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[Recensione] I battiti dell’amore

Da Nientedipersonale

Flint Hopkins è convinto di aver trovato la persona ideale a cui affittare lo spazio sopra il suo studio legale a Minneapolis.

Spera ardentemente che la proposta di Ellen Rodgers vada a buon fine: le sue referenze sono ottime ed è persino di bell'aspetto. Ma quando Flint scopre che la ragazza passa le sue giornate a suonare... tutte le sue attese crollano.

Ellen, infatti, è una terapeuta che usa la musica per aiutare i suoi pazienti. Tamburi, chitarre, persino urli a squarciagola. Flint è sul punto di scriverle una di quelle lettere degne di un avvocato d'assalto come lui, quando si accorge che a suo figlio, Harrison, affetto da una forma di autismo, Ellen sembra piacere molto.

Un padre single non può certo competere con l'allegria contagiosa di una ragazza che suona la chitarra, ammaestra topolini e ha sempre il sorriso stampato sul viso. Purtroppo tende anche a invadere gli spazi di Flint... A sistemargli la cravatta, ad abbottonargli la camicia...

Una cosa è certa: deve starle lontano!

L'amore si presenta sotto tante forme. Anche quella di un'invadente ragazza dai capelli rossi.

Recensione

In casa editrice dovrebbero seriamente rivedere titoli e cover perché con I battiti dell'amore proprio non ci siamo!

È un romance ma non solo. Al suo interno troviamo l'amore, l'amicizia, il desiderio, la morte, la redenzione, la malattia, la dipendenza e si ride. Si ride fino alle lacrime!

Flint è un avvocato con un passato triste e turbolento. Dieci anni prima, ubriaco, ha ucciso la moglie e da allora vive solo per espiare la sua colpa cercando di dare ad Harrison il meglio della vita. Harrison è un ragazzino speciale, con una forma lieve di autismo, ma con un intelligenza fuori dal comune.

I battiti dell'amore, titolo che non c'entra davvero un tubo con la storia, è anche la storia di Ellen. Musicoterapeuta, con dei ratti come animali da compagnia, e con un divorzio doloroso alle spalle.

Non c'è un singolo personaggio che io non abbia amato alla follia. Flint, bello e dannato come solo nei romance possono essere gli uomini, organizzato e con manie ossessive compulsive si vede stravolgere la vita dall'affascinante Ellen che è un vulcano.

Harrison, diretto e conciso. Amanda, licenziata tutti i giorni da Flint, ma ogni giorno dietro alla sua scrivania. Gene, padre di Flint che la sa più lunga del figlio...

Questa non è una storia sull'autismo. È una storia di vita. E nella vita ci sono bambini autistici e genitori che si avventurano in territori inesplorati per dare loro una voce e un futuro. Ogni piccolo è unico. Ogni viaggio richiede una mappa diversa. Questa è una storia fra tante. Un viaggio fra tanti. Per il personaggio di Harrison mi sono ispirata a quei bambini che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e amare.

Insomma, I battiti dell'amore mi ha totalmente conquistata. Gli ultimi romance letti hanno completamente stravolto il mio giudizio, purché siano frizzanti e divertenti come questo.

Le battute tra Ellen e Flint, sempre piene di doppi sensi e la semplicità di pensiero di Harrison sono stati gli elementi che mi hanno fatto divorare il libro in un giorno! Iniziato la mattina, finito la notte.

Ogni personaggio spicca per la sua completezza e per il suo ruolo fondamentale. Tutto si incastra alla perfezione, anche la parte romance che fa da spalla all'animo creativo di Ellen e a quello analitico di Flint.

Appena letto titolo e vista la cover ho storto il naso ma abbiamo capito che la CE ha serie difficoltà a trovare dei titoli e delle cover che rispecchino davvero il senso del libro. Ma una cosa che mi ha fatto davvero storcere il naso per tutta la lettura è stato un problema di editing.

Sicuramente un mio limite eh ma non ho potuto sopportare " il mio papà" " la mia mamma" usato in terza persona. Mi spiego. In più di un dialogo la scena era tipo Flint che chiedeva a Ellen del padre e io mi sarei aspettata qualcosa come: Come sta tuo padre? Invece diventava Come sta il tuo papà?

Oppure se Flint doveva dire qualcosa riguardo a Gene diventata Il mio papà dice ... ho sentito parlare così solo i bambini fino ai 6 anni, poi tutti dicono mamma/papà dice... oppure mia madre/mio padre.

Ho alzato gli occhi al cielo ogni singola volta! Per il resto I battiti dell'amore è un libro che ho adorato alla prima all'ultima pagina e che, quando è finito, ne avrei letto ancora e ancora!


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