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Recensione di La gente non esiste di Paolo Zardi

Creato il 11 settembre 2019 da Leggere A Colori @leggereacolori
Recensione di La gente non esiste di Paolo Zardi


Titolo: La gente non esiste

Autore: Paolo Zardi
Pubblicato: Marzo 2019 da Neo Edizioni
Genere: Narrativa Collana: Iena
Formato: Brossura, eBook Pagine: 207
Recensione di La gente non esiste di Paolo Zardi

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Recensione di La gente non esiste di Paolo Zardi

Estati roventi, vacanze sempre uguali, interminabili riunioni di condominio, l'Alzheimer del vecchio padre, botole, ricordi, istanti sospesi tra sogni e realtà. L'omosessualità, la fine di un amore, una malattia all'ultimo stadio, dubbi, angosce, dolori.

Sono flash, ricordi, scoloriti pezzi di vita che scorrono come su una vecchia pellicola in bianco e nero. E i protagonisti tutti disperatamente soli.
Il tatuatore, il musicista, botole che si aprono sul passato, bare che riaffiorano dalla profondità, la gente del circo, e poi .....lui..lei....sogni, desideri di sogni, di vite diverse, di cambi di rotta.

.....La giovinezza è l'età dell'oro, degli esseri umani, il tempo dell'armonia. Poi io e il corpo abbiamo preso strade diverse e ci siamo in qualche modo separati. Abbiamo continuato a convivere, ma nessuno dei due pareva riconoscere dignità all'altro...

dice amaramente il protagonista di Corpi.

Approfondimento

Pochi fatti. Determinanti antefatti generano sentimenti, rimpianti, desideri, emozioni, nostalgie. E' la narrazione di un passato doloroso, faticoso, nostalgico, che riemerge attraverso flash, lampi di luce.

I protagonisti dei racconti sono per lo più quarantenni, donne e uomini, impelagati in storie logorate dal tempo, stremate e soffocanti. Ma anche vecchi, padri o madri, parcheggiati in ospizi o in balia di badanti. Vecchi che vivono un concentrato di tristezza, dai divieti di uscire a quelli di mangiare cibi diversi da pastine, brodini, riso, verdurine.

"La solitudine è il campo da gioco di Satana".

La protagonista di Un sogno, giovane madre affetta da un cancro nella fase terminale, chiede disperatamente allo scrittore di salvarla, di escogitare un finale in cui lei, protagonista, si salva per un intervento magico, un 'inaspettata soluzione salvifica. La speranza è l'ultima a morire.

L'avere nessuna voce in capitolo sul procedere della propria vita è angosciante. Sperare in una soluzione positiva, sia anche soprannaturale, è l'unica possibilità data all'uomo, l'unico oppio che l'individuo, stretto all'angolo dalla vita, può assumere.

L'ultimo amore di Aristotele, celebra il desiderio, un desiderio non finito, diventato così grande da non poter accettare di essere sminuito dal suo farsi carne nonostante l'età ...... Ho lasciato che l'amore mi travolgesse e sono andato a fondo...... dice tristemente il protagonista, ritratto in una posa sconveniente, mentre nudo, legato con delle manette ad un letto, viene cavalcato da una giovanissima amazzone che brandisce una frusta. Lui, poco più che sessantenne, temuto professore della facoltà di matematica, immortalato mentre esprime la sua sensualità.

I suoi studenti , e non solo loro, ridono di lui, infiammato dall'amore a quell'età. Se fossero state foto di un professore giovane, intento a soddisfare tutte le fantasie più sfrenate, non lo avrebbero apertamente dileggiato. Ma è vecchio e non può consentirsi esperimenti sessuali non convenzionali. Appare ridicolo, un vecchio non può permettersi performance alternative, irruenze sessuali sfrenate. ..Ogni amore è ridicolo se lo guardi dal di fuori... e quindi sì, è ridicolo anche il suo. Ha perso la famiglia, distrutta dallo scandalo, la moglie, i figli, l'Università nelle cui aule non può entrate senza suscitare ilarità.

L'ultimo amore di Aristotele appare la più autentica riflessione sulle azioni e passioni umane, sulla ineluttabilità di un amore che, pur sbaragliando la famiglia, i valori, il lavoro, la credibilità, dà una gioia, una felicità esagerata , un amore per niente al mondo rinunciabile.

Paolo Zardi, in offre una versione autunnale e mesta della vita. Una vita non ancora finita, certo, ma giunta già ad un tardo pomeriggio, al tempo di una partita a carte, di un giro di valzer, del racconto di una lontana storia d'amore. I personaggi, quasi tutti simili, hanno nemici interiori che impediscono loro di agire, di vivere come vorrebbero, di realizzare i propri desideri. Il lettore ha l'impressione, man mano che procede nella lettura, di trovarsi di fronte lo stesso protagonista, maschio o femmina che sia, afflitto da insicurezze, dubbi, disistima di sé, paura, fragilità.

Chi è Paolo Zardi

Recensione di La gente non esiste di Paolo Zardi

Ingegnere padovano, ha esordito nel 2008 con un racconto nell'antologia Giovani cosmetici. Per Neo. Edizioni ha pubblicato tra l'altro il romanzo XXI secolo, finalista nel 2015 al premio Strega. Suoi racconti sono apparsi in numerose antologie, tradotti e pubblicati negli Stati Uniti. Suoi romanzi sono stati pubblicati da Feltrinelli.


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