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Recensione: Dodici Lumache e una Banana Split - Matteo Monforte

Creato il 25 marzo 2020 da Roryone @colorelibri

DODICI LUMACHE E UNA BANANA SPLIT
Recensione: Dodici Lumache e una Banana Split - Matteo Monfortedi Matteo Monforte
Prezzo: € 14,90 |Ebook: € 1,03 |Pagine: 171 | Genere: Noir ironico |Editore: Fratelli Frilli 
Data di pubblicazione: 23 Marzo 2020
Trama

Martino Rebowsky è uno dei dodici uomini più felici sulla faccia della terra. Ormai sempre più grasso, più misogino, più pigro, più strafatto, più allo sbando e più rock ’n’ roll, passa le sue giornate a dormire e a guardare serie tv su Netflix, mentre di notte – come un moderno guru della Genova by night – va in giro a filosofeggiare per i locali del centro storico o a suonare la sua tromba nei peggiori club della città. Ma qualcosa sta per cambiare. Quando improvvisamente sparisce nel nulla Bianca, una delle spogliarelliste del Perciò, gli equilibri zen della sua vita sballano radicalmente. Rebowsky, assoldato da Lele “il fighetto”, proprietario del night, dovrà cercare la ragazza scomparsa e farlo alla svelta; Lele non vuole sbirri tra i piedi, quindi, in cambio di una discreta somma di grano, dovrà trovare Bianca senza fare troppo chiasso in giro. Aiutato come sempre dalla sua amica Marilù – ricca e naïf – Martino, improvvisandosi maldestramente investigatore privato, si troverà improvvisamente catapultato in una surreale e bizzarra indagine, contornata da folli nottate, Porsche fiammanti, musicisti ossessivo compulsivi, hipster vegani, provocanti spogliarelliste, fotografi radical-chic, incensisti senza capo né coda, grassi finanzieri corrotti e artisti maledetti. Ma che fine ha fatto, davvero, Bianca? E di chi è quel cadavere trovato in mare, domenica 12 maggio?

 
 IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Te lo ricordi Martino Rebowsky? Quello alto 1 metro e novanta, ciccione, che suona la tromba e si sfascia tutte le sere tra alcool droga e donne? Si dai, quello che gira in scooter , che si crede un figo e che si trova sempre in qualche strano guaio? Oh madonna, Martino Rebowsky, quello che odia l'arte moderna e non chiama mai sua mamma. Ecco lui. E' tornato come protagonista del nuovo libro di Matteo Monforte, e io ne sono entusiasta.
La trama è originale, ironica e coinvolgente, e il protagonista è più dissacrante che mai.
Martino Rebowsky suona al Perciò, un locale di spogliarelliste che frequenta abitualmente tanto da essere amico non solo di Lele, il  proprietario, ma di tutto lo staff.
Un giorno Bianca, una spogliarellista del sopracitato locale, scompare senza lasciare traccia, e il proprietario del Perciò chiede aiuto a Martino per poterla ritrovare.
Rebowsky, insieme alla sua amica inseparabile Marilù,  inizia una strampalata indagine che lo porterà a una sorprendente verità.Il personaggio principale Martino Rebowsky ha un carisma e un fascino che riesce a conquistare anche il lettore più esigente.
E' misogino, alcolizzato, fuma marijuana come se non ci fosse un domani, mangia qualsiasi tipo di schifezze a qualsiasi ora, è un frequentatore accanito di donnine allegre e quando riesce a rimorchiare preferisce le belle tardone.
Insomma un antieroe dei nostri tempi che riesce a suscitare simpatia sin dalla prima riga.
Ottimamente caratterizzato, sia psicologicamente che caratterialmente, dopo qualche pagina sembra quasi di averlo avuto sempre come amico.
Marilù è la sua amica del cuore, chiacchierona e frequentatrice della Genova bene, sempre in contrasto con Rebowsky che spesso la prende in giro, ma non può fare a meno di lei.
Ben caratterizzata e descritta, sprizza simpatia da tutti i pori.
La scrittura è scorrevole, godibile e ritmata, lo stile chiaro, ironico e sarcastico.
Ottimo uso dello show don't tell che regala un bel ritmo al racconto con dialoghi verosimili che danno tridimensionalità ai personaggi.
Bella l'ambientazione, ben descritta e visibile, fa venire voglia di andare a Genova a cercare i locali citati nel romanzo che fanno da perfetta cornice al racconto.
Finale con un piccolo colpo di scena.
Trovo che il titolo del libro "Dodici Lumache e una Banana Split" sia davvero geniale, come del resto penso che lo sia tutto il romanzo.
Un libro che come il precedente (La Vanità dei Pesci Pulitori) ho letto tutto di un fiato, facendo le ore piccole e ridendo come una matta mentre i miei familiari dormivano.
Avendo avuto il piacere di leggerlo in anteprima, purtroppo non ho ancora il cartaceo che presto mi procurerò, poiché questo libro esplosivo sarà esposto, come l'altro, nello scaffale dei Cult.
Vi confesso che passati due giorni dalla fine della lettura, non ho resistito e l'ho letto una seconda volta e non vedo l'ora che Matteo Monforte scriva la terza indagine del fantastico Rebowsky per il quale ho perso letteralmente la testa.
In questo periodo in cui dobbiamo stare a casa e siamo circondati da eventi purtroppo infausti, Dodici Lumache e una Banana Split è un ottimo antidoto alla tristezza, alla depressione e alla sensazione di clausura che ci attanaglia da giorni.
Da leggere in ogni stagione, ingurgitando panini salsiccia e broccoli o ingozzandosi di merendine e in ogni caso, innaffiando il tutto con qualsiasi cosa sia alcolico.
Consigliatissimo a tutti, ma proprio a tutti, poiché ridere alza le difese immunitarie e alleggerisce gli animi cupi.
Sinceramente cinque stelle per questo libro mi sembrano davvero poche, e non avendo la possibilità di aggiungerne due a mio piacimento, ho trovato questa soluzione:
Recensione: Dodici Lumache e una Banana Split - Matteo MonforteE lode, con bacio accademico
Recensione: Dodici Lumache e una Banana Split - Matteo Monforte

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