi di genio, i loro talenti, le loro ambizioni, ma anche con i vizi e i difetti di ogni essere umano. Ecco allora che Scaraffia ci regala una chiave di lettura del tutto inedita e originale per poter interpretare un ben preciso quadro storico e intellettuale, per vedere con occhi diversi Parigi, non solo la città dell'amore per eccellenza, ma un fitto reticolo di relazioni e rapporti umani teso a formare la grande ragnatela culturale e intellettuale europea.

Ilaria Zapponi

Recensione di L’altra metà di Parigi di Giuseppe Scaraffia

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