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Recensione "Dove la storia finisce" di Alessandro Piperno - Mondadori

Creato il 10 novembre 2016 da Laura Failla @LaLibridinosa
Recensione Matteo Zevi è sul volo di linea che da Los Angeles lo sta riportando in patria. È dovuto scappare molti anni prima, per debiti, abbandonando dall'oggi al domani i membri della sua famiglia. Su di loro, adesso, il suo ritorno incombe come una calamità persino peggiore di quelle seguite all'improvvisa fuga. Durante l'assenza di Matteo, infatti, ciascuno ha avuto modo di costruirsi un equilibrio apparentemente solido. Giorgio – primogenito settario, ambizioso e intraprendente – ha aperto l'Orient Express, un locale panasiatico che va per la maggiore, ed è in riluttante attesa di un figlio; Martina, che alla partenza del padre aveva solo nove anni, sconta un precoce matrimonio borghese con turbamenti affettivi e sessuali a dir poco sconvenienti; solo Federica, la seconda moglie che non ha mai smesso di attenderlo, sogna una nuova armonia familiare per la quale è disposta a tutto, mentre Matteo, attratto dalle suggestioni del patriarcato, ritrova vecchi amici e piaceri dimenticati in una Roma deturpata e bellissima. Sono tutti talmente presi da se stessi che quando la Storia irrompe brutalmente nella loro vita li coglie vulnerabili e impreparati. Ognuno è chiamato a fare i conti con il passato e con le incognite di un mondo che appare sempre più sinistro e imponderabile. Ecco allora che la storia finisce dove la Storia incomincia. A quattro anni dalla saga dei Pontecorvo (Persecuzione e Inseparabili, premio Strega 2012), a undici dal fortunato esordio (Con le peggiori intenzioni), Piperno dà di nuovo voce ai silenzi familiari, alle ipocrisie sociali, alle ambizioni ferite. Scritto in una lingua limpida e mirabile, che mescola senza soluzione di continuità commedia, tragedia, farsa e parodia, Dove la storia finisce è un romanzo che sa unire la felicità del racconto della vita di una famiglia alla capacità, propria delle opere più grandi, di cogliere tensioni, paure, drammi e speranze di un'intera epoca.
Titolo: Dove la storia finisceAutore: Alessandro PipernoEditore: MondadoriData di pubblicazione: 4 ottobre 2016Pagine: 277
Trama: 2  Personaggi: 2  Stile: 4  Copertina: 4 


Recensione

Recensione
Sapete qual è la cosa bella di questo libro? Che ho risparmiato 20 euro ripiegando su un e-book preso in prestito grazie ad Mlol!
E pensare che questo libro mi intrigava tanto e quando sono entrata in libreria l'ho preso, posato, ripreso e alla fine ho desistito proprio a causa del prezzo rapportato all'esiguo numero di pagine (mi sa che prima o poi io e Laura 2.0 ci faremo una chiacchiera sui prezzi dei libri).
Avevo aspettative alte per quanto riguarda questo romanzo, con quella sinossi che mi faceva immaginare chissà che intrecci e che risvolti. E dopo la recensione della mia omonima, che di tal romanzo è stata anche entusiasta, le mie attese erano ancora aumentate!
Invece, a differenza sua, io questo romanzo non sono riuscita ad apprezzarlo o, forse, non l'ho capito.
Mi è sembrato tutto un grande bailamme di personaggi che vagano da una parte all'altra della storia con, al centro, quasi fosse il nucleo portante, Matteo Zevi. Un uomo che nella sua vita ne ha fatte di cotte e di crude, che ha mollato mogli e figli in giro per il mondo e che, a distanza di quindici anni dalla sua fuga, torna in Italia, da quella moglie abbandonata in fretta e furia e da quei figli che, nel frattempo, sono diventati adulti.
E torna quasi fosse l'eroe che rientra in patria, accolto dalla moglie abbandonata e pronta a raccoglierlo nel talamo e nella vita.
Non saprei dirvi di preciso cosa non abbia funzionato tra me e questo romanzo. Perché è indubbio che Piperno abbia uno stile a volte arzigogolato, ma pieno e interessante. Probabilmente sono i personaggi che non sono riusciti a conquistarmi.
Mi sono sentita come la spettatrice di uno spettacolo che, per vari motivi, perde delle scene e non riesce mai ad entrare in sintonia con i protagonisti.
Nessuno di loro ha conquistato un pezzetto del mio cuore, nessuno è riuscito a farmi provare simpatia.
E anche a fronte di un finale inaspettato e, forse, scioccante, il mio giudizio su questo romanzo non cambia, perché neanche questa piccola chicca è riuscita a farvi propendere per un giudizio positivo.
Recensione

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