Recensione .... E ora parliamo di Kevin - Il film

Creato il 17 febbraio 2012 da Mik_94


Ciaoa tutti ! Vi parlo ,quest'oggi , di un romanzo che è statorecentemente ripubblicato dalla “ Piemme Bestseller” . Un libroferoce e controverso , ma anche venato di dolce speranza .Con unprotagonista ipnotico ed inquietante , il romanzo è diventato unfilm osannato dalla critica e dal pubblico ; il 17 Gennaio , con laLucky Red , approderà nelle sale italiane . Sto parlando di “ …E ora parliamo di Kevin”. Vi lascio con la scheda del romanzo e conuna breve recensione del film , che ho potuto visionare in linguaoriginale. A presto !Titolo: E ora parliamoAutore:Lionel ShriverEditore:PiemmeNumerodi pagine: 476Prezzo: € 12,00Sinossi:A 16 anni, Kevin ha preso l'arco con cui si esercitava da tempo e haucciso sistematicamente, nella palestra della scuola che frequentava,sette compagni e l'insegnante di algebra. Uccidere, nella sua logicadistorta, era il mezzo per uscire dalla massa indistinta e diventareprotagonista. E ora lo è, nel carcere minorile in cui è rinchiuso,temuto e rispettato dagli altri giovani reclusi. A raccontarcelo èla madre, Eva Katchadourian, newyorkese di successo, in una serie dilettere al marito assente. Attraverso le sue parole si snoda lastoria della famiglia e dei suoi componenti: Eva, con il suo rapportoambivalente nei confronti della maternità, il marito Frank, semprepronto a giustificare il figlio in totale contrasto con lei, e lostesso Kevin, un piccolo genio del male da quando ha aperto gli occhisul mondo. Lettera dopo lettera, è un susseguirsi di fatti e diepisodi che scavano nella vita familiare e ci restituiscono un quadrolacerante, sofferto, filtrato dalla lucida intelligenza e dallaprofonda umanità di Eva, che non smette di chiedersi se non siaanche sua, e del rapporto di malcelata ostilità con il figlio, lacolpa di quanto è successo.
Larecensione del film Sesapessi che tuo figlio è un mostro , riusciresti ad amarlo ? Sesapessi che nei suoi occhi scuri si nasconde la lucida ferocia di unassassino , riusciresti a guardarlo in faccia con lo stesso amoreincondizionato ?Sonoqueste le domande che “ E ora parliamo di Kevin” pone allospettatore . La storia , basata sul bestseller di Lionel Shriver , èil dettagliato resoconto di una tragedia urbana . Un raccontodell'orrore sorretto dalla superba interpretazione di una TildaSwinton algida, fragile e accattivante . Immediatamentela pellicola colpisce per l'originalità della struttura . Passato epresente si alternano in una serie di flashback confusi edevanescenti , mescolando la rabbia, l' orrore e il sapore dolce-amarodei ricordi . Assistiamo, così , alla storia della famiglia Khatchadourian ; una storia diamore, nascite , cambiamenti e neri segreti . La storia di unatragedia annunciata .La storia di una madre che convive tacitamentecon l'odio verso suo figlio e con la più distruttiva delleconsapevolezze. Annaè al centro di una dolce storia d'amore . E' innamorata di suomarito e , per lei , la sua improvvisa gravidanza è un regalo delcielo. E' una donna, è una madre … ha tanto amore da dare .Sinda bambino, però, Kevin - il suo primogenito - si dimostra unbambino infido e malevolo . Lei , al contrario del marito , nonriesce ad amarlo e convive per sedici anni con il suo senso di colpa.Crededi non essere un buon genitore , di soffrire ancora dei preoccupantipostumi della sindrome post parto . Invece il suo istinto di donnanon la inganna . C 'è qualcosa di malvagio in suo figlio . Qualcosadi cui parlare con qualcun altro. Quandoarriva la chiamata della polizia , è troppo tardi .E'accaduto l'inevitabile . Vite spezzate , una famiglia che si sgretola, cuori infranti e lacrime amare. Un frammento di realtà proiettatosullo schermo di una buia sala cinematografica .Nonso se lo consiglio o meno . Per me il cinema è evasione , fuga , equesto film non ci lascia nel cuore un lieto fine e sul viso unsorriso compiaciuto .Seppurecon un finale venato di speranza , “ E ora parliamo di Kevin” mostra come spesso la realtà superi l'immaginazione .Sonotante le tragedie simile di cui sentiamo parlare distrattamente altelegiornale ; spesso le consideriamo distanti da noi : notizie vagheprovenienti da realtà diverse dalla nostra. La pellicola siconcentra soprattutto nel mostrarci la carnalità del dolore conimmagini visivamente molto forti .Sceneveloci e opache , sgargianti rosso sangue , una fotografia scarna epriva di qualsiasi fronzolo.Tagliente, forte , cruento. Una dettagliata analisi del dolore ; una provamagistrale e pregevole.Quando“ Omen” e “ Rosemary 's Baby” si colorano di quotidianità...


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