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Recensione “fiore di poesia 1951 – 1997” di alda merini

Creato il 30 ottobre 2017 da Francesca Ghiribelli @fraghi88

RECENSIONE “FIORE DI POESIA 1951 – 1997” DI ALDA MERINI
Curatore: M. Corti
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Poesia
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XXII-246 p.
EAN: 9788806219444
SINOSSI
Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. Ma i versi della poetessa si aprono a feconde contraddizioni e nel momento stesso in cui articolano la loro poetica del dolore dichiarano un senso panico della vita che ha gli accenti di una felicità sensuale, ingorda di erotismo, di ritmi terrestri e ritmi cosmici.
RECENSIONE
Una raccolta composta da sorprendenti inediti e famosi componimenti partoriti da un’autrice meravigliosa come la Merini. Una celestiale luce fa da ombra fra le righe e l’ombra fa da straordinario sole per incantare di poesia le parole. La Terra Santa è il titolo della raccolta che prevale su tutte le altre. Il libro edito Einaudi colleziona tutte le sue opere, anche quelle mai conosciute, esattamente dal 1951 al 1997.
La poetica di Alda non è sempre facile da comprendere, soprattutto per chi non è avvezzo alla lirica: nei suoi versi la forza del suo disperato sentimento echeggia fin dal primo all’ultimo rigo. Qualcosa di onirico nella sua solitudine, nella sua malinconia albeggia senza sosta, ma l’amore per la poetica e la letteratura fanno rinascere la fenice della speranza dalle sue ceneri primordiali. Molti componimenti hanno uno stile aulico e accademico pur provenendo da una semplice passione intrinseca, che è quella della scrittura.
Si percepisce quanto la Merini sia diventata famosa poetessa per la sua curiosa vocazione alla lettura, nel ricercare in ogni personaggio citato o situazione descritta l’autenticità della nozione, ma soprattutto regalando ad ogni soggetto il suo personale tocco di sensibile e attenta osservatrice. La sua poesia osserva, ride, piange e grida l’abominio della follia, che lei stessa fa diventare bacchetta magica per rendere ancor più incantevole la sua arte scritturale.
RECENSIONE “FIORE DI POESIA 1951 – 1997” DI ALDA MERINIFRANCESCA GHIRIBELLI

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