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Recensione: Giro di vite

Creato il 30 ottobre 2017 da Chaneltp @CryCalva
Buon pomeriggio carissimi lettori ^^ Come procedono le vostre letture/acquisti? Io penso passerò in libreria nel fine settimana per comprare qualche romanzo breve come il prossimo di cui vi parlo :P
GIRO DI VITE undefined Newton Compton | 160 pp. | €3,90
I protagonisti del più famoso racconto nero di Henry James sono due bambini, Flora e Miles, perseguitati ma anche attratti dai fantasmi di due personaggi che in vita condividevano le loro giornate. Come in tutti i racconti di James, però, vero protagonista è anche la cupa, minacciosa atmosfera, piena di oscuri presagi, che incombe su paesaggi e persone. Una storia nella più stretta tradizione gotica, tra sovrannaturale e realtà, scritta da un grande narratore dell’Ottocento.
Recensione: Giro di vite
"Giro di Vite" è un romanzo senza via di uscita.  Risultati immagini per Suspense 1961
Si resta intrappolati a Bly, nella antica dimora di campagna, senza sapere quale strada intraprendere, dietro quale porta si possa celare e svelare a noi la verità. Ma esiste una verità unica ed assoluta?  Sembra proprio che James abbia deciso di toglierci questo lusso lasciandoci in balia di domande senza risposte. Quale è la vera versione della storia? Non c'è nessun punto di riferimento, a ognuno il compito di trovare il proprio punto fermo. La storia infatti si apre a tre, se non di più, possibili interpretazioni...ma andiamo con ordine.  La protagonista è Miss Giddens, una giovane istitutrice, che viene incaricata di occuparsi di due giovani orfani, Flora e Miles, su richiesta dello zio (troppo impegnato per occuparsi di loro) il quale tuttavia le fa una richiesta singolare: non dovrà mai rivolgersi a lui, disturbarlo o nuocerlo per nessun tipo di problema. Come riuscire quindi a non tradire una tale fiducia? Orgogliosa di tale comportamento, l'istitutrice nonostante qualche titubanza iniziale decide di mettersi in viaggio, pronta a dedicarsi a tempo pieno ai due bambini. D'altronde cosa potrebbe succedere? E una volta arrivata non può che congratularsi con se stessa: i bambini sembrano essere dotati di una bellezza e una intelligenza eterea, quasi ipnotizzante, le giornate passano tranquille e si respira un'aria di armonia. Destinata ad infrangersi.  La prima crepa di questo sogno idilliaco appare in un tardo pomeriggio d'estate: la donna infatti si accorge che un uomo la sta fissando dall'alto di una torre della dimora. Chi è? Come mai nessuno ne ha mai parlato? Forse un vagabondo? Forse uno straniero di passaggio? Ma la signora Grose, la governante, le racconta tutta un'altra storia. Da questo momento in poi si cade in un precipizio senza fine, senza appigli, quasi un gioco infernale, un vortice di presenze misteriose e premonizioni demoniache. Quell'uomo infatti corrisponde alla descrizione di un vecchio domestico, Peter Quint, che sembra nascondere ben più di un segreto. Ma non è il solo. Un'altra figura appare all'istitutrice nei giorni successivi: Miss Jessel, la precedente incaricata del suo stesso lavoro. 
"Lo so, mi sto comportando come una pazza, ed è un miracolo che non lo sia davvero. Quello che ho visto io, vi avrebbe fatta impazzire, ma ha reso me soltanto più lucida, mi ha fatto comprendere molte altre cose"
A questo punto, tutto sembra assumere sfaccettature oniriche. Ma si tratta di un incubo. Sembra davvero che queste due figure siano interessate soprattutto ai due bambini. Quale pericolo incombente stanno per affrontare? Eppure quelle angeliche creature, Flora e Miles, sembrano essere consci della situazione, anzi sembrano voler far finta di nulla, nascondersi. Così inizia una lotta senza fine contro il "male", raffigurato dai volti di Peter Quint e Miss Jessel. Cosa vogliono? Chi sono? Verso quale destino stanno camminando?   Immagine correlataRisultati immagini per Suspense 1961 Il romanzo si impone alla fine come un vero e proprio romanzo psicologico, portando alla luce paure, ossessioni, incertezze, sino al tragico finale. D'altronde, tutto potrebbe essere chiaro sin dall'inizio: l'espressione "giro di vite” indica l’inasprimento di una situazione drammatica dato dal fatto che ne sono protagonisti due fanciulli e inoltre la vite è metafora di un’ossessione che penetra lentamente e inesorabilmente. Alla fine bisogna chiedersi: è tutta una psicosi dell'istitutrice, un sogno, la realtà? Assistiamo a un delirante perdersi della razionalità e della mente di Miss Giddens? A voi la risposta.  Pur partendo dal classico racconto gotico dell'Ottocento (sono presenti vari elementi tipici tra cui la descrizione della vecchia dimora, le atmosfere al chiaro di luna, presenza sinistre inspiegabili, un senso di mistero profondo), James crea un vero e piccolo gioiellino della letteratura dando anche un più delineato tono psicologico. Gli stessi personaggi sono creati in maniera sapiente. Miss Giddens potrebbe essere scambiata per una donna soggiogata dalla paura e contemporaneamente in preda alla follia estrema. Miss Grose, la governante, sembra sempre tacere qualcosa, non del tutto sincera, non del tutto esposta ai nostri occhi. I due bambini invece sono belli, intelligenti, dotati di un'aria suprema, ma tutto questo li rende poco reali, più sinistri, quasi due bambole di cera con cui creare un dialogo a doppio senso sembra impossibile. Alla fine della lettura del romanzo, al di là delle possibili interpretazioni, quello che ho provato è stato di essere stato ingannato: tutta la verità rimane nascosta sotto un velo, tutti i misteri rimangono irrisolti e non parlo della semplice ghost story. Ci sono molte allusioni nel romanzo, e a una seconda lettura ne risalterebbe di più all'occhio, a eventi del passato, a rapporti ambigui, traumi, segreti, relazioni mal giudicate, libertà da condannare. Ma non sapremo mai nulla. E forse è proprio questo il bello del romanzo: il DUBBIO che rimane. 
PS: le immagini sono tratte dal film "Suspense" del 1961, tratto da questo romanzo. 
Recensione: Giro di vite
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