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[ RECENSIONE ] I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande | Garzanti

Creato il 29 gennaio 2020 da Cristina @LeggereShh
[ RECENSIONE ] I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande | GarzantiI BAMBINI DI SVEVIA di Romina CasagrandePrezzo: 18.60€ | Pagine: 392
Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall'ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: ?Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all'amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.[ RECENSIONE ] I BAMBINI DI SVEVIA di Romina Casagrande | GarzantiChi erano i bambini di Svevia? Bambini e bambine che per secoli e sino al tramonto della seconda guerra mondiale venivano venduti dalle loro stesse famiglie condotte allo stremo di una situazione economica difficile da affrontare con più bocche da sfamare per lavorare presso le fattorie dell'Alta Svevia. Alcuni fecero ritorno, altri perdevano la strada. Molti sparivano nel nulla, senza lasciare traccia!
Erano bambini che il destino - scritto per mano di quegli stessi adulti che avrebbero dovuto proteggerli - chiamava a crescere troppo in fretta, abbandonando vesti candide ed innocenti, ingenue e spensierate per vestire quelle soffocanti della paura e dell'inganno, del dolore e dell'abbandono. Erano soli, isolati e privi di protezione. I più fortunati riuscivano a trovare una parvenza di temporaneo calore nell'abbraccio sicuro ed incerto di un altro bambino, affidandosi a quel gesto di incondizionato affetto come fosse il bene più prezioso. Questa è anche la storia di Edna e Jacob.  Una storia che si apre al suo lettore a piccoli passi come sono stati quelli spensierati ed energici di Edna bambina fino ad arrivare a quelli pesanti ed incerti che sarà chiamata a percorrere molti anni più tardi. Un romanzo che ci permette di conoscere una storia che rischiava di essere anch'essa dimenticata, lasciata indietro e sommersa da un presente che dovrebbe fare sempre i conti con quel passato che rischia di ripetersi nel modo peggiore.
I bambini di Svevia si divide su due piani temporali complementari: da una parte impariamo a conoscere (e a rispettare) il passato di Edna, piccola ed innocente creatura venduta dal suo stesso padre al prezzo di un silenzio assordante e di vuote illusioni che faranno a pugni con una raggelante realtà che non tarderà ad arrivare; dall'altra, invece, ritroviamo il presente di Edna che, molti anni più tardi, troverà la forza di affrontare il suo passato ed il dolore di una promessa mai mantenuta. Incantevoli e molto caratteristiche sono le descrizioni che accompagnano Edna ed il lettore lungo un viaggio carico di insidie ed ostacoli, fatto di segreti e mutevoli sentimenti. Sono paesaggi ed emozioni che sembrano quasi prendere vita, diventando sorprendentemente reali ai nostri occhi! Lo stile delicato e diretto di Romina Casagrande avvolge la storia in un caldo abbraccio senza mai prevaricare la sua protagonista, arrivando a plasmarsi al suo volere quasi alla perfezione.
Ho terminato I Bambini di Svevia con le lacrime agli occhi. Non un pianto disperato di quelli che sanno lasciarti senza fiato, ma una crescente sensazione di umana dolcezza che sa muoversi in profondità, toccando le corde giuste senza mai forzare troppo la presa. Un approccio delicato ed intenso, generoso e testardo proprio come la sua protagonista. Ci sono pagine della nostra storia più recente che rischiano di andare perdute per sempre. Per fortuna ci sono scrittori come Romina Casagrande che sanno cogliere quella memoria e trasformarla in un romanzo carico di speranza, dolcezza e promesse da mantenere.

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