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Recensione: "Edward mani di forbice" - Yesterday, i film cult del (mio) passato - 12 -

Creato il 26 dicembre 2017 da Giuseppe Armellini
Recensione:
Becco Edward per caso l'altro ieri in tv.Eran 25 anni che l'avevo lasciato là, nel suo tetro castello che domina dall'alto un quartiere a lui opposto, ameno, rassicurante, coloratissimo che sembra un Wes Anderson 15 anni prima di Wes Anderson.L'ho ritrovato Edward e in pochi minuti m'è sembrato che quei 25 anni di distanza non esistessero, chè il suo volto chissà quante volte l'ho visto ancora, chè la sua iconicità mai se n'è andata, che il suo nome, Edward, quasi sempre, a tutti noi, ci fa attaccar dietro "mani di forbice", anche se poi non s'è mai capito se questo fosse uno sbagliato plurale o un consapevole singolare.Avevo 15 anni allora, l'età perfetta per capire già tanto di questo film che ha così tanto da far capire e anche quella per iniziare a rendersi conto che le fiabe son mica tutte belle, son mica evvisserotuttifeliciecontenti, ma possono esser nere, posson essere drammatiche.Recensione:
Specie se dietro a queste fiabe c'è una delle menti più pazze e geniali di questo nostro pazzo e geniale mondo del cinema, quel Tim Burton che è stato capace, come pochi registi sanno esserne capaci, di creare un immaginario talmente peculiare, talmente personale, talmente potente che di loro prende anche il nome, burtoniano già.Ed è questo forse il film che ha regalato al mondo tutto il suo gotico, malinconico e tetro splendore, che lo splendore può esser anche di luce nerissima, lo si sa, ed è con questo film che Burton si è palesato completamente a noi.Perchè qui, in Edward, ci sarà in nuce tutto quello che poi Burton userà e svilupperà nei suoi film successivi, come fosse il suo grande lago delle idee dove pescar acqua per i laghi a venire.
Vedi Edward e vedi Nightmare before christmas (che se non sarà formalmente di Burton a lui lo si deve), vedi Sleepy Hollow, vedi Big Fish con quell'alternanza tra pastelli e neri, commedia e tragedia, sole e gotico, vedi tutto Burton prima dell'altro Burton.E vedi un attore che praticamente da lì cominciò a metter maschere a coprire un volto tanto bello quanto maledetto, quel Depp che allora quasi tutti pronunciavamo "dip", quasi a voler far vedere che loro, noi, l'inglese lo sapevamo.Col cazzo che lo sapevamo.E c'è anche una Winona 19enne, una Winona che, nel film, ballerà sotto la neve felice, mangiandosela quasi, come fece la superba Geum-ja in Lady Vendetta.

"Eat white Winona, eat white"Recensione:
Ma cos'è Edward?E' un film dalla sceneggiatura quasi basica, meno intrecci che nei capelli di un bambino, una sceneggiatura lineare che però va in profondità, giù giù giù.E racconta in un modo sublime del diverso, di quello additato da tutti, di quello che passa da un secondo all'altro dall'esser fenomeno da baraccone a persona cui voler bene, così, a seconda di come gira in quel momento a noi persone normali, noi vestiti di celeste, giallo e rosa, noi coi pratini fatti, i barbecue impeccabili e un telefono dove dir merda di questo e dell'altro.Edward è diverso, è nero, triste, tagliuzzato, incapace di distinguere il bene e il male ma, chissà perchè, quando qualcuno è ancora incapace di distinguere il bene o il male tante volte sceglie per il bene, come se il male, ahimè, sia un upgrade, qualcosa che si acquisisce dopo.Ma Edward non è solo un diverso, è persino un forestiero, non uno di noi, non uno dei nostri figli. E quindi ha il fascino del forestiero, quell'appeal di qualcosa che di solito da queste parti mica si vede. Poi però quando ci sarà un problema, quando ci sarà uno scandalo la colpa è sempre la loro, di quelli venuti da fuori, mai la nostra, macchè.Tutti usano Edward, tutti lo vogliono, lui e le sue mani di forbice capaci di mirabilie, capaci di creare bellezza e vanità.Ma il destino de "l'altro", di quello che non è "noi", è sempre quello di esser appeso a un filo, sempre in bilico, sempre pronto ad esser ripudiato.Ho amato da morire la scena in cui Edward e Kim si guardano negli occhi senza guardarsi negli occhi, una a casa e l'altro in tv, bellissima.Ho amato Alan Arkin, ho amato il poliziotto buono che spara e dice "scappa ragazzo", la sciantosa casalinga che poi si rivelerà la prima delle iene, la prima ipocrita tra gli ipocriti, la scena in cui lui, come bambino, le dice "perchè me lo hai chiesto tu".Ho amato Depp e Price, padre e figlio, Frankenstein e Creatura.Un padre che morirà appena prima di completarlo.Già, perchè, come la vedete la vedete, credo che Edward non sia un film sul diverso, sull'amicizia o sull'handicap.Ma qualcos'altro.Recensione:
Lui salva il bambino dall'essere investito.Per accarezzarlo lo ferisce.Edward è questo.Edward è tutte quelle persone che anche quando vogliono far bene, quando vogliono accarezzare, non riescono a non ferire.Tutte quelle persone che al posto della mani hanno forbici e, in maniera maldestra, non possono far altro che tagliare.Ma è importante che nella nostra vita sappiamo riconoscere chi odia possedere quelle mani di forbici e chi, invece, in maniera del tutto consapevole e cattiva, quelle forbici ama averle ed usarle.Nella vita dobbiamo saper distinguere tra gli Edward e i Freddy Krueger.E scappare dai secondi come si scappa da un incubo (del resto negli incubi si annida Freddy).Mentre con i primi bisogna aver pazienza.Ed aiutarli, se possibile, a riscoprire, ritrovare o creare ex novo delle mani umane, umane in ogni senso, delle mani che possano rappresentare, a differenza delle forbici, quello che loro in realtà hanno dentro.E non saremo solo noi quelli che godranno, così, delle loro carezze.Ma saranno loro stessi, sopra tutti, a beneficiarne, saranno loro stessi, sopra tutti, a scoprire sensazioni nuove, saranno loro stessi, sopra tutti, a provare la meravigliosa sensazione di un polpastrello che accarezza un viso.



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