Recensione di Shantaram di Gregory D. Roberts

Creato il 31 luglio 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori

5 Flares 5 Flares × ShantaramGregory D. Roberts
Pubblicato daNeri Pozza
Data pubblicazione in Italia:
Formato:
Collana:Le tavole d'oro
Genere:Autobiografico
Pagine:
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La trama:

Greg Roberts è un giovane australiano condannato a 19 anni di carcere per rapina. Ma non ha intenzione di passare la sua vita dietro le sbarre: riesce ad evadere e a rifugiarsi in India, dove il mondo, a suo modo, gli sorriderà.

So cosa state pensando di Shantaram: “Oddio! 1177 pagine! Non lo comincio neanche, che tanto è un pacco che non finisce più!” Falso! Non fatevi spaventare dalla mole di pagine che vi ritroverete fra le mani! Scorrono molto più velocemente di quanto vi aspettereste. Se proprio non volete rischiare il trauma cranico in caso di cedimento delle braccia, affidatevi alla tecnologia e comprate l’e-book. Qualunque sarà la vostra scelta, vi assicuro che non ve ne pentirete.

Detto questo, possiamo concentrarci sulla ricerca del perché vale la pena passare un discreto numero di ore su Shantaram, malloppo di fogli colossale. È molto semplice: avete presente quella voglia che sale ogni tanto di andare all’avventura, di fare la valigia, e prendere un aereo per il primo paese che capita? Ecco, qui succede esattamente questo: aprite la prima pagina e siete in India, a Bombay, immersi nel caos primordiale di clacson, grida, rumori indecifrati e zaffate di spezie. Scendiamo da un bus e siamo circondati da guide turistiche del luogo, per lo più uomini alla ricerca di occidentali da portare in giro per recuperare qualche rupia. Questo è quello che vede Greg, ma non sa che è solo all’inizio di una serie di eventi che sveleranno a lui (ma soprattutto a noi) delle grandi lezioni di vita.

Greg è un ricercato di una prigione di massima sicurezza australiana, evaso grazie al suo ingegno e a molta fortuna. Si nasconde nella terra dei canguri per un discreto lasso di tempo, ma riesce ad andarsene, e va a finire in India. Qui ci rimane a lungo, entra a far parte della mafia locale, grazie alla quale viaggia in otto paesi differenti, ogni volta con una diversa identità, recita in un film di Bollywood, impara tutte le arti della falsificazione e del riciclo di denaro e partecipa anche a due guerre. Ma la cosa migliore che fa nella sua vita è vivere come un vero indiano: leggendo le parole di Greg entriamo per davvero in questo mondo magico, che nessun occidentale può veramente capire se continua a ragionare secondo i propri canoni. Addentrandoci in questo libro dobbiamo abbandonarci alle parole e alle nuove leggi con cui verremo in contatto, senza metterle in discussione o classificarle come inferiori. Sono solo diverse.

Quando arrivi alla fine di Shantaram non ne esci come al solito, distrutto perché un altro mondo è finito ed è ora di farsi forza per l’ennesima volta, aprire una nuova copertina e prendere un altro treno, che ci metterà come sempre un po’ prima di partire. Qui arrivi all’ultima pagina e capisci di aver compiuto un viaggio vero, che ti ha cambiato; non sei più la persona che ha letto il titolo sullo scaffale, ma ti ritrovi nelle vene dei pensieri che non avresti mai creduto un giorno di poter avere: cedere il posto a un anziano su un mezzo pubblico è riprovevole, lanciare a terra dei rifiuti salva delle vite, fare la doccia 3 volte al giorno quando si ha una cisterna sul tetto di un hotel a 10 piani riempita a mano è il più bel regalo che si può fare ai due uomini che la riempiono. Impari che a volte si deve fare “la cosa sbagliata per un motivo giusto”. E non opponi resistenza a questa verità.



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