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Recensione: I cento colori del blu di Amy Harmon

Creato il 14 dicembre 2017 da Susi
Nuova recensione!

Recensione: I cento colori del blu di Amy Harmon Titolo: I cento colori del blu Autore: Amy Harmon Serie: Autoconclusivo Editore: Newton Compton Trama: Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere…


La mia recensione
Voto: 4,5 Stelle
Mi ero ripromessa di leggere al più presto anche I cento colori del blu di Amy Harmon e non mi sono fatta attendere. Ero davvero elettrizzata al pensiero di leggere questo libro particolare, dalla trama inusuale ma capace di incuriosire fin dalle prime battute.
Questa volta la Harmon ci presenta la storia di una ragazza che non conosce il suo passato, che non ha mai conosciuto i suoi veri genitori e che vive alla giornata cercando di capire cosa fare della sua vita. Questa è la sua quotidianità finché nella sua vita non entrerà un ragazzo che le metterà di fronte la verità dei fatti ovvero che il passato condiziona il nostro essere e che quindi è indispensabile per capire chi siamo davvero. Inizierà in questo modo un percorso di riscoperta, di redenzione e crescita che porteranno la protagonista a scoprire cos'è l'amore, cosa significa avere una famiglia e lottare con tutte le forze per non farti travolgere dalla vita.
La protagonista è Blue: capelli neri come l'ebano, pelle color ambra e duo occhi azzurri capace di incantare chiunque. La bellezza è il suo scudo, la sua arma per proteggere i sentimenti che ha provato inutilmente a maschere con l'indifferenza e freddezza ma Wilson, accento inglese e una bellezza tipica Inglese capace di far sciogliere il cuore di qualsiasi ragazza, saprà vedere a fondo nel suo cuore e capire che c'è molto più di Blue di quello che colpisce l'occhio.
Blue è la protagonista che ti aggancia alla prima battuta: irriverente, tosta e capace di non arrendersi alla prima difficolta e trovare sempre la forza per andare avanti. Wilson, invece, è il ragazzo di cui ti innamori poco alla volta senza accorgertene perché ti entra dentro senza volerlo, con uno sguardo, una carezza che valgono più di mille parole.
I cento colori del blu è un libro intenso, il marchio di fabbrica della Harmon, ma che colpisce al cuore senza straziarlo e distruggerlo perché se altri suoi romanzi erano la testimonianza che l'amore trionfa sempre questo si trasforma in un bellissimo messaggio di speranza, la speranza di comprendere, accettarsi e voltare pagina desiderosi di scrivere il proprio futuro senza rimpianti ma solo fiduciosi.
Ho amato profondamente questo libro, un po' come accade sempre con i libri di quella che è per me una delle autrici più talentuose mai lette, ma non posso fare a meno di notare alcune dettagli che fanno intuire al volo come questo sia uno dei primi lavori dell'autrice: il libro inizia a carburare solo dopo un inizio abbastanza lento e a volte tedioso per i miei gusti, anche se capisco che tutta la questione in analisi serviva allo scopo di presentare i protagonisti e il tema del romanzo; manca il doppio PoV che mi ha fatto innamorare senza speranza della Harmon, mi è mancato profondamente non sapere cosa pensasse il protagonista maschile, si è sentita l'assenza della seconda forza portante del romanzo che seppur non nella stessa valenza e presenza avrebbe potuto contribuire alla storia anche con una manciata di capitoli tutti dedicati a lui; l'assenza dell'epilogo tipico della Harmon, il suo marchio di fabbrica capace di preservare l'happily ever after.
Queste mancanze, assolutamente non difetti, mi hanno portato ad amare di meno il romanzo, di meno rispetto a quanto si possa amare il proprio fiore preferito che però non profuma quanto avremmo voluto noi. Questo perché la Harmon scrive poesia pura di cui è impossibile non innamorarsene, parole che colpiscono al cuore e che lasceranno il loro segno indelebile.
Ho amato tantissimo I cento colori del blu e sono più che certa che quando i tempi saranno maturi, quando non mi sentirò così satura di Romance lo riprenderò in mano con una coscienza diversa e capace di afferrare anche quello che ad oggi mi sarà sicuramente sfuggito, perché questa è l'arma segreta della Harmon. riuscire a regalare ai suoi lettori qualcosa che si rinnova senza cambiare.
4,5 Stelle per un romanzo unico.
- A presto Susi
 

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